Brutte esperienze a Roma
Premetto di non aver mai visitato Roma con attenzione. Ci sono stata solo per un incontro con Carlo d’Inghilterra all’ambasciata, poi per una partita di rugby (Italia-Inghilterra), e per registrare una puntata di Per un pugno di libri.
Ma recentemente ci sono tornata per lavoro, e purtroppo ho avuto brutte esperienze.
Mi dispiace molto, perchè molti miei amici adorano Roma e mi dicono che è una città meravigliosa, ma dalle esperienze che ho avuto in questi giorni mi passa la voglia di crederci…Ecco cosa mi è capitato in soli 4 giorni.
Taxi
Ho sempre fatto lo stesso tragitto: Stazione Termini – Centocelle e viceversa. Sempre lo stesso percorso, sempre situazioni ridicole.
Taxi 1
Ho parlato romanesco per evitare che mi fregassero dei soldi, ed è andata bene.
Spesa: 15 euro, come da mie previsioni.
Taxi 2
Non ho parlato romanesco. Ho consigliato al tassista di fare Via della Serenissima (sì, ero stata attenta l’altra volta). Risposta: ”ah, ehm, ah sì se pò ffare pure quella…”.
Spesa: 20 euro.
Taxi 3
Salgo. Il tassista mi accoglie con: “Aò signorì te piace Roma?” Secondo te ti dico di no?
Domanda successiva: “Ma tifi a’Roma o a’Lazio?” Sì beh aspetta che mi gioco la vita con questo 50/50. Ovviamente ho risposto che amo il rugby.
Spesa: 16 euro “più due de ricevuta” (???!!!) = 18.
Taxi 4
Il viaggio prosegue normale, io dico che la sera dovrò prenotare un taxi, e il tassista gentilmente si offre di dirmi il numero per prenotarlo.
Inizio a segnare il numero, che mi sembra un pò diverso dai soliti 06 6645/5530, allora lui mi dice “eheheh questo è er numero privato mio, una signorina così bella non vorrà mica lasciarmi solo stasera?”. Risposta: “no, ti lascio con gli altri 2 milioni di tuoi concittadini.”
Spesa: 13 euro. Con la ricevuta.
Taxi 5
Chiamo lo 06 6645 per prenotare un taxi. Sono le 18, mi serve alle 18.30. Mi rispondono “Deve richiamare tra un quarto d’ora-venti minuti”. E io: “Ma se richiamo alle 18.15 poi ho la sicurezza di avere il taxi qui alle 18.30?” Risposta: “No. Provi”.
Riprovo a prenotare, stavolta con lo 06 3570. “Salve, mi serve un taxi per le 18.30, via della Primavera…” Dall’altra parte della cornetta sento che mi mettono in attesa, poi riprendono la conversazione per dirmi “Nun cell’ho“, e riagganciano. Grazie, arrivederci anche a lei.
Taxi 6
Entro nel taxi che a fatica ho prenotato, e che ovviamente arriva in ritardo. “Salve, mi porta alla Metro Monti Tiburtini?” “Perchè la metro, dove deve andare?” E io: “in Stazione Termini, ma se vado in taxi col traffico arrivo tardi e perdo il treno” “A signorì, nooo, stia in taxi…”
Dopo aver insistito 10 minuti mi ha portato alla vicinissima stazione metro.
Spesa: 16 euro. Di cui 9 “per la chiamata, perchè io arrivo da Tibburtina”. E quindi devo pagare 9 euro perchè la tizia del call center non è capace di chiamare i taxi in zona?
Sì.
Metro
Arrivo alla metro, raggiungo il mio binario in ansia perchè temo di arrivare tardi a Termini e perdere il treno. Guardo nel tabellone per vedere quanti minuti mancano all’arrivo della metro, e vedo che non viene segnalato. Sul binario con me ci sono due persone con la divisa dell’ATAC (azienda responsabile della metro), chiedo “Come mai non si vedono i minuti mancanti all’arrivo della metro?”
Risposta: “Boh“.
(Ah, poi ce l’ho fatta a prendere il mio treno: è partito in ritardo perchè era stato preso a sassate e sprangate e dovevano riparare i danni al volo. Ma questa è un’altra storia)
Cibo
Siccome sono vegetariana, chiedo sempre gli ingredienti delle cose che compro, se non sono esposti.
In una focacceria semivuota chiedo “Scusi cosa c’è in quel panzerotto?”, mi dicono “Broccoli e mozzarella“. Mi ispira, la compro. Poi salgo in treno, addento e…salsiccia.
La settimana dopo torno alla focacceria, incazzata racconto cos’è successo e aggiungo che se io fossi stata una persona con delle allergie avrei anche potuto rischiare grosso, e mi sento rispondere: “Ah, scusi. Vuole un altro panzerotto?”
Sicuramente. Magari con la salsiccia.
Hotel
E’ mezzanotte passata, arrivo nell’hotel che ho prenotato per una notte (si chiama Serendipity, ma ve lo sconsiglio). Le indicazioni fuori dicono di entrare nel cortile e suonare nel palazzo di sinistra. Entro nel cortile, guardo i campanelli del palazzo di sinistra. Non c’è il nome del mio hotel.
Guardo nel palazzo di destra: c’è il nome. Suono, mi aprono, entro, e cerco invano di capire a che piano è. Allora mi faccio 3 piani e finalmente arrivo davanti a una porta chiusa che reca il nome dell’hotel. Suono, niente. Chiamo al telefono il numero dell’hotel, niente. Dopo 5 minuti entra un tizio che mi prende la valigia e mi dice “l’ hotel è nel palazzo di sinistra, vi sbagliate tutti!“. Ovviamente io rispondo “Magari mettere un bigliettino anche di là non sarebbe una brutta idea”.
Finalmente arrivo in camera. Ci sono le finestre spalancate, non fa freddissimo ma saremmo in dicembre, quindi chiudo e decido di accendere la stufetta mobile. Cerco in tutta la stanza, e scopro che la presa tedesca della stufetta non entra in nessuna delle prese elettriche a muro.
Poteva essere una buona idea farsi una doccia calda….se l’acqua calda ci fosse stata.
Morale
Con queste premesse capite che a Roma, ora come ora, non ci tornerei volentieri, e non riesco a capire come facciano a definirla una città magica.
Ma vorrei tanto ricredermi. Qualcuno mi aiuta a farlo?
Foto: fotoandrew
e come non commentare? Allora, Roma non è una città per turisti, né per visitatori. Magggica è la squadra, la Roma. La città è magica quando hai una macchina, hai un posto confortevole in cui stare e sei con romani de Roma.
Per lavoro o per visite è assolutamente improponibile. I mezzi di trasporto non ci sono, tantissimi punti della città sono raggiungibili solo con camminate lunghissime e TUTTI cercano di fregarti. TUTTI. Ci sono stato tante volte e ci ritornerò perché amo i monumenti romani e ho carissimi amici lì, l’estate dura 10 mesi e se sai dove andare non si mangia male. Tra le (tantissime) cose negative ricordo che pagai 3 € in più ad un tassista perché, udite udite, avevo la valigia. GIÀ. Ed avevamo chiaccherato anche tutto il tempo, gentilissimo e tutto, conosceva pure (l’Adrenaline di) Reggio Emilia. E gli ho detto che glieli davo perché tanto pagava l’azienda ma che comunque “sappia che non si trattano così i clienti e spero che almeno ogni tanto si vergogni anche a chiedere 2 euro per la valigia.”
Cacchio i 3 € in più per la valigia mi mancavano…aggiungiamo anche il tuo episodio al temibile capitolo “Taxi”. Mi immagino la delusione dopo la lunga chiacchierata!
Purtroppo devo darti ragione per quanto riguarda le visite in città “da lavoratrice”. Per me si è davvero dimostrata improponibile. Però, se davvero è come dici tu che è magica solo quando si è con i romani de Roma, è veramente un peccato e allora sì che rischio di non ricredermi mai…!
Frà…proprio io che da sarda difendo Roma lo so che non è molto credibile! però…io Roma la amo tantissimo, ci vado spesso e ci tornerei sempre: questa la premessa. Poi pensandoci bene, ho preso mille fregature anche io, in taxi,al ristorante, nei baracchini fuori dai monumenti che vendono le bibite…ho perso treni per i ritardi della metro e nessuno ti fa mai scontrini o ricevute se non su espressa richiesta. Nonostante tutto questo, se penso a Roma ho solo bei ricordi e voglia di tornarci. Dei mille lati negativi…me ne ricordo solo se mi ci metto a pensare!
grazie Ele della tua opinione…è bello leggere che almeno non sono l’unica a cui capitano certe cose
sono contenta che almeno a te Roma lasci un bel ricordo nel cuore, però ti do ragione, siccome sei di Sant’antioco, tu non sei credibile! ahahah
Fra, ti scrive un milanese che ogni tanto passa da Fiumicino, e mi chiedo che impressione facciamo agli stranieri quando, che ne so, un canadese o un sudcoreano passa di lì… siamo lontani non anni luce, ma ere geologiche da qualsiasi Paese civile del mondo (e a Milano non siamo messi granchè meglio.. e il clima è pure mediamente peggio).
Poi le nostre menti (sempre a Roma, sarà un caso!?!) si chiedono perchè il turismo in Italia sta prendendo legnate clamorose nei confronti di due paesi paragonabili, tipo Francia e e Spagna… truffe varie ai visitatori, scontrini da chiedere ai vari esercenti, sovrapprezzi ingiustificati ed ingiustificabili..
Se viaggi per lavoro te ne frega meno, ma è l’approccio che è completamente sbagliato, il tentativo di raggiro è sempre in agguato.
E ne me rendo conto viaggiando all’estero, come tutti immagino… :-I
Poi la (non) attenzione verso il cliente vegetariano è l’ennesima noncuranza italica, per la serie: basta che me paghi.. e cchi tte rivede qqua??
See you
ciao, Luca, condivido riga per riga le tue parole! mi chiedo come facciano i turisti stranieri che arrivano qui…anche solo per muoversi, se non sanno l’italiano, dev’essere un’impresa…piena di insidie! hai ragione, è l’approggio che è sbagliato. troppo spesso il turista viene visto come una gallina da spennare. mi dispiace veramente tanto perchè vorrei che i miei amici stranieri conoscessero il mio paese…ma viste certe scene, mi passa un pò la voglia! poi sì, noi vegetariani siamo considerati un pò come delle creature bizzarre che tanto non danno fastidio quindi possono essere trattare male. Grosso errore!
questa cosa del milanese che critica Roma è da manuale sugli stereotipi! Me l’aspettavo! Diciamo che le “trappole per turisti” ci sono ovunque (a Londra come qui a Bangkok) … sarà che a me divertono pure quelle e cerco in genere di vedere il lato pittoresco delle cose, dal tentativo di “provolare del tassista” alla finesta aperta in camera a dicembre (fosse stata chiusa magari la stanza puzzava di fumo a causa del turista giapponese che c’aveva alloggiato il giorno prima)
ciao Andrea, hai ragione, le trappole per turisti ci sono ovunque, m’è capitato pure in Kenya di litigare con un locale che cercava di fregarmi…però a Roma mi capita proprio ogni volta che ci vado, sono così sfigata? ci sono tornata la settimana scorsa e appena arrivata ho trovato per terra un portafoglio rubato…è questo il “bentornata” che mi dedica questa città?
Sai che…la penso esattamente come te? Finalmente ho trovato qualcuno che può capire quando dico che Roma non mi piace
oh Fede finalmente anche io ho trovato qualcuno che la pensa come me! iniziavo a sentirmi un’aliena! anche a te sono capitate belle scene come queste? (spero di no, eh…)
Certo… ostinarsi con i taxi dopo le prime 2 brutte esperienze significa… voler proprio scrivere un post contro Roma
Il panzerotto poi… pensa solo con quale “filosofia taoista” la commessa ti ha ascoltato sperando che l’arrabiatura ti fosse passata in virtù del fatto che non eri morta per colpa di uno shock anafilattico
Comunque… la prossima volta che vai a Roma fammelo sapere che allerto il mio miglior amico (veterinario-attore di teatro-vegano)… in compagnia di un romano DOC la vivi meglio la meravigliosa capitale!
ahahah sì sì sicuramente c’era del taoismo dal venditore di panzerotti…;)
eh purtroppo ogni volta dovevo raggiungere posti che non sono ben serviti dai mezzi pubblici, quindi il taxi era obbligatorio…purtroppo!
vai allora Andrea io ci sto, la prossima volta sarà col tuo miglior amico, che se è veterinario e vegano e vive a Roma ha sicuramente mooolto da raccontarmi (e da spiegarmi!);) grazie!
Roma é una grandissima figlia di …
E lo dico con cognizione di causa. Vivo a Roma da sette anni, i primi 4 anni mi spostavo solo con i mezzi per cui ho detto addio alla claustrofobia, ho imparato espressioni
tipo “ti lovvo” leggendo le scritte alle fermate
degli autobus, e mi sono
divertita a chiedere gli orari di partenza al front
Office dei capolinea dell’atac per il sadico gusto di sentirmi
rispondere” tra un po’”. Il capitolo macchina lo tralascio limitandomi a dire che tutti i luoghi comuni sul romano alla guida sono veri: la mattina mi riconoscete, sono una delle tante con la schiuma alla bocca ferma al semaforo. E poi, sul più bello quando senti che ne hai le tasche piene, della giornata, del tempo che questa città divora, alzi un pó gli occhi e ovunque tu sia ti sbatte in faccia magari uno dei suoi tramonti arancioni e strafottenti e ti plachi, anche se non vuoi. Perchè Roma non va domata.
ciao R., vedi, anche a te Roma deve averti stregato in qualche modo, perché ti tratta male, ma tu la ami comunque!
io penso che non riuscirei a vivere in una città che non si può domare. Capisco che un animale non si possa domare (è natura ed è giusto così); ma una città artificiale che evidentemente ha dei problemi? riesci a subirli solo perché è bella? te lo chiedo perché davvero sto tentando di capire dove sia la magia!
R. col tuo post mi hai fatto morire dalle risate
Rallegrati! Se avecci avuto gli occhi a mandorla, sarebbe andata molto peggio. Almeno hai evitato di farti fregare più di 200eur dal taxi ( http://www.romatoday.it/cronaca/taxi-fiumicino-roma-200-euro-giapponesi.html ) per la corsa da quell’ignobile aeroporto (porta d’Italia per i turisti stranieri) che chiamano Fiumicino, al centro città, o di farti scucire 600 euro per un pranzo http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/cronaca/truffa-ristorante/truffa-ristorante/truffa-ristorante.html
Sì sa, se hai gli occhi a mandorla, l’espressione mite, ed una Nikon al collo, meriti sicuramente di essere fregato. Almeno tu hai potuto mimare l’accento romanesco.
Appunto, dicevamo, noi siamo i “furbi”, gli stranieri (per qualche motivo) sono “i fessi”, e meritano di pagare un cono gelato a Roma 16 euro. Intanto, i turisti continuano a calare… http://www.giornalettismo.com/archives/915607/il-cono-gelato-da-16-euro-per-i-turisti-di-roma/
ciao Flapane, purtroppo hai proprio ragione. I turisti non hanno grandi armi di difesa nei confronti di queste scorrettezze e per loro l’unico modo di evitarle è…non venire qui. Ce lo meritiamo!