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10 regole per un buon safari in Africa

leone che guarda in camera

Un safari in Africa è un’esperienza unica, che consiglio a tutti. Anche ai miei peggiori nemici, e non perché spero che un leone li sbrani, ma perché trovarsi nel mezzo di una natura incontenibile che si manifesta attorno a te in tutta la sua forza e bellezza ti fa sentire un piccolo puntino impotente, un minuscolo animaletto che per puro caso vive la sua vita in un altro lato di questa terra, e ti fa ridimensionare problemi e priorità.

Affrontare un safari però non è come andare allo zoo la domenica pomeriggio, quindi ho pensato di elencare qui 10 consigli per fare un buon safari, tratti sia dalla mia seppur limitata esperienza, sia da quello che ho imparato frequentando il corso di guida safari. Un comune denominatore – ve lo anticipo – è il buon senso.

jeep vista da dietro

1 Non scendere dalla jeep.

Se state facendo un safari a bordo di un veicolo non dovreste mai lasciarlo fino a che non tornate al vostro accampamento/lodge. E invece spesso non succede così: ci si ferma e si scende per fare una foto davanti alla jeep, avvicinarsi a una radura ombreggiata, sgranchirsi le gambe…e questo è un errore pericoloso. Coccodrilli, ippopotami, babbuini e altri animali che sono nel loro ambiente naturale potrebbero aggredirvi senza che voi neanche ve ne accorgiate; l’ippopotamo in particolare è molto più veloce e aggressivo di quanto pensiate. State sulla jeep e non invadete un territorio che non è il vostro!

2 Fare silenzio.

L’ho visto capitare: qualcuno avvista un ghepardo, un cucciolo di leone o qualsiasi altro magnifico esemplare di fauna africana e si lascia scappare un gridolino di gioia. Poi inizia a urlare dall’emozione, tutti i compagni di viaggio iniziano a chiedere “Come? Cosa?” e in poco tempo si crea confusione e l’animale se ne va infastidito dal rumore.

Ancora peggio: si fanno richiami, fischi o strani urletti per richiamare l’attenzione dell’animale e invitarlo a guardare in camera mentre scattiamo la foto. Peccato che una leonessa non sia un gattino e possa decidere di zittirvi con una zampata (che, a quel punto, forse vi meritereste).
Durante un safari bisogna stare il più possibile in silenzio o per lo meno parlare a bassa voce e sarebbe meglio evitare di chiamare altre 200 jeep per comunicare il luogo di un avvistamento. Un animale forse può tollerare la presenza di una jeep, ma non di 10 o più veicoli rumorosi che gli ronzano intorno.

3 Mantenere distanza dall’animale.

Per evitare la famosa zampata di cui vi parlavo poco più su, ma soprattutto per rispettare il territorio dell’animale che ci troviamo ad osservare e per non spaventarlo è consigliabile mantenersi a una distanza minima di 15 metri da lui. Non c’è bisogno di invadere i suoi spazi per fargli una foto o vederlo bene: basta munirsi di un cannocchiale e di un buon obiettivo per la macchina fotografica.

4 Mai uscire fuori dai sentieri battuti.

È illegale e estremamente dannoso guidare con il proprio veicolo fuori dalle piste battute nella savana. Gli animali inseguiti dai veicoli si sentono braccati e possono reagire violentemente; in più, i solchi creati dalle ruote delle jeep durante la stagione delle piogge si trasformano in letti di nuovi torrenti che possono cambiare drasticamente l’ambiente e influire negativamente sulle rotte migratorie di certi branchi di animali.

5 La precedenza alla fauna.

Se il sentiero che si sta seguendo è attraversato da uno o più animali, bisogna fermarsi a debita distanza e lasciare che passino. La precedenza va a loro, dato che siamo noi gli invasori del territorio!

6 Non dare da mangiare agli animali.

Uno degli spettacoli più tristi che ricordo di un safari è l’immagine di una jeep poco più avanti di quella sulla quale viaggiavo io, dalla quale una mano si è allungata fuori dal finestrino per offrire caramelle a un babbuino. Nel mezzo della savana. Inutile dire che così si intossica l’animale, che non è abituato a digerire zuccheri raffinati, oltre che istigarlo ad avvicinarsi ai veicoli per ottenere cibo (e magari diventare violento se non lo si ottiene). Non bisogna mai dare da mangiare agli animali che si incontrano nel safari.

7 Motori spenti quando fermi.

Capita di doversi fermare con la jeep, magari per lasciare il passaggio a qualche mandria che passa davanti a noi, oppure per scattare fotografie. In quel caso meglio spegnere il motore: vi assicuro che l’animale che è nei dintorni non ha bisogno di respirare i gas di scarico, né di sentire ripetutamente il rumore del motore.

8 Vestirsi in modo appropriato.

Per un safari è meglio vestirsi con colori chiari come il kaki e tessuti naturali. Ricordate di indossare vari strati di abiti e portare un cappellino: di giorno fa molto caldo, ma al calar del sole può aspettarvi un grande sbalzo termico (soprattutto in Namibia). Non lasciate che una scottatura solare o un raffreddore vi rovinino il safari!

9 Dormire poco.

Dopo una giornata intensa di safari sotto il sole cercate di resistere all’impulso di andare a dormire e riposarvi per 8 o più ore: ricordatevi che certi animali si vedono solo all’imbrunire, altri cacciano all’alba e molti accampamenti sorgono vicino a pozze d’acqua illuminate anche di notte, dove tante specie vanno ad abbeverarsi dopo la calda giornata. E una brava guida vi può far passare alcune ore della notte descrivendovi il meraviglioso cielo australe stellato, o raccontando leggende africane. Insomma, vi conviene riposarvi quando tornate in Italia!

10 Affidarsi a esperti.

Io personalmente consiglio di fare il safari con guide esperte, soprattutto le prime volte, sia perché quelle accreditate hanno una certificazione di abilità al primo soccorso (che all’occorrenza può rivelarsi fondamentale), sia perché hanno l’occhio alla perlustrazione dell’orizzonte africano. Ricordo che il primo giorno di safari i miei occhi non riuscivano neanche a distinguere il piccolo dik dik fermo tra gli arbusti poco più avanti di me; col passare del tempo, è vero, l’occhio si abitua, ma una guida esperta è capace non solo di distinguere un animale in lontananza, ma anche di identificare le tracce che possono portare nelle sue vicinanze.

Se volete provare questa incredibile esperienza ma non ve la sentite di organizzare tutto da soli o di dormire in un campo tendato – capisco che svegliarsi con un elefante davanti alla tenda possa non piacere a tutti -, vi suggerisco di affidarvi a compagnie di safari. L’ideale è cercare tra le agenzie locali.

Qualunque sia il vostro stile di viaggio, ricordate che durante il safari siete momentaneamente ospiti di una terra che non vi appartiene, quindi rispettate l’ambiente e la fauna che lo popola se volete che l’Africa rimanga intatta e possa accogliervi anche in futuro.

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