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Cosa fare a Torino tra caffè storici e bicerìn

Torino mi sembra una città elegante, ricca, lenta e nobile. L’ho visitata di recente e mi sono fatta raccontare il rito dei caffè storici, che sono una parte fondamentale della storia e delle tradizioni di questa città.
Da vera sfigata, devo ammetterlo, io il caffè sono sempre stata abituata a prenderlo con le amiche nei bar un po’ più nuovi o rinnovati di recente.
I bar storici, per lo meno a Modena, in buona parte hanno chiuso, anche nelle zone centrali: penso proprio che questo sia dovuto al fatto che qui questi punti di incontro non fossero considerati “posti fighi” e molte persone, soprattutto i giovani, ci andassero di rado.

E’ quindi con stupore che ho scoperto che a Torino caffè storici significano luoghi dove tutti, anche i più giovani, si incontrano frequentemente per il rito del caffè, che spesso qui viene accompagnato con un po’ di panna montata, o per il bicerìn, mix di cioccolato, caffè e crema di latte.
Succede così che nei portici del centro si vedano splendide insegne storiche e si sentano i rumori delle macchine del caffè dietro ogni angolo di questa città con la pianta a scacchiera.
Nella foto a inizio del post vedete il Caffè Torino, bar storico in stile liberty che si trova vicino al toro rampante simbolo di Torino e portafortuna (speriamo, perché ho investito almeno due minuti a pestargli gli attributi).

Un altro storico ristorante e caffè è Del Cambio, frequentato da Cavour.

Però mi ha colpita di più di tutti il bar storico Mulassano, dove fu inventato il tramezzino nel 1926: oggi ne sono disponibili più di 30 varietà a bancone e spesso i torinesi ci pranzano.

In questo bar c’è anche uno strano orologio con una sola lancetta e i numeri posizionati alla rinfusa, che serve a decidere chi deve pagare il contro tra un gruppo di amici. La lancetta è mossa elettricamente da un meccanismo che possono attivare solo i baristi; il cliente che realizza il numero più alto paga. Si usa ancora!

Un’ultima curiosità: Mc Donald’s qui a Torino ha dovuto cambiare la propria tradizionale scritta gialla per uniformarsi alle insegne storiche caratteristiche di questa città.

Io a questo punto brinderei con un bicerìn, alla faccia del fast food!

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