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Tarquinia, dove rise l’etrusco

Scorcio di Tarquinia da San Giacomo

Sospesa in una linea immaginaria tra Lazio e Toscana, lì dove la Tuscia finisce per lasciar spazio alla Maremma, Tarquinia è la capitale dell’Etruria meridionale nonché cittadina medioevale di grande fascino.
 La cittadina della provincia di Viterbo è conosciuta soprattutto per essere stata inserita nel 2004, insieme a Cerveteri, tra i Patrimoni Unesco, per la testimonianza unica ed eccezionale dell’antica civiltà etrusca, la sola civiltà urbana dell’epoca pre-romana in Italia.

Un po’ di storia di Tarquinia

La leggenda narra che lungo le rive del fiume Marta, nel luogo oggi conosciuto come Ara della Regina (il più grande tempio etrusco pervenuto fino ai giorni nostri), Tagete, essere divino dall’aspetto di fanciullo ma saggio come un vecchio, rivelò agli Etruschi la disciplina della loro religione. Fu in quel luogo e in quel momento che Tarconte fondò la città sacra, alla quale dette il nome Tarchna, cioè Tarquinia.
 Qualche anno dopo, l’area della Civita da fiorente villaggio agricolo e bucolico si trasformò, anche grazie alla navigabilità del fiume e al mare non troppo distante, in un centro commerciale e industriale, divenendo capitale di un potente stato che si estendeva fino al Lago di Bolsena. Non bastarono però i fiorenti traffici di sale con la Grecia e l’Oriente, né tantomeno il prestigio dei re Tarquini: Roma ebbe la meglio e Tarquinia si arrese definitivamente all’impero nel 308 a.C.
Benché l’odierna Tarquinia non sorga più sulla collina della Civita, la sua posizione strategica rimane immutata e la sua vicinanza con importanti città d’arte e siti culturali la rendono una meta ambita per molti turisti.

La Tarquinia etrusca

Che siate o meno amanti dell’archeologia la Necropoli etrusca dei Monterozzi merita assolutamente una visita.
 Con oltre 200 tombe dipinte, visitare la necropoli, meglio se accompagnati da una guida esperta, è il modo migliore per entrare in contatto con la grandezza e la ricercatezza artistica del popolo etrusco. 
Tra le tombe più famose figurano la Tomba dei Leopardi, della Caccia e della Pesca, delle Leonesse, del Triclinio, del Guerriero, del Cacciatore, dei Cardarelli, del Fior di Loto. Ognuna di esse rappresenta scene di carattere mitologico-religioso, banchetti funebri, danzatori, suonatori e giocolieri, con movimenti armoniosi e colori vivaci.
 Tutte quante, a seconda del tema e del momento di vita del defunto che riproducono, restano l’unica testimonianza tangibile sulla vita quotidiana degli etruschi nonché il più importante documento sulla pittura antica prima dell’età imperiale romana.
Palazzo Vitelleschi, in pieno centro storico, ospita il Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia, insieme alla Necropoli dei Monterozzi, una delle principali attrazioni della città.

Palazzo Vitelleschi a Tarquinia

Palazzo Vitelleschi (Foto: Laura Gamberini)

L’imponente palazzo tardo- medievale, realizzato dal Cardinale Giovanni Vitelleschi tra il 1436 e il 1439, è un capolavoro architettonico realizzato con elementi gotici e rinascimentali. 
L’offerta museale si articola su tre piani, divisi per epoche etrusche, dalla Villanoviana in poi, ed è corredata di sarcofagi, anfore, buccheri, gioelli, ecc.

L’opera senza dubbio più significativa, simbolo del museo e della città stessa, è indubbiamente l’altorilievo dei Cavalli Alati, anticamente sul frontone del tempio dell’Ara della Regina, recuperato in oltre 100 pezzi dalle rovine dello stesso.

Cosa vedere nella Tarquinia medievale

Dopo un viaggio immersivo nel periodo etrusco, è ora di concedersi una piacevole passeggiata per il centro storico medievale. Tra chiese e palazzi storici, impossibile non notare il gran numero di torri che è valso a Tarquinia l’appellativo di San Gimignano del Lazio.
Accedendo al centro storico da una delle antiche porte d’accesso ancora ben conservate, è possibile raggiungere, percorrendo Via Porta di Castello, il primo e più importante nucleo medievale, con la splendida Chiesa Santa Maria di Castello.

La bellissima chiesa in stile romanico svetta imponente e maestosa, dopo essere passati attraverso la suggestiva porta a gomito con il torrione della contessa Matilde di Canossa. Di giorno l’antico Castrum Corgnetum si mostra in tutta la sua bellezza, ma è di sera a mi parere che lascia senza fiato, sapientemente illuminato, restituisce al visitatore un fascino senza tempo.

Torrione di Matilde di Canossa a Tarquinia di notte

Torrione di Matilde di Canossa (Foto: Laura Gamberini)

Risalendo soffermatevi per qualche minuto ad ammirare il panorama sulla Valle del Marta e verso il Monte Argentario che si apre lungo il giardino di Via della Ripa; di lì continuando sulla stessa strada è possibile visitare l’Archivio storico all’interno del delizioso Palazzetto di S. Spirito, Via delle Torri fino a Piazza Santo Stefano con la Torre Barucci e l’antico lavatoio comunale ancora ben conservato.

Vista frontale dell'archivio storico a Tarquinia

L’archivio storico (Foto: Laura Gamberini)

Mappa alla mano per meglio destreggiarvi tra i vicoli, fate un salto nella pittoresca Piazza Soderini, magari dopo aver visitato il Duomo di Santa Margherita; sedetevi comodi su una panchina cercando di scoprirne i ricercati particolari antichi, e lo splendido Pozzo Vipereschi recentemente restaurato.
Salendo ancora verso nord potrete visitare la Chiesa di San Pancrazio, ora adibita a centro espositivo, la Torre del Magistrato, e due delle costruzioni più caratteristiche dell’architettura medievale, Palazzo Castelleschi e Palazzo dei Priori. Alle spalle di Via di San Martino sorge l’omonima piazzetta, una vera chicca, con l’intima chiesa tra le più antiche della città.
Proseguendo per Via dell’Orfanotrofio vi ritroverete nel fulcro commerciale e amministrativo, in Piazza Giacomo Matteotti, dove si trova il Palazzo Comunale, col suo imponente loggione, la maestosa fontana settecentesca, la Chiesa di San Leonardo e la Chiesa del Suffragio.
Di lì potreste optare per un pranzetto sulla piazza oppure un aperitivo all’Alberata Dante Alighieri, il belvedere-salotto della città che si affaccia verso le colline dell’etrusca Civita; qui sembra davvero tutto fermo, come recita la targa dedicata al poeta cittadino Vincenzo Cardarelli, tranne nelle sere d’estate quando questo luogo tranquillo si popola di giovani festanti fino a tarda sera.
Una tappa meritano assolutamente la vicina e bellissima Chiesa con annesso convento di San Francesco lungo Via di Porta Tarquinia, e la Chiesa romanica di San Giovanni.

Vista frontale della Chiesa di S. Giovanni a Tarquinia

Chiesa di S. Giovanni a Tarquinia (Foto: Laura Gamberini)

Verso il Lido: la Riserva Naturale delle Saline e le spiagge

Il mare dista circa 6 km dal paese. Tarquinia Lido vanta, oltre al litorale lungo e sabbioso che vede alternarsi moderni stabilimenti a grandi spiagge libere, la Riserva Naturale delle Saline, oasi naturalista di primaria importanza e centro di spicco per il birdwatching. Unico sito di estrazione di sale nel Lazio, ora l’oasi si estende per 150 ettari, di cui circa 100 di laguna costiera che accoglie varie specie di uccelli sia stanziali che migratori, primo su tutti il Fenicottero rosa, l’Airone cinerino e bianco, la Garzetta, il Cavaliere d’Italia e il Gabbiano corallino.
 La Riserva è gestita dal Corpo Forestale dello Stato ed è visitabile tutto l’anno previa prenotazione.
Oltre alle spiagge del Lido, molto frequentate soprattutto da famiglie con bambini e da amanti del windsurf, del kite-surf e della vela, troviamo quelle più selvagge di Marina Velca e Pian di Spille, che alternano litorale sabbioso a macchia mediterranea. È proprio qui che sorgono i campeggi più frequentati e serviti della zona.

Cosa mangiare a Tarquinia

L’enogastronomia locale si divide, come anche la città stessa, tra mari e monti, con una leggera predilezione per i piatti di terra. 
Ottimi ristoranti di pesce si trovano soprattutto nella zona del Lido, mentre in paese si trovano ristorantini più easy ed enoteche; nelle campagne circostanti vi sono numerosi agriturismi che offrono piatti locali (provate per esempio a chiedere l’acquacotta) e prodotti tipici a km 0(a seconda della stagionalità: funghi ferlenghi, finocchi, carciofi, asparagi, olio extravergine d’oliva, formaggi e salumi, vino bianco e rosso, ecc.).
Eccoci arrivati alla fine di questo viaggio, tra storia, arte e sapori di una cittadina, oggi come un tempo, fiera e armoniosa, non troppo lontana da Roma ma vicina anche alla Toscana più amata.
 Va detto infatti, prima di concludere, che Tarquinia si trova a 15 minuti dal Porto di Civitavecchia, a 50 dall’ Aeroporto di Fiumicino, a 40 minuti da Viterbo e da Porto Santo Stefano (Monte Argentario), a poco più di un’ora da Roma.

Spero, anzi sono quasi sicura, che vi sarà venuta voglia di fermarvi, almeno per una giornata in questa splendida realtà, anziché procedere senza visitarla… ora sapete che cosa vi perdereste!

 

Patrizia Ciuferri

(fotografie di Laura Gamberini)

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