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Disavventure a Cuba: attenti a viaggiare con Viazul!

Viazul Cuba autobus

Viazul è la più nota compagnia di pullman di Cuba. Copre le tratte tra le maggiori città dell’isola e assieme alla concorrente Transtur rappresenta spesso l’unico modo per spostarsi tra le varie province.
Vorrei farvi notare che ho usato la parola ‘spostarsi’, e non ‘viaggiare’, perché questi non si possono chiamare viaggi. Sono prove di coraggio e di resistenza che metterebbero alla prova anche un monaco zen. Questi tragitti in pullman (che qui, come in Sudamerica, si chiama guagua e non autobús) rappresentano un vero e proprio terno al lotto: già in principio non si sa se si parte, anche quando muniti di biglietto, ma soprattutto non si sa se si arriva, né quando.
Date le esperienze che ho vissuto e che sto per raccontarvi, vi sconsiglio di viaggiare con Viazul. Scegliete piuttosto di pagare taxi privati, che troverete proprio fuori dalle stazioni Viazul e che saranno disposti a portarvi a destinazione allo stesso prezzo del pullman.
E ora, vi lascio con i racconti dei miei due viaggi della speranza con Viazul.

Con Viazul da L’Avana a Cienfuegos

Con Andrea e Marta ho affrontato il primo viaggio del perdono viaggiando con Viazul da L’Avana a Cienfuegos.
Seguendo l’ottimo consiglio di un amico di Andrea, avevamo già prenotato e pagato i biglietti via internet in Italia, prima di partire per Cuba. Chi non lo fa, infatti, spesso si trova in biglietteria a essere inserito nella lista de espera, la lista di attesa-aspetta-e-spera, come la chiamo io.

La mattina della partenza, seguendo i consigli della Lonely Planet, ci siamo presentati alla stazione Terminal Viazul a L’Avana con più di un’ora di anticipo rispetto all’orario di partenza. Facendo lo slalom tra i vari tassisti e venditori all’ingresso dell’edificio abbiamo raggiunto il primo piano, da dove partono i guagua. Andrea ha fatto la fila per confermare i biglietti e dopo circa 20 minuti ha ottenuto un foglio che costituiva il nostro pass per l’inferno – pardon, per il bus per Cienfuegos.
Per tutto il tempo io e Marta abbiamo aspettato in una sala d’attesa a 30ºC, con la TV che passava canzoni tipo Zecchino d’Oro prima e gesta di atleti cubani poi.

Per una “pausa alternativa” siamo andati in bagno, dove siamo stati sgridati per non aver dato abbastanza soldi (a Cuba, ogni volta che si va in un bagno pubblico, dovrete pagare la persona nullafacente che vi sta seduta davanti, anche se il bagno non ha le porte, né la carta, né lo sciacquone, né il sapone, ed è stato pulito l’ultima volta quando c’era il Che). Certo, per un pezzo di carta igienica di 10×10 cm con batteri in omaggio avremmo in effetti dovuto versare di più di 50 centesimi di CUC -moneta locale per i turisti: un CUC vale circa a un euro-, colpa nostra.
Dopo un’ora di attesa abbiamo sentito urlare «Cienfuego!» – la ‘s’ finale non si legge, nello spagnolo del centro e sud America – e ci siamo piombati davanti all’autista, che ci ha fatto caricare i bagagli e salire. Siamo partiti con un ritardo di soli 20 minuti, di cui mi sono stupita positivamente. Me ingenua, me tapina.
Viaggiando seduti sull’autobus lontani l’uno dalle altre (i posti non sono assegnati quindi se volete stare seduti vicini dovrete sgomitare e salire per primi) abbiamo piano piano visto dai finestrini L’Avana che si allontanava e che lasciava spazio a un verde lussureggiante, con piante tropicali, cavalli e mucche che pascolavano e falchi che volavano in cielo.

Cuba www.fraintesa.it

Vista dai finestrini Viazul – unica cosa bella del viaggio in pullman

 

E dopo circa 20 minuti di apparente normalità, il pullman ha iniziato a rallentare e ad andare a singhiozzo. Poi, sempre più spesso, a fermarsi. Abbiamo continuato così, a fare 100 metri e poi fermarci, poi ripartire e poi fermarci di nuovo, per più di 2 ore. Poi l’autista ha avuto pietà di noi (credevo io, ingenua di nuovo) e si è fermato in un autogrill, apparentemente per riparare il guagua. Io sono scesa per fare pipì, e dopo essere stata in fila da persona educata e quindi non degna di sopravvivere a Cuba, ho rischiato di essere lasciata lì. Quando infatti è toccato a me entrare nel bagno più malconcio dell’universo, ho sentito urlare «Fraaaaa» e così mi sono fiondata fuori, per scoprire che Andrea stava tenendo un piede sul pullman e un piede per terra mentre il maledetto autista stava partendo noncurante della richiesta di aspettare me e altri passeggeri nell’autogrill. Per la serie «chi c’è c’è, chi non c’è non c’è, anche se hai pagato/ho i tuoi bagagli/a Cuba non c’è internet quindi auguri a risolvere questa situazione in fretta».
Dopo essere ripartiti, abbiamo avuto una brutta sorpresa: il guagua non era stato riparato, anzi. Da quel momento il bus ha cominciato ad avanzare a singhiozzi sempre più frequenti, spegnendosi ogni 50 metri. Con una lenta agonia e con enorme ritardo sulla tabella di marcia siamo andati avanti per un’altra ora, con le biciclette che ci sorpassavano (e non in senso figurato).

Siamo giunti infine ad un’area di sosta con un ristorante iper turistico, pausa che io, Andrea e Marta speravamo di saltare per poter recuperare un po’ di ritardo. Sapevamo che la responsabile della casa particular di Cienfuegos ci stava aspettando per le 15, orario previsto dell’arrivo del pullman in città, e speravamo di non lasciarla in attesa per ore. Ma l’autista se ne è altamente fregato del ritardo, ci ha fatti scendere chiudendo la porta del bus e si è seduto a godersi il suo lento pranzo (gratuito per lui, 10 CUC per gli stranieri – ma per fortuna noi 3 ci eravamo attrezzati portando cibo nello zaino). Quando dopo un’oretta tutti eravamo pronti in attesa che aprisse le porte del bus, abbiamo potuto ammirare uno splendido esempio di menefreghismus autenticus. L’autista, dopo aver lasciato il pullman al sole per un’ora, non riusciva a farlo ripartire. Dopo vari tentativi divisi tra lui e un altro autista, il pullman è ripartito, noi siamo saliti, e complice l’aria condizionata succhia-energia ci siamo fermati dopo 30 metri. In tutto questo, nessuno della Viazul si è degnato di provare a chiamare un pullman sostitutivo, o un meccanico, o un santone.

Siamo andati avanti così, a 30 metri alla volta – giuro, non sto esagerando -, ancora per più di 3 ore. Nell’ultima ora abbiamo anche ‘viaggiato’ senza aria condizionata, in un veicolo di latta cocente, al sole da 5 ore. Noi tre avevamo anche finito l’acqua e io ho rischiato seriamente di svenire per la mancanza di aria e di acqua (i finestrini erano bloccati e non si potevano aprire, ovviamente).

Le meno di 4 ore di viaggio previste sono diventate 6, con nessuno che si scusasse, ci comunicasse cosa stava succedendo o ci suggerisse come invocare gli dèi in spagnolo.
Arrivati a Cienfuegos, noi ci siamo precipitati disfatti nella nostra casa particular (per fortuna quel pomeriggio non avevamo programmi particolari o coincidenze con altri mezzi); gli altri viaggiatori che avrebbero dovuto proseguire per Trinidad sono stati fatti scendere, in attesa che arrivasse un meccanico a riparare il veicolo. Secondo me sono ancora là.

Con Viazul da Cienfuegos a L’Avana

Ora invece vi scrivo da un pullman Viazul che, giuro, avrei evitato volentieri, ma che deve riportarci a L’Avana dove domani prenderemo l’aereo per l’Italia. Il mio compagno di sedile è un ragazzo cubano che sta urlando «¡Cabròn!» a uno scarafaggio che ci sta girando intorno e io non posso che annuire con solennità, perché effettivamente l’insetto ha le dimensioni di una capra. Per fortuna non ho paura degli animali.

Stamattina, come ormai di consueto, ci siamo presentati alla stazione degli autobus Viazul un’ora prima del previsto, con il nostro bel fogliettino che dimostra il pagamento e la prenotazione via internet. Andrea è andato a mostrarlo alla biglietteria e quando mi ha urlato «Fraaaaa!» ho percepito l’insorgenza di un altro problema targato Viazul. Difatti il burbero omone addetto ai biglietti stava brontolando in uno spagnolo decisamente colorito, spiegandoci che il sistema non funzionava e che quindi non sapeva se sul bus in arrivo da Trinidad per L’Avana ci sarebbero stati effettivamente 3 posti liberi. Il fatto che noi li avessimo pagati e prenotati con settimane di anticipo era utile un po’ come dire «ah, mira, fuori c’è il sole».

Io mi enfado (arrabbio) e inizio a snocciolare frasi in spagnolo spiegando «ma noi stasera abbiamo l’aereo per l’Italia» (in realtà è domani, ma questa era una mentira di emergenza), «ma noi abbiamo già pagato», «ma noi l’altro giorno abbiamo viaggiato sul vostro bus rotto per 6 ore e non abbiamo sporto reclamo». Anche in questo caso l’effetto è quello di «Oggi fa caldo». Il ceffo ci dice che l’alternativa è partire subito con un pullman per Varadero e da lì prenderne un altro per L’Avana, arrivando se tutto va bene dopo 7 ore. Capisco che allora faremmo prima a piedi, quindi rifiuto; lui ci fa sedere e aspettare che arrivi il pullman per L’Avana, per scoprire il nostro destino.

Quando il bus arriva, torniamo da lui che ci ripete sgarbatamente di aspettare. Dopo un’attesa infinita sento dire che quattro passeggeri per L’Avana non si sono presentati al check-in quindi intuisco che forse ci sarà posto per noi. Così è. La segretaria addetta alla stampa dei biglietti digita lentamente i nostri cognomi su un vecchio computer, premendo i tasti con la punta delle lunghe unghie dipinte color oro, con pause importanti fra una lettera e l’altra. Dopo un’attesa più o meno di 10 secoli, i biglietti vengono stampati e così corriamo verso il bus, carichiamo le nostre valigie nel vano apposito, ma sopra alla ruota di scorta, e saliamo a bordo. Partiamo con un po’ di ritardo e chissà se arriveremo mai. Nel mentre lo scarafaggio mi sta camminando su un piede, e l’autista, strombazzando a ogni cane che vede lungo la carreggiata, ogni tanto si ferma e scende per salutare amici e consegnare pacchi personali. Riso? Droga? Scarafaggi da allevamento? Chissà. Misteri cubani.

Da tutto questo capisco solo una cosa: mai fidarsi di Viazul. E mai prenotare un viaggio con questa compagnia se la sera c’è (davvero) un volo intercontinentale che vi attende.

29 comments

  • Urca! un bel casino! Il problema è che a Cuba se la prendono tutti con moooolta calma e non rispettano i turisti. Noi per fortuna abbiamo evitato pulman e taxi, abbiamo noleggiato una macchina e via! Abbiamo avuto anche noi un bel ritardo sul ritiro dell’auto, nonostante avessimo prenotato e pagato (tanto!) dall’Italia, perché la macchina non c’era!! Dei nostri amici invece hanno avuto problemi con i taxi che, pur avendoli prenotati per il giorno dopo, non si sono presentati.. magari perché nel frattempo hanno trovato altre persone disposte a pagare di più. Ciao Fra! 😉

    • Fraintesa

      ciao cara Italia! Hai proprio ragione sull’atteggiamento dei cubani. Tornassi indietro noleggerei anche io una macchina: l’esperienza sarebbe molto meno autentica ma molto più rilassante. E’ che io, Andrea e Marta volevamo provare la vita dei locali, come spesso cerchiamo di fare quando viaggiamo. E beh, era stato molto più semplice in altre occasioni. Pazienza, è stata un’esperienza!
      Comunque anche io come i tuoi amici ho avuto disavventure anche coi taxi, ma quello è il post che pubblicherò domani 😉

  • Sai Fra che non ti avevo raccontato nulla sugli autobus perché pensavo aveste noleggiato l’auto?
    Mi fa molto sorridere (in senso ironico) leggere che è tutto ancora come nel 1999, l’anno in cui vidi Cuba per la prima volta.
    Giusto perché negli altri miei viaggi avevo tempi e esigente diverse per cercare i libri della tesi, ho noleggiato un auto ed è andato tutto meglio.

    • Fraintesa

      ciao cara Giovy! Avremmo fatto meglio a parlarne prima, allora! Ahahah 🙂 Cavoli incredibile che sia ancora tutto fermo a 20 anni fa, ma devo dire che lo si percepisce. Anche tu come tanti mi parli di viaggiare con autista, io ci ho provato un giorno per disperazione ed è andata male pure lì! Nei prossimi giorni leggerai tutto qui, ne ho da raccontare…

      • Io sono riuscita a fare 20 giorni di viaggio coi mezzi pubblici ma è stato davvero potente.
        Quando ho noleggiato l’auto, ero con amici e abbiamo guidato noi.
        L’esperienza autentica è stata garantita comunque perché non passava giorno che non davamo un passaggio a qualcuno, occasione pazzesca per vivere un po’ di chiacchiere in stile “vera Cuba”.
        Già che ci sono, finché mi ricordo, ti dico che è sempre meglio noleggiare l’auto dall’Italia… onde evitare casini tipici della “cubanidad”.

  • Certe cose mi hanno fatto un po `sorridere …capisco pero’ che puo ‘ dare molto fastidio e fa innervosire. A noi e’ capitata una cosa mooolto rocambolesca con i bus in nepal e l abbiamo presa sul ridere. mentre in india,sola, mi hanno cancellato un volo interno e non ti dico che problemi e si, mi ero un po’ arrabbiata. Ma inn fondo fa parte del viaggiare in faidate e del lowcost ,no ? 🙂

    • Fraintesa

      ciao! Sì è vero, fa parte del viaggio fai da te…per fortuna però ho uno spazio come questo dove mettere in guardia i futuri viaggiatori fai da te 😉 grazie per aver lasciato il tuo commento, ciao!

  • Come direbbe un mio amico romano, “m’hai fatto ammazza'” – ho riso a crepapelle. Cara mia, di viaggi con la speranza sul Viazul ne ho fatti tanti. La Transtur è meglio, decisamente. Ma la rete mi sa non altrettanto capillare. A me era successo di essere fermata nel mezzo del nulla perché la ruota del bus da Santiago a Baracoa era letteralmente esplosa (ricordami di mandarti la foto). Era talmente liscia che probabilmente è bastata una pagliuzza a farla esplodere. E l’autista si fermava ogni 10 minuti per fare la spesa, consegnare la spesa, salutare un amico, far salire un amico e così via. Quando poi ho fatto il viaggio da Baracoa a Camaguey, ho pensato di morire assiderata per il freddo assurdo che faceva su quel bus. Chiedevo a mia sorella di abbracciarmi, per farmi calore con il suo corpo! Però continuo a ridere… Poi, che te lo dico a fa’ – a Cuba il customer service è uno sconosciuto. A Trinidad avevo passato DUE ore con l’omino della Cuba Tours per spiegare che la gita alla barriera corallina non ci aveva portato alla barriera corallina e volevo i miei soldi indietro. Alla fine questo minacciava di chiamare la polizia perché si sentiva insultato e io mi sedevo con le braccia incrociate dicendo: “ok, aspettiamo” (per la serie: credi di farmi paura?).

  • Scusa Francesca, ma mi scappa da ridere, capisco l’incazzo del momento, sul posto, con l’ansia di non riuscire ad arrivare, ma a posteriori, la vicenda fa sorridere.
    Però anche io con i taxi molti anni fa ebbi una “storia da ridere” con un taxista che, da Varadero mi doveva portare all’Havana in un taxi con sedili ricoperti di plastica e la pelliccia di pecora sul lunotto posteriore. Arrivammo all’Havana a singhiozzi, ed entrammo prendendo tutti i sensi unici al contrario. Da Panico.
    Comunque la prossima volta Cuba, di sicuro non proverò Viazul

  • Oddio che odissea!!
    Che brutto però portarsi a casa questi spiacevoli ricordi… ne terrò a mente per quando andrò a Cuba!
    Grazie 🙂

  • […] auto e noleggiarne a Cuba potrebbe essere l’ennesima (costosa) impresa disperata. Dopo i viaggi da dimenticare con Viazul e con i tassisti, poi, abbiamo riposto tutte le nostre ultime speranze in una macchina […]

  • […] Dopo un’ora di attesa, e vari tentativi di protesta in spagnolo, all’arrivo del bus, miracolosamente ci trovano i tre posti. Qui strappano i biglietti con il righello, come si faceva da noi un tempo, quando c’era il Totocalcio. E in effetti questa sembra proprio una lotteria. Oggi ci è andata bene: siamo riusciti a prendere il bus che avevamo prenotato un mese fa! Se tornassimo a Cuba, eviteremmo Viazul. […]

  • Quando leggo dei post del genere le sensazioni che provo oscillano freneticamente tra pena per l’autore dell’articolo ed un vero e proprio fastidio viscerale. Non riesco a capacitarmi di come ci si possa definire un’amante dei viaggi “lenti” e allo stesso tempo lamentarsi di quella che tu chiami “disavventura”, ma che, se ti fermassi due secondini a ragionare, capiresti essere una naturale predisposizione dei cubani: la calma, la lentezza, la totale assenza della frenesia, tutte meravigliose sfaccettature che un occidentale fatica sicuramente a comprendere e a metabolizzare. Penso ai ritmi sempre più serrati che ci troviamo a dover sostenere, alle valanghe di news tweet retweet post contro-post like non-like e chi più ne ha più ne metta che ogni maledettissimo giorno ad ogni maledettissima ora invadono e violano e svuotano ciò che a mio parere è l’essenza del nostro essere Uomini: il Tempo. Noi occidentali, europei e statunitensi in primis, non siamo più padroni del nostro Tempo, non siamo più in grado di gestire la nostra breve esistenza come diavolo ci pare, bene o male che sia; ecco, ciò che ammiro, e venero anzi, degli africani, dei thailandesi, dei cubani, dei messicani (dei maestri secondo me) e via dicendo è proprio questo: sono padroni del proprio tempo.
    E mi dispiace che la tua esperienza a Cuba sia stata negativa, ma se provassi a fare tua questa “filosofia” di vita, sono più che certo che quelle che tu ora chiami “disavventure” magicamente si trasformeranno in avventure.

    • Fraintesa

      “Ciao Francesco, quando leggo dei commenti del genere le sensazioni che provo oscillano freneticamente tra pena per l’autore del commento ed un vero e proprio fastidio viscerale.”
      Ti piacerebbe, se ti rispondessi così? Prima di dire che ti faccio pena e di dirmi che dovrei fermarmi due secondini a ragionare, forse dovresti rivedere i tuoi modi, e imparare dall’Africa, dall’America, dalla Thailandia a prendere le cose in modo meno veemente e più rilassato, più zen, così, senza offendere persone che nemmeno conosci solo perché non la pensano come te.
      Sono un’amante dei viaggi lenti, e se non lo fossi non avrei scelto di viaggiare con bus locali – avrei optato per un’auto privata, o aereo, o avrei scelto di viaggiare con un tour operator. La scelta che ho fatto denota il tipo di viaggio che cercavo. Ho fatto viaggi lenti in Africa e non sono mai stata trattata così male, anzi lì sono stata ben felice e soddisfatta dello stile di vita pole-pole. Era quello che cercavo anche a Cuba, ma a Cuba non l’ho trovato – ti consiglio di leggere anche tutte le mie altre disavventure cubane, se ti interessano -; per questo, al mio ritorno, ho deciso di raccontare la mia esperienza, per mettere in guardia le persone che, amanti dello stile di vita lento o meno, si affidano a Viazul per i loro viaggi. Magari si ritrovano a prendere un bus Viazul per andare a L’Avana dove li aspetta un volo intercontinentale: forse con il mio articolo capiranno che Viazul non è il mezzo adatto per un viaggio, se la sera hai un volo in aeroporto che ti attende.
      Se mi conoscessi capiresti che la calma, la lentezza, la totale assenza della frenesia sono tutte parte della mia filosofia di vita, ma non mi conosci, eppure ti senti in diritto di giudicarmi (perché in questo commento tu giudichi me, non il mio articolo). Come mai?
      Ti auguro infine di spendere al meglio il tuo Tempo e di lasciare che gli altri utilizzino il loro come meglio credono. Ci sono tante persone che non amano i viaggi lenti, ma non sta a noi giudicarle, no? ciao ciao e grazie per il tuo contributo

  • Salve ragazzi ca…ho prenotato un tour con loro Havana/Cienfuegos/Santa Maria/Santa Clara/Camaguey poi ritorno HABANA…parto il 1 giugno x 21 giorni cia faccio ho il passaporto che scade il 16settembre e pure da solo putev leggere primm!stò nguajat!!

    • Fraintesa

      Ahahah Alejandro non disperare, diciamo che avrai molte occasioni per testare la tua pazienza ? mi raccomando leggi i consigli che ho scritto e presentati molto tempo prima in stazione per essere sicuro di avere il posto a bordo (a loro non interessa che tu abbia prenotato o meno). In bocca al lupo!

  • Ciao Sì ho letto tutto il vostro viaggio è stato scritto molto bene sembrava che c ero anche io con voi
    bravissima poi mi sò fermato sul pullman hiihihihi sono 5anni che vado a cuba e volevo fare sto tour quest anno!Però una cosa è certa meglio un bus che si ferma che un aereo che cade perchè finisce la benzina ahahhaha!

  • Non comprendo, il mio appello invece è: “Viaggiate con Viazul”. da molti anni viaggio a Cuba per lavoro e ho percorso in lungo e in largo l’isola con aerei interni e con Viazul. Può succedere che qualche volta vada storto: 1- con Cubana de Aviacion appena partiti da Holguin abbiamo dovuto rientrare per una perdita di potenza dei motori.
    2- nel luglio 2014 durante il viaggio Habana – Holguin il pullman guagua si è rotto prima di Camguey e invece delle 12 ore di viaggio me ne sono fatte 15.
    Sono ancora vivo e vegeto e non mi lamento.
    Sono appena rientrato da due viaggi ida y regreso Habana Camaguey e tutto è andato alla perfezione: fermate per il pranzo e per la cena. Cosa si vuole di più dalla vita?
    Partenza e arrivo in orario. Può succedere: amen. Mi meraviglio che una persona in viaggio a Cuba non metta in conto questi imprevisti: o si sta a casa o si viaggia in qualche paese del nord Europa.
    Concordo con lo stato delle toilette di Santa Clara, Camaguey ecc.. spero possano porre rimedio. Certo che non gli do un centavo per quelle toilette.. però detto questo? Camaguey è una città pulitissima e bellissima, risolveranno anche questo problema.
    Non si facciano però calunnie e pubblicità ingannevoli: I viaggi di linea a Cuba si fanno con Viazul: Transtour e Transgaviota sono solo per i viaggi organizzati.
    Lo dica apertamente.
    Ho 61 anni, viaggio a Cuba da diversi anni per dirigere le orchestre cubane e ho spirito di adattamento. Penso che lei sia molto più giovane di me e quindi le consiglio di adattarsi, qualora voglia fare questi viaggi, e soprattutto apprezzare la gente cubana, con tutto quello che ne consegue. Altrimenti, come già detto, si sta a casa propria e non ci si lamenta.
    Con i migliori saluti,
    Walter Themel

    • Fraintesa

      Walter, grazie del commento, apprezzo le critiche costruttive, apprezzo invece un po’ meno l’incitamento ad “adattarmi”. Ho fatto un viaggio itinerante a Cuba in autonomia con i mezzi pubblici anziché (come fanno molti, che non critico) appoggiarmi a un tour operator e andare solo a Varadero. Quindi sono ben consapevole di avere molto spirito di adattamento. Prima di criticare, ti consiglio di leggere il resto del blog per capire un po’ meglio chi sono e dove viaggio (vedi l’Africa di questa estate, Paese dove ci vuole molto più spirito di adattamento che a Cuba, ma che è tra le mie mete del cuore). Detto questo: come tu stesso dici, hai avuto delle disavventure con Viazul. E probabilmente non ti sei lamentato perché non hai perso un aereo di ritorno per l’Italia o avevi del tempo da perdere. Lo capisco e lo comprendo. Ma devi anche pensare che questo mio blog, oltre a essere uno spazio personale dove se voglio posso lamentarmi in ogni pagina se lo desidero, in questi 7 anni è diventato un punto di riferimento per chi viaggia. E io, per questo, scrivo sempre la verità e descrivo le mie esperienze perché siano di aiuto ai miei lettori. Se avessi detto che Viazul è fantastica avrei detto una bugia (e lo sai bene anche tu); immagina un lettore che si affida a me, poi parte per Cuba, conta di raggiungere l’aeroporto con Viazul ad esempio rientrando da Cienfuegos su L’Avana, e poi rimane fermo nel nulla e perde l’aereo di rientro in Italia. Magari nella sua unica settimana di ferie ad agosto, prima di dover rientrare al lavoro. Io non ho detto di usare altre compagnie di viaggio, ho semplicemente raccontato quello che mi è successo e ho avvisato i miei lettori di non viaggiare con Viazul se si ha un aereo intercontinentale da prendere all’arrivo a destinazione. Questo è un buon consiglio. Soprattutto perché non tutti gli italiani che mi leggono hanno viaggiato a Cuba per anni e anni come dici di aver fatto tu. C’è chi descrive Cuba come un posto fantastico con auto d’epoca e ballerini che cantano Besame Mucho per la strada; ecco, io invece sono sincera e descrivo le nuvole di fumo prodotto da quelle macchine d’epoca, e i questuanti per le strade. Perché è così che posso evitare che i turisti a Cuba abbiano lo stesso “shock” che ho subìto io. Su Cuba c’è poca informazione e, a titolo informativo, con altri articoli dove ho descritto alcuni tentativi di raggiro a Cienfuegos sono riuscita a “salvare” una turista: aveva letto i miei articoli prima di partire, e grazie a questi ha riconosciuto lo stesso furfante e ha evitato di essere truffata. Quindi no, non “starò a casa” come mi consigli tu, mai, ma continuerò a viaggiare e fare il mio dovere con il senso etico che mi contraddistingue. Mettendomi sempre nei panni di chi mi può leggere, senza giudicare il suo stile di viaggio o il suo bagaglio di conoscenze. Cosa che consiglio anche a te di imparare a fare. Hasta pronto!

  • Ciao! Torno ora da due settimane in giro per Cuba organizzate, come tutti i miei viaggi in giro per il mondo, in autonomia. Probabilmente sono stata molto fortunata perchè gli autobus Viazul erano sempre al completo ed abbiamo utilizzato esclusivamente taxi e taxi collettivi spendendo, per altro, giusto 2/5 CUC in più rispetto ai Viazul con la comodità di essere prelevati e consegnati a domicilio! I taxi li abbiamo sempre fatti prenotare dai gestori delle case particular e devo dire che un paio di volte CI hanno dovuto aspettare perchè arrivati in anticipo rispetto all’orario concordato… Nessuno si è mai fermato a fare spesa, trovare amici e parenti o altro. Sono stata ripresa da uno di loro perchè non avevo indossato la cintura di sicurezza e un’altro, nel tragitto tra vignales e cienfuegos, si è fermato 5 minuti di orologio per comprare qualcosa da mangiare e ci ha anche offerto il suo cibo. Tutti sono arrivati sempre a destinazione puntualissimi, anche in barba all’obsolescenza tecnologica e strutturale di alcune automobili… Io vivo a Roma e vi posso assicurare che vengo giornalmente avvicinata da un quantitativo di persone, che chiedono soldi o offrono “servizi”, di gran lunga superiore a quanto riscontrato a Cuba, senza parlare del fatto che è impossibile andare in un locale a cena senza essere interrotti almeno una dozzina di volte da venditori di ogni cosa. Per non parlare delle soste ai semafori o degli abusivi che ti avvicinano a Termini o negli aeroporti per offrirti passaggi auto a prezzi inqualificabili. A Cuba MAI SUCCESSO. Le case erano tutte PULITISSIME, neanche l’ombra di un insetto o coleottero, mai avuto problemi con il cibo ne con il ghiaccio. Per quanto riguarda il pugile beh, l’ho incrociato pure io ma ho chiuso cortesemente la conversazione, come faccio di solito anche a Roma, quando un estraneo si avvicina per offrirmi qualcosa o darmi una indicazione non richiesta. Semplice buon senso di chi vive in qualsiasi grande città in qualsivoglia parte del mondo. Non vedo perchè a Cuba dovrebbe essere diverso… Ho passato diverso tempo a conversare con gli abitanti del posto, un barista, un medico con la sua famigliola, un cuoco in un ristorante familiare, un tassista, un gestore di casa particular, un passante, un venditore di giornali, uno di frutta. Tutte persone civili e curiose della vita fuori dai confini, al massimo un po’ preoccupate per futuro dopo la morte di Castro e la cosa peggiore che mi è successa è stata di essere definita “capitalista” con il sorriso sulle labbra. Ho noleggiato lo stesso taxi a 70 CUC da Cienfuegos per lo snorkeling e le escursioni varie e si, ha provato a suggerirci la carne di coccodrillo, ma quando abbiamo detto di non essere interessati ha chiuso li il discorso e ci ha portati dove volevamo noi senza battere ciglio (e mi ha anche offerto le sue sigarette dato che io le avevo finite), riportandoci indietro a notte inoltrata. Insomma io l’ho trovato un posto gradevolissimo e dove tornare al più presto, molto più vero e accogliente di tanti altri paesi che ho visitato nel mondo (leggi Giappone, esperienza da non ripetere mai più, o Argentina dove ci hanno cancellato un volo interno mentre stavamo facendo il check-in e meno male che il volo di rientro era dopo due giorni visto che siamo rimasti bloccati in aeroporto per 24 ore senza che nessuno ci dicesse nulla…). Mi dispiace per le vostre esperienze negative, Cuba è un paese meraviglioso dove tornerò al più presto e molto volentieri! Scusate ma una voce fuori dal coro era doverosa! PS: data la mia “veneranda” età viaggio da quando i computer, internet, cellulari, gps, voli lowcost e tutto il cucuzzaro esistevano solo nei film di fantascienza ed è stato un bene poichè mi ha permesso di sviluppare una capacità di riconoscimento, analisi, gestione e risoluzione delle persone e di ciò che mi accade che forse chi viaggia nell’era dell’informatica ha più difficoltà a costruire. Magari a Cuba mi sono trovata bene perchè quando ero ragazzina l’Italia era molto simile e ci si stava un po meglio di ora…. Un abbraccio a tutti

    • Fraintesa

      Ciao Elisa, io sono contenta che tu ti sia trovata bene, si vede che ti è andata bene e magari in quest’ultimo anno con l’arrivo degli americani e la morte di Castro stanno iniziando a migliorare le cose, o così almeno mi auguro. Ti è andata bene con i taxi? Bene. Le casa particular dove hai dormito erano pulite? Bene. Mi fa piacere per te, ma questo cosa insegna a chi legge? Che va a fortuna? Beh, quello penso che sia ovvio.
      Il fatto che tu sia più vecchia credo non c’entri proprio nulla: io ho adorato il Giappone così come la Corea, credo sia questione di gusti e di fortuna e di apertura mentale. Io abito a Milano, non in un paesino sperduto in Mongolia, quindi so cosa vuol dire essere avvicinati da questuanti o venditori anche al ristorante. Ma un conto sono questi venditori (che qui da noi spesso sono stranieri, ammettilo), un conto è come i cittadini cubani spesso tentino di truffare il turista. Non c’entra proprio nulla. Ho vissuto anche in tante altre città, anche all’estero, e ho viaggiato nei 5 continenti. Cuba per me è stato il viaggio peggiore e non ci tornerò di sicuro tanto presto; al di là della sfortuna e dei truffatori, non ho proprio trovato quel cuore e quella disponibilità nel prossimo che ho trovato in Africa, Asia, Australia. E guarda un po’, con miei articoli sono emersi tanti lettori che hanno vissuto la stessa pessima esperienza. Poi per carità, sono contenta che ti abbiano offerto le sigarette e non abbiano insistito sulla carne di coccodrillo…ma per me non è questo che fa un viaggio…
      Non sono mai stata circondata da truffatori come a Cuba. Per quanto riguarda il pugile, sono contenta che non abbia truffato te, ma non tentare di darmi della stupida: sono semplicemente una persona che quando viaggia apre il cuore alle persone che incontra. Ho sempre fatto bene e non mi è mai successo nulla, né in Africa né in Asia; mi hanno “fregata” solo a Cuba. E con l’articolo del raggiro del pugile Cienfuegos sono riuscita a “salvare” una turista: aveva letto i miei articoli prima di partire, e grazie a questi ha riconosciuto lo stesso furfante e ha evitato di essere truffata. Quindi se pensi di essere più furba e di dare della stupida a me o ai miei lettori, ti inviterei a non essere così saccente e a non criticare chi non conosci. Apri il tuo cuore anche tu, accetta che ci siano delle esperienze e delle vite diverse dalla tua, e vai avanti. Se ti va bene reputati fortunata, senza dire che sei più brava o esperta: sei stata solo più fortunata (e io sono contenta per te).

      • Hai perfettamente ragione, è una questione di gusti, di fortuna e di apertura mentale. E questo vale sia per chi si è trovato bene sia per chi si è trovato male. Mi dispiace che tu abbia pensato che volevo farti passare per stupida, non lo credo affatto, anzi il contrario. Proprio per questo mi sono meravigliata del taglio dei tuoi post su Cuba rispetto agli altri che ho sempre letto volentieri. Il fatto che, come dici tu stessa, ti abbiano “fregata” solo a Cuba non credo basti per giudicare un popolo ed una nazione intera. Anche io ho viaggiato molto e nei 5 continenti e per quanto mi riguarda ho sempre trovato cose buone e meno buone ovunque. In Giappone mi sono trovata di fronte a persone per la maggior parte razziste, chiuse, scontrose e a tratti maleducate ma non per questo penso che i giapponesi siano tutti cosi o ne parlo con questo tono (e non ci sono certo rimasta una settimana o due…). Semplicemente dico che io non mi sono trovata bene, che il Giappone merita un viaggio per essere conosciuto a fondo e che io non ci vivrei neanche se mi pagassero oro. Punto. Hanno provato a “truffarmi” in tutti e cinque continenti, Giappone caro compreso e alcune volte ci sono riusciti ed altre no. Probabilmente ci sono riusciti anche a Cuba e sono stati così bravi che non me ne sono accorta, chissà. Sta di fatto che noi, a differenza dei cubani, siamo in una democrazia e ringraziando Iddio ci è concesso di esprimere il nostro parere anche se in contrasto con quello degli altri e non per questo dobbiamo necessariamente essere etichettati come “saccenti” o “critici” o “più furbi” di altri o “offensivi” nei confronti dei lettori. Sono anni che ho aperto il mio cuore ed ho accettato gli altri e la loro vita diversa dalla mia, forse dovresti farlo anche tu visto che le risposte che dai a chi non concorda con te sono sempre un tantino astiose… L’apertura mentale non si misura in numero di paesi visitati, proprio a Cuba ho conosciuto un signore di 90 anni che non è mai uscito da L’Avana eppure aveva una apertura mentale che farebbe invidia a chiunque, me compresa. PS: qui a Roma sono italianissimi quelli che provano a fregarti col tassametro nella tratta Roma-Fiumicino e viceversa, magari a Milano siete più fortunati…

        • Fraintesa

          ciao Elisa, mi dispiace che le mie risposte ti sembrino astiose, non lo sono. Cerco solamente di spiegare il mio punto di vista a chi viene sul mio blog a criticarmi perché ho raccontato onestamente e senza filtri la mia esperienza. Sai, ci sono tanti blogger che scrivono che ogni posto che visitano è magnifico e splendido; potrei fare come loro, ma non sarei sincera e non sarei me stessa. E per questo ti sei imbattuta in questi post così critici su Cuba. Tante persone mi hanno scritto per dirmi che sono felici di aver trovato finalmente una voce fuori dal coro, che non dice solo quanto sono belle le auto anni ’50 a Cuba, e che racconta cose che sono capitate anche a loro. Sono quindi felice della mia scelta. Se tu sei stata più fortunata di me, non posso che esserne felice. Mi scrivi: ” Il fatto che, come dici tu stessa, ti abbiano “fregata” solo a Cuba non credo basti per giudicare un popolo ed una nazione intera”, ma non mi sembra proprio di giudicare un popolo e una nazione intera. Non l’ho mai fatto e non ho la mente così chiusa da farlo. Ho raccontato le mie esperienze e sì, sono state per lo più negative, ma non ho scritto da nessuna parte che Cuba è oscena o che l’intera popolazione di Cuba è fatta di truffatori. O sbaglio? Forse ci sei solo rimasta male perché ho raccontato esperienze brutte di un Paese che tu hai amato? Fammi sapere cosa ne pensi. Ci tengo a sapere la tua opinione.

  • Carissima Fraintesa, mi reco spesso a Cuba e sono tornata da poco. Devo dire che la situazione Viazul non e’ cambiata purtroppo e anche questa volta mi sono trovata in situazioni molto spiacevoli. Ho portato mia figlia in tour e ho acquistato dal Italia i biglietti Viazul. La prima tappa era Havana/Trinidad e siamo partite subito male perché hanno soppresso la corsa e non mi hanno restituito i soldi…50 cuc, ho urlato , insultato e li ho mandati a fanculo, poi rassegnata ho dovuto dividere un taxi con altri turisti per la modica cifra di 40 cuc a testa.
    La seconda tappa e’ andata bene per fortuna. La terza tappa prevedeva la partenza alle 7.30 di mattina e quindi ci siamo alzate alle 5.30 per essere alla stazione un ora prima ma la corsa e’ stata spostata alle 11.55 ed e’ partita pure in ritardo. E’ stato un viaggio allucinante perché, prima fanno salire i cubani sul bus poi i turisti che pagano anche di piu’ e quindi ci siamo trovate sedute nel ultima fila , praticamente sul motore e l’aria condizionata non arrivava. Dopo tre ore di viaggio e 30 gradi di temperatura mia figlia si e’ sentita male e a quel punto ho iniziato a urlare come una pazza finche’ si sono decisi a liberare dalle varie borse i sedili dietro al autista e ci hanno fatte sedere li. Abbiamo fatto le restanti 6 ore con una temperatura adatta ai pinguini e siamo arrivate a destinazione con 2 ore di ritardo e facendo un tragitto molto piu’ lungo di quello che avevo prenotato dal Italia. A quel punto mia figlia era stremata e ho deciso di non usare piu’ i biglietti delle ultime due prenotazioni e mi sono organizzata con i taxi. Al mio rientro ho chiesto il rimborso della prima corsa che era stata soppressa, ho scritto varie mail ma senza risposta finche ho scritto alla carta Visa per contestare questo pagamento e come per miracolo il giorno 8 marzo mi e’ arrivato il rimborso da Viazul.
    Spero che questa mia testimonianza sia utile ai viaggiatori che andranno a Cuba che e’ comunque un paese bellissimo, l’unica cosa e’ organizzarsi.

  • Buon pomeriggio volevo escrivere qui la mia aventura in via azul .17 di Mayo del 2017 parto da holguin circa le 21.15 verso la havana dove abbiamo caricato nostri bagaglio in prima fila .al incrocio di quesada cielo di avila sento fermare il pulman alle 02.45mint me affaccio dal finestrino vedendo un ragazzo aprire il Maletero y portando via la mia borsa e zaino nel tempo di 5 secondi ….in autista ferma scendiamo tutti a controllare e evidente no era un sogno era veramente accaduto mancavano tre bagaglio e 2 mio ..chiama la policia che arrivando di cielo di avila se mette un bel po a da arrivare .per denunciare lo acadutto .nel fratempo il gentilizimo ladro restituice il bottino .era lì vicino a guardare lo spettacolo un pulman fermo con 20 persone a da aspettate la policia.controlando i bagaglio no mancava niente solo un profumo e una linterna .possiamo proseguire grazie che sono stata atenta già che capita spesso in questa zona di assaltare i bagaglio e ringrazio a gli autista che anno fermato y chiamato la policia..altrimenti mio bagalaglio era persso visto che sono andata a cuba a difrutare le vacanze e altrimenti mi metevano in dificultad.espero che no capitano queste cose perché chi lavora se mette in dubbio quando arrivando a la havana mancano i bagagli e nessuno sa dove sono c’è chi lavora honestamente c’è chi ruba facilmente …mi chiedo queste porte del pulman sono sicure ho pure no?mi chiedo se sa che succede e no se fa un punto di controllo ?a prendere un ladro che habitat vicino uscito de quelle poche case ci va troppo .?e rimasto tutto come prima..grazie

  • Confermo che il viaggio è lungo e “faticoso”, noi abbiamo fatto la tratta Holguin – Havana, da viaggiatore ormai vaccinato limito i danni, porto carta igienica cibo e acqua e dormo.. quello che non sopporto è l’atteggiamento degli impiegati sia delle “stazioni” che degli uffici.
    Dovendo anticipare il viaggio ho dovuto fare un nuovo biglietto e chiedere il rimborso del precedente, che era stato fatto online: nelle stazioni mi rimpallano alla direzione vendite, da questa solo domande per perdere tempo.
    Ho già coinvolto l’ambasciata italiana a Cuba e la Cubana a Roma, vediamo ..

    • Fraintesa

      Andrea, che dire…ti faccio un grosso in bocca al lupo e ti do una pacca sulla spalla perché ti capisco!

  • Cara Francesca

    grazie mille per questo servizio pubblico.
    IN effetti, i forum e vari che ho letto su Cuba, mi hanno trasmesso questa positività assoluta e un po’ esaltata.

    Dovrei viaggiare a Cuba da sola il prossimo Marzo, ma dopo questi racconti (tuoi e degli altri lettori), devo dire sto pensando di cambiare destinazione. o di fare la classica turista americana e buttarmi in un resort lontano dai guai (ma non era certo quello il mio sogno).
    MI sembra di capire che se tu, (che non eri sola e sei anche molto abituata a viaggiare), hia avuto queste esperienze, io che sarei sola e abituata a viaggi un po’ più’ tranquilli (intendo non proprio lo zaino), credo mi rovinerai un viaggio a lungo sognato.

    • Fraintesa

      Ciao Francesca, grazie di avermi scritto. Come hai intuito, viaggio costantemente (almeno 2/3 viaggi al mese da 6/7 anni, prima viaggiavo meno) e in questa occasione viaggiavamo in 3 (di cui un uomo), ma i cubani non si sono fatti problemi a importunarmi costantemente. Se viaggi da sola e non sei abituata ai viaggi zaino in spalla, o se cerchi una vacanza tranquilla, ti consiglierei caldamente di cambiare destinazione. Su Cuba l’unica alternativa sarebbe il classico resort – scelta un po’ alienante forse; valuta tu! E poi fammi sapere 🙂 buon viaggio, ciao

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