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Balcani on the road. Itinerario in macchina Slovenia-Serbia-Croazia

Per chiudere il 2013 in bellezza mi sono regalata un viaggio nei Balcani on the road. Ho toccato Slovenia, Croazia e Serbia; se non ho visitato la Bosnia è solo per questioni di tempo, perché avevo solo 7 giorni a disposizione. Non sono solita fare viaggi in auto, ma sono contenta di aver fatto questa scelta perché in questo modo ho potuto vedere molta natura, e contare 108 poiane.

Sono partita da Milano e in poche ore sono arrivata al confine sloveno, dove ho speso 15€ per la vignetta, cioè l’apposito contrassegno obbligatorio da apporre sul parabrezza. Se ve lo state chiedendo: sì, è il caso di farlo, perché in autostrada i controlli ci sono, a campione, e io sono stata fermata. Al di là dello stop per l’acquisto della vignetta, poi si prosegue senza interruzioni, perché non ci sono caselli. E in Slovenia è conveniente anche fare il pieno, dato che costa meno che in Italia: io ho speso circa 55€ invece dei soliti 70€.
L’autostrada in Slovenia scorre tra dolci curve e colline basse, in mezzo a grandi boschi e nuvole basse che si spacciano per nebbia, costeggiando paesini coi tetti spioventi che ricordano le cittadine austriache. Ascoltando Radio SI, una radio slovena che trasmette i notiziari anche in inglese e in tedesco, sono arrivata nella capitale, Ljubljana. C’ero già stata 9 anni fa e l’ho trovata sempre molto bella: in tanti devono apprezzarla come me, perché era piena di turisti e ho fatto fatica a trovare parcheggi. A ridosso del centro per fortuna ci sono parcheggi a pagamento piuttosto economici (poco più di 1 €/h).

Dopo un giorno a Ljubljana (dove sono addirittura andata a correre per StaffettaMI!), sono ripartita in direzione Belgrado. Non ero mai stata in Serbia prima, ma volevo testare la guida Lonely Planet uscita da poco, scritta da un autore che seguo su Twitter che stimo molto, Luigi Farrauto. L’autostrada che ho fatto per raggiungere la capitale serba, la A3/E70, è drittissima e attraversa la Croazia: ci sono le dogane con controllo passaporti (e lunghe code) e la valuta corrente non è l’euro, bensì la kuna croata. Consiglio a chi vuole fare questo viaggio di munirsi di kune prima di partire: nei caselli croati si può anche pagare il pedaggio in euro – niente vignetta qui – ma il cambio è sfavorevole. Anche negli autogrill (molto meno attrezzati e puliti di quelli in Slovenia) conviene pagare in kune, altrimenti il loro misterioso calcolo di cambio fatto con una calcolatrice anni ’80 potrebbe farvi pagare più di un euro per un caffè che pagato in kune costerebbe la metà. E finché si tratta di un caffè, pazienza, ma se dovete pagare un pieno di benzina…
Questa strada dritta sembra infinita e quando l’ho fatta io era poco trafficata. Per gli appassionati di natura e birdwatching, segnalo che a fianco dell’autostrada ci sono lunghissime palizzate sulle quali è frequente vedere appollaiati esemplari di poiana. Io, tra andata e ritorno, ne ho contati 108. Sono animali che cacciano in coppia, quindi se ne avvistate uno provate a cercane un altro nelle vicinanze.

Poiana nei Balcani

Superato l’ultimo casello croato si entra in Serbia, dove vi aspettano un nuovo controllo del passaporto, una strada non sempre asfaltata bene e una nuova valuta, il dinaro – e non provate a pagare in kune se non volete vedere sguardi sdegnati…
La strada che porta a Belgrado è comunque dritta e a scorrimento veloce, ma in città la situazione cambia molto. È traffico allo stato puro! Molto balcanico. Non avevo prenotato un hotel con parcheggio privato perché a Capodanno tutti gli alberghi erano pieni, quindi ho lasciato l’auto in un parcheggio in centro, spendendo 13€ al giorno.

L’1 gennaio ho lasciato Belgrado e sono partita per Novi Sad, una città poco distante nella regione serba della Vojvodina, che mi ha stupito in positivo. Se pensate di andarci, ignorate il navigatore che vi suggerisce di prendere l’autostrada e proseguite sulla strada M-22.1 che affianca il Danubio e passa per Indija. Vedrete una parte vecchia di Belgrado, un po’ sovietica, che prima lascia spazio a caseggiati più bassi del primo ‘900, e poi alla campagna e a piccoli paesini rurali.

Serbia

Mi raccomando, rispettate il limite dei 60 perché ho incrociato varie pattuglie in appostamento…tipo poiane! Nel tragitto attraverserete anche il Parco Nazionale della Fruška Gora, famoso per i suoi boschi, i suoi 35 monasteri ortodossi e i suoi vigneti.
Sono arrivata a Novi Sad in poco più di un’ora, dopo un ultimo tratto di colline morbide e fattorie con trattori vecchissimi nell’aia. La città mi ha dato uno splendido benvenuto con il sole che illuminava la fortezza di Petrovaradin e il ponte sul Danubio che porta in città. Ho dormito a ridosso del centro storico, in un hotel 3* con parcheggio (Hotel Putnik) e da lì sono ripartita il giorno seguente per Zagreb, capitale della Croazia, che è a circa 4 ore di viaggio sulla solita autostrada.

Il traffico a Zagreb era meno infernale di Belgrado, ma intervallato dal passaggio di numerosi tram. Anche qui ho dormito in un hotel 3* vicino al centro con parcheggio privato (Hotel Jadran), e sono ripartita dopo un giorno.
Da Zagreb sono arrivata al confine italiano, sempre attraversando i controlli croati e sloveni, in circa 2 ore e mezza di autostrada.
Dal confine a Milano poi mi aspettava il traffico italiano, ma quella è un’altra storia.

14 comments

  • Jennifer

    Itinerario da copiare! 🙂

    • Fraintesa
      Fraintesa

      grazie Jennifer! Si può senza dubbio imitare con facilità, anche perché sono posti vicini all’Italia. Ed ecco un caso in cui viaggiando in aereo si perderebbe veramente tanto.

  • kune e dinari li hai prenotati in banca in Italia quindi? più o meno quanto hai scambiato? si paga bene col bancomat o è bene portarsi più contante?

    • Fraintesa
      Fraintesa

      Kune e dinari li ho cambiati sul posto, nei tanti uffici di cambio che si trovano nelle città – ed è per questo che ai caselli ero impreparata e ho pagato in euro, rimettendoci un po’ 🙂 Un paio di volte mi è capitato che in certi ristoranti non prendessero la carta, quindi mi muovevo così: una volta al giorno prelevavo nei bancomat, che ti emettono valuta locale, oppure andavo negli uffici di cambio, e prendevo quello che ipotizzavo potesse servirmi per un giorno. Di solito si trattava dell’equivalente di 30€ per pasti, souvenir, bevute e musei: conta che la vita costa meno, soprattutto in Serbia, e in una trattoria (kafana) si mangia in modo molto, molto abbondante con quelli che sarebbero 10€, bevande incluse!

      • Per la Croazia sono sicura che in alcune città e cittadine ci sono filiali della Banca Intesa, è utile saperlo perché chi ha un conto in questa banca non paga la tassa per prelevare 😀

  • Itinerario molto interessante! Se non fosse che Wizzair&co. volano da quelle parti solo da Milano e (credo) Roma, sarebbe nella todo list. In estate ripiegherò su Baviera, Austria e Polonia, ed in quest’ultima dovrebbe esserci po’ di quell’aria… dell’Est, che c’è in ex Jugoslavia.

    La strada “non sempre asfaltata bene” mi ricorda il racconto e le foto di mio padre di quando, ad inizio anni ’70, fece un itinerario simile in 500 (in realtà, spingendosi fino al cofine sovietico sul Mar Nero), ed incontra la famigerata “Autoput”, che porta(va) alla capitale Jugoslava.
    http://www.rundfunkmuseum.at/unfallgalerie/goekhan_unfall_1976_autoput.jpg

  • Alessandra

    Complimenti per l’itinerario! domanda da 1 milione di dollari: con quale compagnia hai prenotato la macchina? Sto cercando di organizzare un viaggio tra croazia, montenegro, serbia e albania ma tutte le compagnie mi dicono che non si può transitare in questi stati.
    Magari puoi darmi qualche dritta?
    grazie mille!
    Alessandra

    • Fraintesa
      Fraintesa

      Ciao Alessandra! Ma in che senso ‘non si può transitare’? La circolazione è libera!

  • […] poco prima di Capodanno ho iniziato a organizzare il mio itinerario nei Balcani mi sono imbattuta nel sito di Secret Zagreb Walks e, dopo qualche scambio di mail con una ragazza […]

  • Antonio

    Ciao e grazie per aver condiviso il tuo bellissimo viaggio! Tra pochi giorni partirò da Roma con il tuo stesso itirenario fino a Belgrado, proseguendo poi verso est, e dopo aver costeggiato il Danubio per un bel tratto entrerò in Romania alle “porte di ferro” e attraversandola fino al delta del Danubio. Al ritorno passerò per Budapest, Vienna, Francoforte per rientrare in Italia fermandomi nell’Alto Adige. Volevo chiederti : è possibile pagare le autostrade in Croazia e Serbia con carta o bancomat? Inoltre ho letto che in Serbia stanno introducendo una sorta di carta prepagata a scalare da acquistare primarie per pagare ai caselli, tu ne sai qualcosa ?

  • Ciao!! Bell’articolo! Sul nostro sito abbiamo creato una guida pratica ai viaggi nei Balcani

    • Fraintesa
      Fraintesa

      ciao, grazie! Ti segnalo che ho cancellato il link che avevi inserito nel commento, per policy del blog. Ciao ciao!

  • Giovanni

    Una domanda:
    Hai viaggiato da sola? Se si come è stato?
    Te lo chiedo perchè anche io ho in mente un viaggio simile da quelle parti.
    La ex Jugoslavia l’ho viaggiata praticamente tutta (Kosovo compreso), ma sempre in compagnia di amici….mi affascinava mettermi alla prova e affrontare una avventura di questo tipo.
    Ho pianificato l’itinerario su alcune località che ancora non ho toccato (Tuzla, Srebrenica, Zara) e altre che mi piacerebbe rivisitare Sarajevo e Mostar.
    Che consigli mi dai per questa avventura in solitaria?
    Grazie, un saluto.
    Giovanni

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