Sentirsi in viaggio tutto l’anno in tre mosse

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

Marcel Proust

Ci siamo.

Tra poco il boato dei motori come un rullo di tamburi darà inizio al viaggio.
Sorridete. La trasformazione è già in atto: i vostri sensi si fanno più vividi, l’attenzione brillante, pronta a registrare ogni elemento di novità intorno a voi.
Siete solo in aereo e già ogni passeggero vi sembra una storia da scoprire.
Una volta a destinazione, poi, tutto vale la pena di essere documentato, fotografato, trattenuto. Tutto vale, contrariamente ai giorni incolori della quotidianità.
Ma siete proprio sicuri che sia solo un fatto di destinazione?

Pensateci.

È il gusto della scoperta l’elemento che cercate quando partite per un viaggio, il risveglio di quella disposizione all’ascolto che di mettere fuori il naso nei giorni di routine non vuol proprio saperne.
Eppure, questa disposizione, apertura, slancio si può allenare fino al punto di sentirsi in viaggio … per dodici mesi all’anno. Non ci credete?

Lotta agli automatismi

Il viaggio rappresenta un momento di rottura degli automatismi che strutturano la nostra vita. Necessari e confortevoli, i collaudati schemi mentali che ci aiutano in una grande quantità di azioni rischiano a un certo punto di diventare troppo stretti.
Capita a tutti, prima o poi, ed ecco allora che il richiamo della strada si fa prepotente, ineludibile.
Fortunatamente, bastano pochi clic per prenotare un volo e riguadagnarsi una boccata di libertà. Ma dopo?
Se il ritorno in aereo è sempre un ininterrotto susseguirsi di sospiri e al momento non potete cambiare la vostra situazione, dovreste pensare a come acquisire una nuova mentalità, piuttosto che alla prossima meta di viaggio.

Curiosità in modalità ON

Risvegliare lo stato di attenzione che ci fa sentire vivi e vibranti quando visitiamo luoghi sconosciuti è possibile anche una volta tornati a casa.

Allenatevi a pensare che in realtà, dietro la fila di case che vedete ogni mattino dalla finestra e al di là del consumatissimo percorso che seguite ogni giorno per andare a lavoro c’è un mondo tutto da scoprire, invisibile agli occhi dell’abitudine.
Bastano alcuni suggerimenti alla portata di tutti per riscoprirsi curiosi e interessati, anche a casa propria.
Scoprirete che, a ben guardare, potete trovare tante sorprese sulla Nomentana quanto dall’altra parte del mondo.

Vediamo insieme come:

  • Esercitate l’arte di vedere
    Cominciate da quello che vedete ogni giorno: la vista dal balcone di casa vostra, il tratto di marciapiede oltre la vetrata del bar dove prendete il caffé, il cortile del vostro palazzo. Adesso concentratevi su una porzione di pochi metri e osservatela bene.
    Prendete nota di tutto quello che vedete. Vi accorgerete che a un attento esame saltano fuori particolari che non avevate notato.
    Potete farlo ogni giorno per anni: ogni volta vedrete qualcosa di nuovo che non eravate riusciti a scorgere prima.
  • Visitate quel museo, Ora!
    Il tempo è prezioso quando è poco, ecco perché in un viaggio di pochi giorni o poche settimane ogni attimo è importante.
    Eppure spesso (troppo spesso!) a poche fermate di tram da casa si trovano musei per cui altri viaggiatori devono fare centinaia e, a volte, migliaia di chilometri.
    E noi? Perché non li abbiamo mai visitati? Sì, esatto, proprio lui: il classico ‘tanto posso vederlo quando voglio’.
    Prenotate subito la vostra visita come fosse un’occasione irripetibile, come se il museo dovesse chiudere il giorno dopo (ricordate che siamo in Italia, niente dice che non accadrà).
  • Storie in attesa alla fermata del tram
    Parlare con la popolazione locale è ciò che tesse la trama di un viaggio e lo rende interessante.
    Quando viaggiate anche l’acquisto di una mela diventa l’occasione per conoscere persone e apprendere nuove informazioni, eppure con la signora del negozietto di frutta sotto casa non scambiate parola.
    Non rimpiangete le occasioni di scambio che offre l’Altrove: createle!
    Alla fermata dell’autobus cominciate a parlare del tempo, del ritardo, delle variazioni di percorso con le altre persone in attesa e vi stupirete di scoprire quante traiettorie diverse e possibili vi sfiorino ogni giorno. Imprevedibili come in viaggio.

Non sempre è possibile partire per interrompere la routine, ma non per questo bisogna lasciarsi sopraffare dalla noia. Allenare la propria disposizione alla curiosità e alla scoperta diventa allora il modo per soddisfare il bisogno profondo di sospendere, almeno temporaneamente, le nostre sicurezze e misurarci con nuove situazioni.

E allora forza, cominciate subito: cercate una via di fuga alla ripetizione del solito tragitto casa-lavoro e sperimentate una strada nuova senza averla prima controllata sulle mappe.

Arriverete tardi? Forse. È il brivido dell’imprevisto.

 

Beatrice 

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