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Il momento della verità: amo Cuba, ma i Cubani…

Street music in Trinidad, Cuba

Claudia Tavani ci racconta la sua esperienza con i Cubani:

Anche voi siete tra quelli che, quando si preparano per un viaggio, leggono di tutto un po’ – guide, diari di viaggio, blog e tutto quanto vi capita sotto tiro? Beh, io sono una lettrice piuttosto avida, cerco sempre informazioni sui posti che mi accingo a visitare, un po’ perché incuriosita, un po’ perché vorrei evitare brutte sorprese ed essere preparata per ogni eventualità.

Tuttavia, nel corso degli anni ho notato che in tanti (non solo i blogger), tornati dal viaggio mostrano un entusiasmo enorme per il Paese che hanno appena visitato e per la sua gente. Parole come “meravigliosa”, “gentile”, “amichevole” si sprecano per descrivere gli abitanti del posto, e la visione generale che ne esce è decisamente positiva. Non sono in molti quelli che effettivamente mettono in guardia contro eventuali problemi, un po’ perché veramente non ne hanno riscontrato, un po’ perché si ha quasi paura di criticare un luogo e dandone un’immagine negativa si corre il rischio di sottoporsi ad un vero linciaggio mediatico, passando per razzisti e incontentabili.

Ammetto che anche io sono tra quelle che raccontano quasi solo di esperienze positive, perché effettivamente mi è quasi sempre andata bene. Giorni fa, tornata da poco da un viaggio in solitaria in America del Sud, raccontavo le mie avventure ad alcuni amici che mi domandavano se mi fossi mai sentita in pericolo. La risposta era semplice: no, non ho mai avuto un problema.

C’è anche da aggiungere che, con il passare del tempo, tendo a filtrare le esperienze, e per qualche motivo solo quelle positive mi restano impresse, così che quando mi ritrovo a scrivere un post su una determinata località a volte faccio fatica a mettere insieme una lista di possibili problemi che chi viaggia potrebbe riscontrare. Faccio comunque del mio meglio per mettere in guardia contro pericoli e imbrogli, e di certo parlo sempre sulla base della mia esperienza, con onestà e cercando di evitare ogni generalizzazione. E credo che anche gli altri blogger dovrebbero fare altrettanto.

Facendo fede a quello che leggevo prima di andare a Cuba su diari di viaggio e blog, ero pronta ad incontrare un popolo fantastico e accogliente. Certo, immaginavo che la realtà delle cose si discostasse un pochino da quella dipinta sul web, ma ero convinta che mi sarei divertita come una matta. Ebbene, mi sono divertita, ma di certo non grazie ai Cubani, che nella mia esperienza si sono rivelati così diversi da come mi erano stati descritti che mi sono anche domandata se in effetti tutti i diari e blog che avevo letto prima di partire parlavano proprio di Cuba. Io non ho di certo incontrato quelle persone simpatiche, amabili e amichevoli che tutti descrivevano.

L'Avana [Foto di Claudia Tavani]

L’Avana [Foto di Claudia Tavani]

La mia esperienza a Cuba è stata talmente forte che mi ha portato ad aprire il mio blog, così che potessi raccontare delle mie esperienze liberamente, senza filtri, e con l’ambizione di mettere in guardia chiunque fosse intenzionato ad andarci. Ci ho mezzo un po’ a metabolizzare la forte delusione che ho provato e per cominciare a raccomandare a parenti, amici e lettori di visitarla, e ora mi ritrovo a pensare che mi piacerebbe tornarci e a dare consigli su come prepararsi al viaggio e sulle cose da fare a Cuba.

Dico sempre che Cuba è uno dei Paesi più interessanti che io abbia mai visitato, e che mi piacerebbe tornarci. Non mento, anzi. Solo che cerco di essere obiettiva, e ammetto che se viaggiare a Cuba per molti viaggiatori zaino in spalla è un’esperienza esilarante per un viaggiatore zaino in spalla, per altri può essere molto frustrante. Nel mio caso, è stata soprattutto frustrante.

Trinidad, Cuba [Foto di Claudia Tavani]

Trinidad, Cuba [Foto di Claudia Tavani]

Per me mischiarmi alla gente del posto è buona parte del divertimento, ovunque vada. Con lo spagnolo me la cavo decisamente bene, e questo mi aiuta tanto nei miei viaggi in America Latina. È così che riesco a carpire meglio i tratti caratteristici della cultura locale, e infilarmi in conversazioni che diventano veri e propri scambi, in cui io apprendo tanto della vita del posto che sto visitando, ma posso anche raccontare della mia cultura e del mio Paese. Niente di tutto questo è successo a Cuba. Di certo, non a me. Per quanto provassi, sono riuscita a malapena a scambiare due parole con i Cubani giusto per il gusto di farlo. Ogni tentativo di conversazione si concludeva sempre allo stesso modo: mi veniva chiesto di fare sesso (a pagamento), mi veniva chiesto di cedere i vestiti che indossavo, o di comprare qualcosa da bere o mangiare in un posto specifico (per ricevere, oltre che al pasto o al drink, anche le commissioni).

Altro che scambio culturale. Le persone che ho incontrato mi sembravano più che altro squali, che mi trattavano come il pollo da spennare di turno, come un vero e proprio bancomat da spremere al massimo, come un oggetto sessuale, come un passaporto, o come tutto quanto sopra. Era noioso, stancante e svilente. Mi sono sentita meno che umana. Mi sono domandata spesso il motivo delle mie sensazioni, mi sono chiesta come mai non riuscissi a comunicare coi Cubani in maniera costruttiva per entrambe le parti. Ho anche pensato che parte della mia sfortuna fosse dovuta al fatto che sono donna (ne ho incontrate tante a Cuba che hanno avuto esperienze simili alle mie). Ho tenuto conto della situazione politica ed economica a Cuba, del fatto che i Cubani per tanto tempo non potessero nemmeno avere accesso a posti riservati solo ai turisti, se non per lavorare. Ma per quanto cercassi una spiegazione, non riuscivo comunque a prendere con più filosofia il modo in cui venivo trattata e a farmi piacere la gente del posto. Non vorrei essere fraintesa e passare per ipersensibile, ma insomma, dov’erano i fantastici Cubani che restavano nel cuore di tutti quelli che erano andati a Cuba?

Camaguey, Cuba [Foto di Claudia Tavani]

Camaguey, Cuba [Foto di Claudia Tavani]

Mi rendo conto della povertà estrema che attanaglia Cuba. Ma sono stata in Paesi ben più poveri, dove tuttavia non mi sono mai sentita trattata come un oggetto. Ho incontrato persone fantastiche in tutto il mondo – persone che non avevano niente, e che quel niente erano contente di condividerlo con me, la perfetta sconosciuta che magari aveva bisogno di aiuto, dimostrandosi così gentili da cambiare letteralmente in meglio le sorti del mio viaggio. La mia esperienza a Cuba non è stata così piacevole. La stessa povertà che in tanti posti ha reso la gente generosa e accogliente, ha indurito il cuore dei Cubani che, invece, hanno organizzato tutta una serie di sistemi, più o meno sgradevoli, per spillare più soldi ai turisti. Il principio da cui si parte è che, se uno si può permettere un viaggio a Cuba, evidentemente è ricco e va bene imbrogliarlo e rubargli tutto il possibile. Non si tratta solo di sparare prezzi altissimi per i taxi – che vanno negoziati assolutamente, compito che a dire il vero io ho affrontato egregiamente e anche divertendomi. È una cosa più contorta, e ci ho trovato una crudeltà di fondo da cui era difficile fuggire. È molto pragmatica, ma anche tanto cattiva. A nessuno interessava sapere che magari io, per permettermi il viaggio, avevo risparmiato per anni e rinunciato a tante altre cose (dalle scarpe nuove alla pizza con gli amici). A nessuno interessava che io viaggiavo con lo zaino in spalla e non andavo di certo in un resort all inclusive di lusso. E ogni spiegazione sul costo della vita in Italia e sulla disastrosa situazione lavorativa in Sardegna, dove i salari sono bassissimi rispetto al costo della vita e dove il tasso di disoccupazione è altissimo, non veniva ascoltata – eppure, in tanti altri posti, ho trovato gente intessata a saperne di più.

Del mese che ho passato a Cuba, le prime due settimane ho passato il tempo a guardarmi le spalle per non essere sempre fregata. La cosa peggiore che mi è successa – così spiacevole che a pensarci mi viene ancora il voltastomaco – è stato quando la guida che avevo assoldato a Viñales, dopo avermi portato in giro per qualche ora, ha iniziato a comportarsi in maniera scortese e maleducata, per ragioni che non riuscivo a spiegarmi. Io ero sempre stata molto cortese con lui, non lasciando mai spazio al flirt che lui cercava – come molti. Ero semplicemente interessata a godermi la bellezza del posto e la giornata. Eppure ad un certo punto, durante una sosta, come se io non fossi accanto a lui o potessi capire quello che diceva, si è messo a parlare con un mio amico messicano che era con noi e gli ha chiesto se era intenzionato a portarmi a letto, perché in caso contrario lo avrebbe fatto lui. Non mi guardava nemmeno mentre lo diceva, e di certo non gli interessava la mia opinione in materia. Mi sono sentita mortificata.

Non fraintendetemi, ci sono stati anche incontri piacevoli: i proprietari delle casa particular erano sempre molto gentili. Uno parlava inglese, e quando ha scoperto che pure io lo parlo, ne ha approfittato per fare esercizio. Alcune guide erano talmente protettive che si offrivano di andare a dare una lezione a chi mi aveva imbrogliato. Un ragazzo carinissimo a Baracoa si è offerto di portare il mio zaino sino alla stazione, quando ha visto che ero piegata sotto il peso, e quando ho obiettato dicendo che non avevo niente da offrirgli in cambio, ha ribadito che non c’era nessun problema.

Ecco, in generale credo che Cuba sia un bellissimo Paese da visitare, ma è meglio andare ampiamente preparati per una cultura che è terribilmente diversa dalla nostra. Mi piacerebbe tornarci, con un bagaglio di esperienza di viaggi molto più ampio, per poter capire meglio la cultura e la gente e trovare quelle persone accoglienti e simpatiche di cui tutti sembrano parlare. Quello che mi limito a dire, per ora, è che come (aspirante) blogger e come lettrice, preferisco leggere di esperienze che sono veramente personali, in cui chi scrive sviscera le sue sensazioni ed è come se si volesse confidare con me, raccontando il meglio, invogliandomi a viaggiare, ma anche mettendomi in guardia contro le fregature. Mi dà fiducia. Ma tanti, troppi blogger preferiscono non farlo.

Io, con questo mio post, ho preferito raccontare la mia verità sui Cubani.

E voi, siete stati a Cuba? Come vi siete trovati?

 

Claudia Tavani

www.myadventuresacrosstheworld.com/

 

22 comments

  • goodnightandtravelwell

    Mai stata a Cuba. Io ho viaggiato poco e sempre e solo in Europa ma mi è capitato di smentire ciò che mi veniva raccontato da amici. Non so, tutti mi dicevano che i francesi son terribilmente antipatici e spocchiosi mentre io mi son trovata divinamente, o che gli inglesi son freddi, asciutti e scortesi, io invece ho incontrato persone veramente gentili, asciutte sì, ma molto gentili. Oppure mi avevano assicurato che in olanda la gente era gioviale e invece io non mi son trovata molto bene. Ovviamente son tutti discorsi “in linea di massima” perchè poi dipende da persona a persona, da esperienza di viaggio a esperienza di viaggio.

    • Claudia

      Esatto. Ma ultimamente ho trovato chi è disposto a sostenere le mie opinioni perché di disavventure ne ha vissute altrettante! Vedi gli altri post qui 😉

      • romeo

        Vado a cuba da 15 anni e posso dirti che la cuba che vedo ora è mooolto diversa da quella di una volta, nel 2016 ho passato a cuba (con mia moglie italiana) 3 mesi….purtroppo quello che dici è vero…i luoghi turistici sono diventati impossibili…(HAVANA TRINIDAD ECC) ti chiedono cifre assurde per tutto, taxi case particular e via dicendo…Viazul che o sono pieni o ti mettono sulla “lista de spera” sperando cosi di estorcerti una propina….Cuba per i turisti fai da tè è diventata veramente stancante, il loro unico interesse sono i tuoi soldi, pensano che tutti siamo ricchi……Quello che è veramente stancante è il tentativo di “fregarti” usando tutti i mezzi possibili….L’arrivo poi di tanti turisti (in modo particolare cubani/americani) gli ha trovati del tutto impreparati, le macchine a noleggio non si trovano (certo che costano un occhio) pensavamo di cercare un motorino a noleggio ma anche qui ciao….o sono rotti o non ti permettono di andare fuori citta…o non te lo danno perche vogliono soldi “detras del telon”….Risultato sempre alla merce’ di taxi che chiedono cifre assurde….Non so’ se terneremo a cuba ancora…certo che ti confermo che le tue perplessita’ sono assolutamente vere…poi una cosa che mi ha colpito, cubani che hanno 3/4/5 stanze da affittare che guadagnano 100 cuc al gg e il vicino di casa che ne guadagna 10 al mese….chissa’ cosa ne penserebbe il chè se fosse vivo…..ciao a tutti

        • Sergio

          Appena tornato da due settimane a Cuba… tristemente confermo tutto.
          Cercano di fregati soldi in ogni momento ed in ogni modo.
          Girare per Cuba è diventato pericoloso e stressante.
          Sono rimasto sorpreso dalla differenza fra come viene descritta e come in realtà è.
          STATE ATTENTI e diffidate di chiunque.

          • Fraintesa
            Fraintesa

            Ciao Sergio, mi dispiace che anche tu abbia avuto delle disavventure a Cuba! Anche per me è stato a dir poco stressante 🙁 Decisamente una vacanza poco rilassante…

          • SANDRO

            Ebbene, confermo in toto.
            Sono tornato da una settimana dopo due trascorse a Cuba. Sono andato con mia moglie e mio figlio insieme ad amici che ci vanno da anni ed incuriosito ed entusiasta da tutto questo bel parlare.
            L’amica di mia moglie che ci ha fatto da guida ci và ogni anno per circa un mese in quanto suo padre italiano risiede lì da una decina.
            Abbiamo soggiornato nell’appartamento del padre a Cojmar, una zona in periferia dell’Havana, proprio per vedere come vivono i cubani.
            Siamo stati quattro giorni all’Havana, durante il giorno ed alla sera, abbiamo visto Vinales, Pinar del Rio, Matanzas, Varadero, caleta Buena, cayo Blanco, cayo Levisa, abbiamo frequentato la playa dell’Este in lungo ed in largo.
            Ebbene, simpatia, senso dell’accoglienza, gentilezza, cordialità, gioia di vivere, pulizia dei luoghi e delle spiagge, spensieratezza, onestà, convenienza economica sono tutte parole che a Cuba non si legano minimamente.
            Dicono che Cuba si ama o si odia, io non l’ho amata e non l’ho odiata, semplicemente, nella sua complessità, mi ha profondamente deluso.

          • Fraintesa
            Fraintesa

            Ciao Sandro, che dire…mi dispiace che anche tu abbia avuto questa impressione, ma la capisco!

  • […] lanciamo alla visita del centro de L’Avana, dove ci troviamo. Avevamo letto nel guest-post di Fraintesa come sarebbe stato l’approccio di tanti cubani alla vista di due stranieri che passeggiano […]

  • Caterina

    Io sono stata a Cuba quest’anno, a Marzo. Per me è stata un’esperienza talmente bella ed emozionante che quando,al ritorno, siamo atterrati all’aeroporto di Roma e ho cominciato a chiamare parenti e amici, mentre raccontavo la mia avventura appena trascorsa piangevo, piangevo tanto, sicuramente perché essendo ancora nella stagione lavorativa dovevo ricominciare la solita vita; ma il fatto di non poter stare più con quelle persone, i cubani, così simpatiche e accoglienti mi spezzava il cuore. Abbiamo avuto sicuramente esperienze diverse dato che tu non ti sei trovata proprio “bene” con la popolazione cubana. È stato bello andare, di sera, a bere e a ballare insieme ai cubani nei piccoli “bar” all’aperto nelle stradine dell’ Havana; decidere all’improvviso, dopo una cena a Varadero, di prendere un taxi per andare a bere una “cerveza” al Calle 62 o visitare le bellezze di Trinadad e Matanzas. Ciò che raccontavo di più dopo il viaggio era proprio l’affetto e la simpatia dei cubani, per me ragione principale del mio essere affezionata a questo fantastico stato. Consiglio sempre a tutti di visitare Cuba almeno una volta nella vita, è una meta che non potrà sicuramente dispiacere. ?
    Concludo col dirti che in alcune occasioni, comunque, anche secondo me i cubani (generalizzando, ovviamente) vogliono approfittare un po’ troppo del turista, pensando infatti che per permettersi un viaggio del genere debba per forza esser ricco.

    • Claudia

      Io mi domando perché ad alcuni vada benissimo e ad altri malissimo. A me è andata malissimo. Ho proprio faticato per non essere sempre fregata e alla fine ero diventata antipatica anche a me stessa, ma era l’unico modo che avevo per non essere spennata.

    • mario

      …Caterina, evidentemente tu di Cuba e dei cubani hai capito ben poco…

  • Danila

    Ciao 🙂
    É bello leggere anche post senza filtri…
    Mi è capitato di scriverne a mia volta ma con grande timore di non essere compresa.
    Purtroppo posso ben capire cosa hai provato perché mi é successa più o meno la stessa cosa a me in Marocco, solo che io non ero sola perché per come sono andate le cose sarei tornata a casa correndo.
    Onestamente non mi aspettavo che a Cuba potesse succedere di questo ma temo che il motivo è in parte colpa nostra.. Cioè per tanto tempo (e forse ancora oggi) Cuba e stata una destinazione molto legata al sesso e non solo da parte di uomini in crisi di mezza età ma anche da parte di donne.
    Il vero problema sta nel generalizzare, nel pensare che chiunque viaggia é ricco, che chiunque va a Cuba é in cerca di sesso e così via.

    Sono felice di aver letto questo articolo che ha un po’ ridimensionato le mie aspettative sui cubani almeno se riuscirò ad andarci e loro saranno tutti dolci e carini sarà solo una piacevole sorpresa!

    Danila

  • Non sono mai stata a Cuba, i miei genitori ci andranno a fine mese e giustamente li ho preparati “al peggio”, essendo loro abituati all’Africa e essendo stati in Thailandia.
    Sono stata però in Russia. E ho notato un atteggiamento simile, anche se non così “pesante”. Turisti visti come portafogli ambulanti, poca disponibilità ad aiutare se non in cambio di qualcosa, visione della donna come oggetto sessuale (purtroppo amiche russe mi ha confermato che questo è un gravissimo problema, che poi spinge molte donne russe a emigrare alla ricerca di uomini migliori…e purtroppo sappiamo come finisce…).
    Dalla storia dei due paesi, posso dedurre che sia un atteggiamento derivante dal periodo comunista, però son speranzosa per il futuro..in Russia i giovani sono diversi (generalmente), più disponibili, educati e senza secondi fini. Mi auguro che anche per Cuba il futuro sia così…

    • Fraintesa
      Fraintesa

      Ciao Michela, il tuo punto di vista mi sembra molto interessante. Non sono mai stata in Russia anche se cerco di tenermi molto aggiornata su quello che accade lì, e hai ragione, per certi versi sembra che queste due realtà si assomiglino. E chissà, magari è colpa del comunismo. Però forse, allora, dovrebbe essere così anche in Cambogia; io non ci sono stata ma ho sentito esperienze molto positive e racconti su cambogiani molto accoglienti e generosi. Non so. Però la tua riflessione è un ottimo punto di partenza; bisognerebbe approfondire! Fammi poi sapere come si trovano i tuoi a Cuba, che sono curiosa. Ciao ciao e grazie per essere passata dal mio blog 🙂

      • Eccomi, dunque i miei non si son trovati male, ma devo dire che son partiti “preparati”. Hanno sì avuto incontri con personaggi come quelli raccontati qua, pronti a spennare il turista e ad approfittarsene in tutti i modi, ma li hanno evitati il più possibile, intrattenendosi e chiedendo informazioni ai comuni cubani intenti nelle attività quotidiane..ad esempio, a Varadero gli era stato suggerito un autobus turistico che con 5 CUC li avrebbe portati in giro per Varadero lasciandoli scendere e risalire nei vari punti turistici, ma loro hanno chiesto ad un gruppo di cubani intenti a giocare a domino (addentrandosi quindi nella zona dove c’erano le abitazioni cubane, alle spalle degli hotel) e questi han spiegato loro come muoversi con i guaguas, spendendo così un paio di pesos a tratta!
        Quindi credo che sia fondamentale informarsi prima di partire e articoli come questo aiutano a capire “come funzionano le cose” e a comportarsi di conseguenza, quindi grazie!!
        Per quanto riguarda la Cambogia, nemmeno io ci son stata, ma mi è stato detto che per quanto accoglienti e cordiali, sono comunque un po’ più “ruvidi” dei vicini thailandesi o vietnamiti ad esempio. Ma questo può essere dovuto anche alla loro cruenta storia recente…Ogni paese ovviamente ha la sua storia, e credo davvero che viaggiare consapevolmente ci dia davvero tanti spunti su cui riflettere anche per capire meglio il mondo che ci circonda…

  • Claudia

    Ciao , condivido pienamente , sono stata a cuba lo scorso anno e la delusione è stata proprio quella che tu descrivi, taxisti che cercano di fregarti , ristoratori che se ne approfittano , una visione che non mi aspettavo , il viaggio così diventa faticosissimo tanto che gli ultimi tre giorni li ho passati in un resort per riprendere le energie per il ritorno

    • Fraintesa
      Fraintesa

      Ciao Claudia, eh come hai visto in questo articolo di una tua omonima, purtroppo è un’esperienza abbastanza comune! E se cerchi su questo blog troverai anche gli altri articoli scritti da me dopo il mio viaggio a Cuba – con episodi altrettanto pessimi. Peccato. Come dici tu, è stato un viaggio molto faticoso e posso capire che tu abbia scelto di rifugiarti in un resort alla fine per la voglia di rilassarti e abbassare la guardia un attimo. Pensa che io la sera non avevo mai voglia di uscire perché non volevo dover affrontare di nuovo la fatica già vissuta durante il giorno!

  • David Baldi

    Lavoro in una grande multinazionale Americana nel settore meccanico, in 13 anni ho viaggiato quasi 3/4 del globo sono stato a Cuba sempre per ragioni lavorative, condivido appieno la tua analisi Francesca.
    I Cubani vivono da sempre in un regime totalitario che ha azzerato completamene ogni capacità di ragionamento, dediti all’alcol ed a uno stile di vita estremamente superficiale aiutati anche da un uno stato compiacente e subdolo.
    Tutto ciò condito da quasi trent’anni di turismo sessuale da parte di sfigati ( la maggior parte Italiani ) totalmente incapaci di trovarsi una donna al loro paese ed attirati da sesso facile di compiacenti signorine che si vendono per pochi soldi.

  • Laura

    Laura
    SONO STATA A CUBA NELL’OTTOBRE DEL 2017 CON UN AMICA…ANCHE IO CONFERMO CHE IL VIAGGIO A CUBA È STATO PER NOI MOLTO FATICOSO DA SUBITO IMPARI A CONTRATTARE I PREZZI E DOPO UN PAIO DI FREGATURE PRESTI UN PO PIÙ ATTENZIONE MA IN GENERE IL DISCORSO DI BATTERE CASSA E SPILLARTI QUALCHE CUC PER LE COSE PIÙ ASSURDE CALZA A PENNELLO CON LA REALTÀ CUBANA. DOPO UN PO ‘ SEI UN TANTINO STRESSATO PER LE CONTINUE RICHIESTE DI DENARO O PER LA CONTINUA ALLERTA CHE NON RIESCI A GODERTI IL POSTO O IL MOMENTO .
    ADDIRITTURA APPASSIONATE ANCHE DI BALLO SIAMO STATE IN UN NOTO LOCALE CUBANO DOVE SI FACEVA SALSA NESSUN CUBANO CI HA INVITATE A BALLARE COSA MAI CAPITATA IN ITALIA ANZI CI HANNO FATTO CAPIRE CHE PER BALLARE DOVEVANO PAGARE UN RAGAZZO CUBANO CHE SAREBBE STATO A NOSTRA DISPOSIZIONE TUTTA LA SERATA NATURALMENTE CON LO STESSO TONO HO RISPOSTO CHE A CASA MIA GLI AMICI MI FACEVANO BALLARE TUTTA LA NOTTE AGRATIS E CHE QUINDI NO GRAZIE

  • Elisa

    Quando si capita su un Blog di Viaggio per la prima volta il pensiero va subito all’affidabilità di quello che si legge. Sarà l’ennesimo blog sponsorizzato? Mi posso fidare delle indicazioni date? O sarà l’ennesima “feliciosa” fantasmatica descrizione di un Life Style tanto artefatto quanto fasullo?
    E quindi si va a leggere reportage di luoghi in cui si è già stati per vedere se il proprio punto di vista (sempre soggettivo, ovvio) trova riscontro nel writer di turno.
    E così faccio ieri sera quando capito per la prima volta su questo blog.
    Parto facile: Thailandia. Nulla. Strano, ormai è l’eccezione che qualcuno NON scriva della Thailandia.
    Cambogia. Si parla di un libro? Mumble mumble.
    Socotra! Cavoli, è stata a Socotra!! No, bucked list. Come per me del resto.
    Proviamo con Cuba. E si apre una serie di articoli dal tema ricorrente “disavventura”. Mi illumino. La curiosità diventa sorriso, condivisione, totale immedesimazione. Ritrovarsi in quella fatica. Non sentirsi anomali ad affermare che il peggior Cuba Libre l’ho bevuto appunto a Cuba. Che tutto quello spirito rivoluzionario è solo una nostalgica utopia occidentale e che i cubani bramano l’arrivo del capitalismo insieme ai cellulari di ultimo grido. E che si vive una pesante discriminazione al contrario. Un gioco dove sei ostaggio di pregiudizio e astio.
    Posso solo aggiungere qualche dettaglio dalla mia esperienza. Il mio viaggio risale al 2013, un viaggio in coppia, quindi questo ci ha risparmiato la parte delle insistenti profferte sessuali. Eravamo abbastanza preparati rispetto ai jineteros… ovviamente qualche fregatura ci è arrivata lo stesso perché caduti qualche volta nell’ingenuo errore di pensare di avere uno scambio autentico con qualcuno, o anche solo un accenno di curiosità disinteressata. Mi sentivo antipatica a me stessa ad essere risoluta e sgarbata nell’allontanare la gente. Ricordo di aver litigato con un ragazzo che insisteva nel volerci accompagnare in una casa particular (che io avevo già scelto, Lonely alla mano, e dove stavo dirigendomi in autonomia) spacciandosi poi con la padrona di casa per la persona che ci aveva accompagnato e quindi pretendere la sua mancia (che, tra parentesi, avremmo pagato noi con un sovrapprezzo del costo dell’alloggio). E vi assicuro che scegliere alloggio giorno per giorno a queste condizioni diventa estenuante.
    Il nostro era un viaggio organizzato in autonomia, solo volo e prima notte per intenderci, solo con un itinerario di massima.
    A differenza vostra, noi abbiamo noleggiato un’automobile. Leggendo le vostre esperienze con taxisti e Viazul mi sembra di essermi risparmiata un gran rigurgito di bile. Non che sia stato semplice guidare a Cuba, anzi a ripensarci siamo stati piuttosto incauti soprattutto quando ci siamo avventurati nella Sierra.
    I cubani sistematicamente ti fregano. Il tuo status di turista li “legittima” ad imbrogliarti. Ed è un atteggiamento sistematico e generalizzato.
    Chi dice il contrario o non se ne è accorto o non è uscito dai resort di Varadero, se non con gite organizzate, oppure ha visitato Cuba con amici cubani che li hanno introdotti e facilitati in una dimensione più familiare. Non era il nostro caso. Ogni giorno ci scontravamo con l’evidenza di sistematici tentativi di imbroglio, così palesi da risultare ridicoli. Quando fai benzina e ti sparano una cifra diversa da quella indicata nel distributore, quando vai in un negozio e sistematicamente i prezzi del conto finale sono diversi da quelli indicati negli scaffali, e sistematicamente l’addizione è sbagliata, sempre in eccesso. E quando paghi si rifiutano di darti il resto corretto perché dicono di non avere moneta. E il proprietario della casa particular che si sbaglia nel fare la somma di quello che ti addebita (sempre in eccesso) e si scusa dicendo che lui è medico (tutti medici a Cuba!) e quindi non sa fare bene i conti. E tu gli fai notare che quando un medico prescrive farmaci, non è una cattiva idea saper fare di conto.
    E sono i sigari che ti fanno fumare, sempre buoni quelli che fumi prima dell’acquisto, ma quando li comperi ti rifilano quelli di pessima qualità. Lo stesso discorso con il Rum. La bottiglia di Rum meno invecchiato al costo di quello più invecchiato…
    E quando decidi di andare in un “resort” perché non ne puoi più di case particular, e ti rendi conto che è pure peggio. Che se non dai la mancia, non puoi sperare di mangiare qualcosa di decente. Per inciso l’unica infezione intestinale l’ho presa nel “resort”.
    Mi fermo, ma potrei continuare l’elenco, solo che mi sta ritornando la carogna a pensarci. Ecco, il nostro problema è che ce ne siamo accorti. E quando ti accorgi che ti fregano, scatta la controffensiva del controllo a tappeto di ogni conto, di ogni passaggio, di ogni scambio, anche umano… ma posso trascorrere le mie giornate così? A tutelarmi dalle manovre del prossimo? È viaggio questo? Incontro, scambio di culture? Mi scoraggia e mi svuota.

    Aggiungo solo un elemento di folklore. Questo era il primo viaggio fuori Europa organizzato totalmente in autonomia e, soprattutto, il primo viaggio “importante” in coppia. Ho pensato di essermi giocata tutto, che il mio compagno mi avrebbe detto… “ascolta, bello viaggiare, ma…rimaniamo vicino a casa, va’”
    Ci siamo dati una seconda chance. Organizzato tutto da me dopo pochi mesi. Questa volta Thailandia. Ed è stato solo il primo di una lunga serie di viaggi nel sud-est asiatico. Perché scopri che anche nella povertà, c’è una differenza culturale.

    Scusa la lungaggine, ma è stato un piacere incontrare un parere disincantato e autentico da parte di una viaggiatrice.

  • Cari ragazzi, mi chiamo Luca e credo di essere un pò più vecchietto di voi e viaggio tanto per lavoro e per piacere in tutto il mondo. Mi ricordo il mio primo viaggio in un paese “povero” era il 1999 in Bulgaria e leggendo i vostri commenti e racconti mi sono ricordato di quanto mi incazzavo perchè c’erano prezzi diversi per i bulgari e per gli stranieri (che a quel tempo erano davvero pochi). Da quei tempi ho girato davvero i sette mari, come si diceva un tempo e la pratica di fregare il turista è diffusa ovunque. Se vai a Bangkok (come può capitare anche in Italia) non hai MAI pagato il vero costo di un taxi e il tassista avrà provato a portarti sicuramente ad un molo diverso da dove volevi partire per fare la gita sul fiume o ha cercato di portarti in qualche sartoria etc etc… Se sei Giapponese e vai a Venezia, un caffè provano a fartelo pagare anche 25€! Adescatori di turisti sono anche a Roma, Napoli, Parigi… 🙂
    Purtroppo Cuba ha una fame di località di turismo sessuale, come era fino a qualche anno fa anche le republiche baltiche, Russia e ancora oggi Santo Domingo, Thailandia; Jamaica. Alle Gili, in Indonesia mi approcciò anni fa un bimbo di 6 o 7 anni per fare sesso…
    Quindi amici miei, tutto il mondo è paese, state sempre con gli occhi aperti ovunque andate e adottate un solo trucco: NON SEMBRARE MAI SMARRITI MA SEMPRE SICURI DI VOI E NESSUNO VI ROMPERA’ PIU’ DI TANTO 🙂 Viaggiate e siate felici 🙂

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