Search for content, post, videos

Ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino

paesaggio innevato con ciaspolatori

Grazie alle nevicate abbondati cadute nelle ultime settimane, ho deciso di aderire a una ciaspolata nel Parco Nazionale del Pollino. Dopo un tragitto in auto normalmente della durata di un’ora e mezza circa, che io ho fatto in 4 ore per volere del mio navigatore, il quale mi indicava la più caratteristica strada innevata del Colle d’Impiso, sono arrivata a San Severino Lucano in provincia di PZ con notevole ritardo. Questo era il punto di partenza per la ciaspolata che sarebbe partita il giorno dopo.

Non avendo potuto rispettare la tabella di marcia che mi ero prefissata, non ho avuto modo di arrivare per tempo e visitare a pieno il paese. Osservando dal finestrino però ho notato una minuziosa cura dei dettagli. La nebbia che avvolgeva il centro abitato ha reso ai miei occhi San Severino Lucano un bellissimo borgo arroccato nel cuore del Parco del Pollino.

Andiamo per gradi.

Sono arrivata sabato verso le 20.30 con la nebbia che ha stancato di molto le mie pupille. Dopo la cena consumata all’Agriturismo ”Bosco Principe”, ho pernottato al B&B “a Casa di Mario”. Giuseppe, uno dei proprietari, è stato molto gentile. La mia camera era caldissima e la colazione al mattino abbondante, consumata in una piccola saletta altrettanto calda e con una vetrata da dove si può osservare il paesaggio circostante quando non c’è foschia.

Domenica mattina intorno alle ore 9.30, insieme al gruppo che ha ciaspolato con me, ho raggiunto la guida ufficiale del parco, Leonardo Viceconte. Grazie alla simpatia delle persone che hanno condiviso con me questa esperienza e alla sapienza e istruzione di Leonardo ho vissuto un’autentica avventura.

Durante il tragitto in macchina per raggiungere la zona di partenza sulla Strada Ruggio, silenziosi e con la criniera al vento i cavalli selvatici osservavano la nostra carovana. Pelo ispido e folto, code lunghe e arruffate, questi cavalli vivono sul monte senza temere il freddo nutrendosi di quello che la terra offre.

Cavalli Selvatici in paesaggio innevato

Cavalli Selvatici sul Pollino (foto di Luana Caprino)

Giunti al piazzale e parcheggiato il Land Rover abbiamo indossato le ghette. Queste servono per proteggere i polpacci ed evitare che la neve si introduca nelle scarpe; successivamente abbiamo infilato le ciaspole.

ciaspole e ghette ai piedi

Ciaspole e ghette (foto di Luana Caprino)

Devo ammettere, ero elettrizzata all’idea di trascorrere una mattinata tra la neve e la natura. Io che pur vivendo in un paesino di montagna ho iniziato ad amarla tardi. Il termometro segnava 4° C ma durante la salita la temperatura è diminuita ulteriormente.

Il percorso scelto dalla guida è stato semplice e dalle durata di 2 ore, questo perché bisogna tener conto sempre del gruppo e adattarsi a chi fa questa attività per la prima volta.

Dopo aver camminato lungo il sentiero, ormai stanchi e affamati ci siamo fermati alla Baita rifugio Visitone a 1400 m sul livello del mare. Qui abbiamo gustato delle ottime tagliatelle con funghi e assaggiato un buon piatto di prelibatezze locali.

tagliatelle ai funghi fotografate dall'alto

Le tagliatelle ai funghi (foto di Luana Caprino)

La discesa per tornare alle nostre auto è stata decisamente più veloce e la ciaspolata mi è sembrata meno faticosa.

Cosa indossare per ciaspolare nel Parco del Pollino?

Ecco la mia attrezzatura: scarponi da trekking alti, giacca e pantaloni traspiranti in polartec , maglia termica, pile mid-layer, guanti out-dry, calze in tessuto tecnico, cappello, zaino e occhiali da sole.

L'attrezzatura perfetta per la montagna (foto di Luana Caprino)

L’attrezzatura perfetta per la montagna (foto di Luana Caprino)

Nel Parco del Pollino devo per forza prenotare una guida?

Per partecipare alle ciaspolate nel Parco del Pollino è bene sempre prenotare una guida, specialmente se non si è esperti. La guida vi aiuterà nel percorso ed è un componente fondamentale per poter scoprire le bellezze e i segreti della fauna e della flora. Conosce il territorio e ha esperienza e competenza per permettere di vivere un’esperienza in sicurezza.

Come arrivare nel Parco del Pollino

In auto: per chi giunge sia da nord che da sud, lasciare l’autostrada A3 nel tratto fra le uscite Lauria Nord e Spezzano Terme, imboccando la S.S. 19 che attraversa il Parco, la S.S.504 e la S.S. 105 che giungono fino al Mar Tirreno, la S.S. 653 (Sinnica) e la S.S. 92.

In treno: le più vicine stazioni ferroviarie sono Sapri in Campania, Policoro e Maratea in Basilicato, Scalea, Paola e Sibari in Calabria. Da qui proseguire in autobus.

Aereo: gli aeroporti più vicino sono Napoli, Lamezia Terme e Bari.

 

Luana Caprino

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
Scorcio di Tarquinia da San Giacomo
Tarquinia, dove rise l’etrusco

Sospesa in una linea immaginaria tra Lazio e Toscana, lì dove la Tuscia finisce per lasciar spazio alla Maremma, Tarquinia...

Chiudi