fraintesa

Sehnsucht

Ho studiato tedesco per molti anni. E’ una lingua che amo e che amo parlare, e che mi ha fatto conoscere una parola speciale che spiega la scelta che sto per fare: la parola Sehnsucht.

C’è chi erroneamente la traduce con nostalgia; ma la Sehnsucht è molto di più. Nostalgia in tedesco si traduce con Nostalgie, parola che esprime il desiderio di riappropriarsi di qualcosa conosciuto nel passato (un luogo, un oggetto, una sensazione); la Sehnsucht invece è un sentimento simile alla nostalgia, ma legato a qualcosa che non si conosce ancora. E’ la ricerca di qualcosa di sconosciuto, indefinito; un desiderio che spinge chi lo prova a cercare costantemente di riempire il vuoto che sente. Chi lo prova non si accontenta di quello che ha e cerca costantemente di raggiungere nuovi traguardi che spera possano placare questo sentimento.

Io provo Sehnsucht. Da molti anni. E quindi ora riparto per raggiungere nuovi traguardi.

Attualmente sono la persona più fortunata del mondo: sono sana, i miei cari sono sani, sono tutti vivi, la mia casa è ancora agibile dopo il terremoto, ho l’amore, ho gli amici, ho un buon lavoro da freelance, che amo e che mi permette di lavorare più o meno dove voglio e ai ritmi che decido io. In un momento come questo, in Italia, io sono davvero la persona più fortunata di tutti.
Eppure la Sehnsucht rimane. E’ come ne La linea d’ombra di Conrad: la calma piatta, la bonaccia è per il marinaio disperazione. O come diceva Baudelaire ne I fiori del male:

calme plat, grand miroir de mon désespoir

(calma piatta, grande specchio della mia disperazione).fraintesa Quindi ho deciso di non rimanere qui a lamentarmi e sentire che non sono soddisfatta. Me ne vado.

Ho passato troppi mesi (anni) qui in Italia a lamentarmi di Trenitalia, di Berlusconi, della politica, della burocrazia, della televisione, della mafia, della nostra congenita tendenza a fregare il prossimo, della nostra incapacità di gestire al meglio questo paese così ricco di opportunità, e…della nostra incredibile bravura a lamentarci.

Ho provato ogni giorno, nel mio piccolo, a cambiare le cose: dalla raccolta differenziata, alla raccolta firme, al volontariato…ma qui non cambia niente, e la Sehnsucht rimane.

E’ per questo che entro il 31 dicembre 2012 io lascerò l’Italia. Ho già avvertito tutti i miei clienti, l’ho già detto ai miei familiari e a qualche amico, e ho già avviato le pratiche per il visto.

A febbraio, nel posto dove andrò, inizierò un corso per la gestione della fauna selvatica: sono stanca dei clienti italiani a cui gestisco i social media, sono stanca di leggere polemiche sterili e provinciali sui blog trip, sono stanca dell’invidia del klout. Sono sicura che una bella spinta me l’ha data il terremoto (in tutti i sensi): nei giorni delle scosse, sul lavoro il “problema” dei miei clienti era mettere “con urgenza” un post su Facebook con l’ultima “imperdibile” offerta 3×2, mentre a casa il mio vero problema era aiutare mia nonna col Parkinson a fare la pipì in giardino, perché in casa non si poteva entrare.

Quando vivi queste dicotomie inizi a chiederti qual è la vita vera; e lo capisci. Meno 3×2, più giardino.

Il mio sogno è, tra un anno, lavorare in un centro di fauna selvatica, in un paese dove in cielo volano i pappagalli, dove è normale fare la raccolta differenziata, dove è considerato strano gettare i mozziconi di sigaretta dal finestrino, dove il premier è donna, dove non ci sono le veline in tv, dove i passanti ti sorridono per strada e dove chi vuole lavorare nella tutela ambientale non è un volontario fricchettone, ma è considerato una persona che difende il pianeta e viene pagato per questo.

No, non è il paradiso: è l’Australia.