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Nuovo slancio turistico per l’Etiopia

Etnia Hamer in Etiopia (Foto di Trine Bruun)

Nel 2013 l’Etiopia ha istituito tre enti per lo sviluppo del turismo (il Tourism Transformation Council, l’Organizzazione etiope per il turismo ETO e il Tourism Board) e di recente sta implementando nuove attività per lanciarsi come nuova meta turistica africana d’eccellenza.
Destinazione già conosciuta dagli amanti dell’antropologia e dell’ecoturismo, l’Etiopia si presenta come un Paese molto affascinante per gli amanti dei safari fotografici, del birdwatching, dello sport e della geologia.

Lalibela (Foto di Trine Bruun)

Lalibela (Foto di Trine Bruun)

Il nord storico e i monti Semien

Il nord dell’Etiopia ha una storia antica che emerge nella città di Axum (dell’epoca della regina di Saba), nel primo insediamento islamico di Negash, nell’antica cittadella cristiana fortificata di Gondar e nelle chiese rupestri di Lalibela e sul massiccio del Gheralta.
Non manca tuttavia la forte impronta della natura, da ammirare nel lago Tana con le sue isole e i monasteri, o nel maestoso Parco Nazionale dei Monti Semien, che ospita il lupo etiope, l’endemico babbuino Gelada (unico tipo di scimmia brucatrice) e gli ultimi esemplari di stambecco del Semien.

(Foto di Trine Bruun)

Babbuini (Foto di Trine Bruun)

La Rift Valley e il sud dell’Etiopia

Le numerose etnie del sud dell’Etiopia richiamano specialmente i turisti appassionati di antropologia e sociologia. Qui si passa dai campi e borghi terrazzati del popolo dei Konso, ai siti paleontologici della popolare Valle dell’Omo. Dal punto di vista naturalistico, in questa regione sono imperdibili i laghi della Central Rift Valley e il Parco Nazionale Nechisar, dove vive il Succiacapre del Nechisar

Danakil, Harar e le montagne di Bale

Questa è l’area geologicamente più stupefacente perché comprende i geyser e i vulcani della depressione della Dancalia, tra cui spicca il vulcano Erta Ale, che racchiude il più antico lago di lava permanente del mondo. Non lontano si trova l’enorme caverna sotterranea di Sof Omar.

Da visitare in questa regione anche la magica cittadella islamica di Harar Jugol, e la media valle dell’Awash, culla dell’umanità che riveste un’importanza unica nelle ricerche antropologiche per il ritrovamento dei resti di Lucy.
Il Parco nazionale dei monti Bale, molto apprezzato dai birdwatcher, è la più importante riserva di biodiversità dell’Etiopia. Da non perdere anche il Santuario degli Elefanti di Babille.

L’Occidente tra natura e caffè

La parte più occidentale dell’Etiopia si contraddistingue per la Riserva della Biosfera di Kafa, ricca di piante di caffè, e per il più grande parco nazionale dell’Etiopia, il Parco di Gambella, terra della giraffa nubiana dalle macchie nocciola.
In quest’area si localizza anche il Monte Wenchi, che in un ampio lago vulcanico ospita l’isola-monastero di Wenchi Chirkos.

 

Etiopia (Foto di Trine Bruun)

Una cartolina dall’Etiopia (Foto di Trine Bruun)

 

L’Etiopia si può raggiungere facilmente con la compagnia di bandiera Ethiopian Airlines, che offre la più estesa rete di voli del continente africano con voli internazionali tra Addis Abeba e oltre 93 città al di fuori dell’Etiopia, in aggiunta a 22 voli interni.

Sul fronte politico segnalo inoltre la recente notizia del rilascio dei 10.000 protestanti di etnia Oromo: http://www.aljazeera.com/news/2016/12/release-10000-detainees-announced-161221151521604.html

2 comments

  • Anni e anni che sogno l’Etiopia e adesso con questo post chi riuscira’ a dormire senza prenotare un volo di sola andata?

    • Fraintesa

      Ahaha dai Cristina, partiamo? Io già mi sogno di inseguire i babbuini gelada per abbracciarli. Potremmo fare yoga insieme nelle rovine di Lalibela – io, te e i babbuini! <3

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