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Mostra National Geographic I colori del mondo, Genova

Alcuni giorni fa sono tornata a Genova, dopo tanto tempo, per vedere la mostra del National Geographic I colori del mondo, che sarà visitabile a Palazzo Ducale fino al 1 aprile.

Si tratta di una selezione di 50 immagini, inedite per la rivista, organizzate in un percorso che attraversa quattro colori:

  • rosso, colore della terra africana, del fuoco, di usi e costumi asiatici, di diner americani;
  • verde: il mondo della natura e della speranza, della vegetazione, dell’aurora boreale;
  • bianco come i pinguini imperatore colpiti dal riscaldamento globale, un lemure del Madagasacar o le chiese di Santorini
  • azzurro, colore dei ghiacci delle Svalbard, del cielo, del mare e dei suoi “abitanti”.

I fotografi in mostra sono 32, e 3 di questi sono italiani: Sam Abell, Lynsey Addario, Stephen Alvarez Robert Clark, Jodi Cobb, Peter Essick, Melissa Farlow, Alessandro Gandolfi, George Grall, Lynn Johnson, Ed Kashi, Brian Lanker, Pascal Maitre, Steve McCurry, James Nachtwey, Michael Nichols, Paul Nicklen, Randy Olson, Carsten Peter, Antonio Politano, Jim Richardson, Sandro Santioli, Joel Sartore, Shaul Schwarz, Brian J. Skerry, Stephanie Sinclair, James L.Stanfield, George Steinmetz, Brent Stirton, Alex Webb, Steve Winter, Michael S.Yamashita.

In questa mostra c’è tanta Africa, ma ci sono anche Antartide, Asia, America; è un bel viaggio fotografico tra paesaggi, animali, uomini, tradizioni e emozioni.
Devo dire che mi sono trovata molto d’accordo con queste parole del curatore della mostra Guglielmo Pepe:

Senza sottovalutare l’intensità e la bellezza del bianco e nero, ho sempre pensato che le immagini a colori abbiano una marcia in più. Quale? Ci fanno vedere il mondo così come appare al nostro sguardo: naturale, diretto, senza artifici. Chi non ama le foto di Salgado, di Berengo Gardin tanto per citare due eccezionali interpreti del b/n (l’elenco sarebbe lunghissimo)? Tuttavia non si può non riconoscere che lo scatto più famoso nella storia moderna della fotografia è quello a colori realizzato da Steve McCurry alla giovane afghana: la paura, il mistero, lo smarrimento e la rabbia dello sguardo della ragazza sono commoventi, ma è il verde magnetico dei suoi occhi a parlare all’intera umanità.

Non sono una brava fotografa, ma amo la fotografia naturalistica e questa mostra mi è piaciuta. Ho solo trovato che le opere fossero esposte troppe vicine tra loro – forse l’esame di museologia sostenuto all’università mi ha resa troppo pignola?

Segnalo che, parallelamente alla mostra, i canali Sky National Geographic Channel e Nat Geo Wild propongono una rassegna di documentari che pongono domande su cosa conosciamo veramente, su come vediamo il mondo e cosa ci guida. Le proiezioni sono gratuite e hanno luogo al Museo di Storia Naturale Andrea Doria, in via Brigata Liguria 9, dal martedì alla domenica, in tre orari: alle 11, alle 13 e alle 17.

A Palazzo Ducale poi ci sono, in contemporanea, altre mostre – consiglio in particolare quella su Edvard Munch.

Info utili

Il biglietto intero costa 7 euro, ridotto 5 euro (portate la tessera Coop se ce l’avete, per godere dello sconto).
Orario della mostra: dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle ore 15 alle ore 18.30. Attenzione però: la biglietteria chiude un’ora prima.
Si possono fare fotografie!

Dove dormire

Questa città richiama turisti tutto l’anno e dispone di una rete alberghiera alquanto fitta e variegata. Gli Hotel di Genova, o in alternativa i numerosi b&b, le pensioni e i suoi appartamenti vacanza, si snodano su tutto il centro fino ad intercettare le zone più periferiche del capoluogo.
Sul sito Expedia.it si possono trovare buone offerte, anche per gli hotel collocati in centro e posti a ridosso delle principali attrazioni.

Dove mangiare

Per uno spuntino veloce a pranzo io mi sono fatta indicare da alcuni genovesi una buona focacceria a pochi passi dal Palazzo Ducale: si trova in Via di Canneto il Curto e ha un insegna neon blu che indica ‘Focaccia e pizza’. C’era la fila (buon segno) e devo dire che le focacce che ho preso – Recco, olive, gorgonzola – e la farinata erano squisite.
Per un pasto più lento consiglio di provare il famoso pesto e la cucina ligure dello chef Roberto Panizza nel suo ristorante Il Genovese, nella centralissima Via Galata (ricordatevi però che è chiuso alla domenica).

Fraintesa

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Fraintesa

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