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Come fare incazzare una vegetariana: Pizzeria ai Cappuccini a Modena

Sono andata di recente nella Pizzeria Ai Cappuccini, che ha aperto da poco a Modena, con alcuni colleghi. Su suggerimento della cameriera abbiamo deciso di prendere la “pizza al kg“, una sorta di pizza al metro, ma tonda.
Ci è stato detto che ognuno avrebbe potuto scegliere un gusto, perché date le dimensioni di questa megapizza ad ognuno sarebbero toccati più spicchi del proprio gusto.
Scelgo e ordino una boscaiola, chiedendo che me la facciano senza prosciutto. La cameriera segna la mia richiesta, poi finito il giro di ordinazioni ripete le pizze e io per sicurezza le ridico che la mia la vorrei senza prosciutto.
Mi dice che non ci sono problemi, e che l’ha già segnato.
Perfetto.

Dopo una lunga attesa arriva la megapizza al kg.
Vedo che effettivamente ho circa 3 pezzetti di pizza al gusto boscaiola. Addento il primo, affamata. Intanto i miei colleghi fanno lo stesso con la loro parte.
Finito il primo pezzo di pizza, noto che negli altri due miei pezzi spuntano cose rosa. Esploro con la forchetta tipo Jessica Fletcher in pizzeria a Cabot Cove, e scopro che è prosciutto. È tardi per farmi rifare un’altra pizza, anche perché nel frattempo è già passata quasi un’ora; quindi mi sfavo (termine che ho imparato vivendo a Firenze e che indica giramento di palle) ma rinuncio al pranzo, sperando almeno che si scusino per l’errore. Ordiniamo un caffè, aspettiamo invano per 10 minuti; il caffè non arriva, è tardi, ci alziamo per andare a pagare.

Alla cassa quello che presumo sia il proprietario (un signore di mezza età) ci chiede se è andato tutto bene.
Io: “Guardi, no, io avevo chiesto che nella mia pizza non ci fosse il prosciutto e invece c’era, ma io non mangio carne”
Lui:”Eh vabbeh, un vezzo
Un mio collega che voleva evitare che io facessi una scenata: “No guardi non è un vezzo, lei è vegetariana”
Arriva la cameriera che ci aveva servito: “Nooo, impossibile, ho controllato io il cuoco, non ci ha messo il prosciutto”
Interviene un altro mio collega: “No guardi, c’erano dei pezzi rosa…era prosciutto”
Ristoratore: “Vabbeh, il resto tutto apposto?”
Altro mio collega: “No, guardi, abbiamo ordinato il caffè, ma non è mai arrivato”
Di nuovo la cameriera, che si rivolge alla barista: ” Ma come, non hai fatto il caffè?”
La barista: “Sì che l’ho fatto, ma come, non glielo avete portato?”
Il ristoratore a quel punto ci fa il conto. Non ci fa pagare il caffè (vorrei anche vedere).

Del prosciutto e della mia pizza non ha detto niente.
Nessuno mi ha chiesto scusa né mi ha detto frasi anche di circostanza, se volete, tipo “non ce ne siamo accorti”, “ci dev’essere stato un errore”, o magari un “ti offriamo un caffè/un sorbetto/…”.
Fare uno sconto sulla pizza sarebbe stato corretto, ma non aspiravo a tanto, anche perché in questa situazione non sono i soldi il problema.
Avrei voluto almeno delle scuse o un gesto che dimostrava che riconoscevano l’errore. Invece mi sento dire “eh vabbeh, un vezzo” e la cameriera mette in discussione quello che io dico.
Ma il buon vecchio detto “il cliente ha sempre ragione”…?
E più che altro, perché, se io fossi celiaca, staresti ben più attento, con la mia pizza, perché hai paura che io stia male e poi faccia causa alla tua pizzeria, mentre invece se sono “solamente” vegetariana da 16 anni quello è “un vezzo”?

Inutile dire che questa nuova pizzeria ha già perso dei clienti. Io non ci andrò più.

[Foto: Aristocrat su Flickr]