Search for content, post, videos

Bucharest: cosa vedere nella città della felicità

Come spesso mi accade, i viaggi più belli nascono dal nulla, quasi per caso. Non avevo mai sentito parlare di Bucharest e, a dire la verità, l’est Europa non destava in me particolare interesse fin quando ho cominciato a notare che i prezzi dei low cost verso queste destinazioni erano veramente low

E allora ho iniziato ad informarmi navigando su internet e sfogliando guide, scoprendo così la mia destinazione pre natalizia: Bucharest.

Capitale e città più popolosa della Romania, situata a sud del Paese, sul fiume Dambovita, Bucharest deriva il suo significato dalla parola rumena “bucurie”, vale a dire felicità, gioia, essere contenti. Mi piace pensare quindi che, probabilmente, la giusta traduzione sia “città della gioia” (anche se forse il nome è legato a quello del suo fondatore, il pastore Bucur).

tetti di bucarest città vista dall'alto

Approfittando di un’offerta veramente economica, prenoto entusiasta un weekend nella città della gioia. Una volta trovato il volo, cerco un hotel in posizione centrale perché voglio godermi la città a piedi, freddo permettendo. Devo dire che sono stata molto fortunata: Bucharest mi ha accolta con un clima secco, freddo ma non troppo, ideale per passeggiare in lungo e in largo da mattina a sera.

Appena sbarcati in aeroporto, la prima difficoltà è capire come raggiungere l’hotel ma per fortuna i rumeni che ho incontrato sono stati molto cordiali e disponibili a darmi indicazioni o in inglese, o addirittura in italiano.

 

Dove e cosa mangiare a Bucharest

Lasciati i bagagli in hotel (4 stelle, prezzo incredibile!) subito cerco sulla mia guida un locale tipico dove poter mettere qualcosa sotto i denti e seleziono il più noto a turisti e non: il Caru cu Bere. Situato nel centro storico di Bucharest, questo ristorante è raggiungibile a piedi dopo una breve passeggiata da piazza Vittoria. È aperto praticamente sempre, dalla colazione del mattino, ai pranzi di lavoro (che non sono veloci come i nostri), agli aperitivi, cene e dopocene con tanto di spettacoli e musica dal vivo. La fortuna mi accompagna e, nonostante la fila fin fuori dal locale, trovo un tavolino proprio mentre una compagnia di danza rumena si sta esibendo al centro della sala. Che spettacolo!

Questo ristorante ha uno stile molto particolare, il legno scuro del mobilio e i costumi dei camerieri ti fanno precipitare in un’atmosfera lontana, quasi da film. Da notare il menu lunghissimo! Vale la pena quindi farsi consigliare e provare, come ho fatto io, le specialità della casa: grigliata di carne (circa 1 kg di roba!) e verdure miste. Le porzioni sono ovunque molto abbondanti, quasi sempre per due persone quindi il mio suggerimento è di ordinare un piatto alla volta per evitare sprechi. Accompagno la grigliata con birra locale che, a dire il vero, non è corposa, anzi, ma va giù come acqua e costa meno dell’acqua! Per finire, non contenta, completo la cena con i Papanasi, dolce tipico rumeno. Ovviamente porzione da giganti a prezzi a dir poco modici!

 

La seconda sera invece mi sono fatta tentare da Burebista, tipico ristorante romeno, specializzato in cacciagione, in particolare cinghiale e orso. Da assaggiare anche gli antipasti (formato famiglia!) di verdure e formaggio pecorino fresco. Anche qui, la cena è stata allietata da musica dal vivo, canti e balli.

Se invece non volete sedervi in un locale o andate di fretta, o volete spendere davvero poco, il centro di Bucharest è costellato di bancarelle e piccoli negozietti dove poter acquistare un filoncino di pane con olive e formaggio, un trancio di pizza, un pezzetto di rustica a partire da 50 centesimi!

 

La storia di Bucharest

La leggenda narra che il fondatore della città sia un pastore chiamato Bucur, da cui il nome Bucuresti, ma in realtà la vera storia della città è legata al nome del principe Vlad detto Tepes (l’Impalatore) che firma nel 1459 un documento che attesta per la prima volta l’esistenza della città che sarebbe diventata la capitale della Valacchia prima, e poi la capitale della Romania.

Grazie all’architettura di ispirazione parigina ma anche alla vita culturale che animava Bucharest nell’Ottocento, la città era soprannominata la “Piccola Parigi”.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale per la Romania inizia un periodo cupo, durante il quale l’instaurazione del regime comunista porta con sé la fine della vita cosmopolita di Bucharest. Purtroppo i segni della distruzione, della rovina, e della megalomania del dittatore Ceausescu sono ben visibili tuttora.

Quartieri storici del centro di Bucharest vengono abbattuti per far spazio alle costruzioni esagerate volute dal regime, che ancora oggi si alternano alle umili dimore (fino a poco tempo fa senza riscaldamento) del popolo. Lo sguardo resta sgomento sorvolando in un continuo rimbalzo tra quello che per fortuna rimane di splendidi edifici in stile Belle Epoque e le brutture delle case popolari.

case popolari a Bucarest

 

Cosa vedere in 2 giorni a Bucharest

La storia della città è relativamente recente, pertanto un weekend può essere sufficiente per entrare nel clima di Bucharest. A distanza di circa 25 anni dalla caduta del regime, “Casa Poporului” (la Casa del Popolo), attualmente sede del Parlamento romeno, grazie alla sua imponenza (è il secondo edificio del mondo come superficie dopo il Pentagono degli Stati Uniti) testimonia egregiamente l’epoca comunista.

Bucarest parlamento

Vale la pena prenotare una visita per ammirare la maestosità di questo palazzo con più di 1.000 stanze, in cui hanno lavorato i più grandi architetti e artigiani romeni, nonostante il tour sia breve e non molto ricco di informazioni. Ancora in parte incompiuto, il palazzo del Parlamento è fonte di orgoglio per la popolazione romena in quanto tutti i materiali utilizzati, dal marmo al cristallo, dai tappeti alle tende, sono tutti made in Romania e questo edificio è uno dei più visitati della capitale.

Bucharest ha una vita culturale in grado di soddisfare ogni esigenza, per cui vi potrete sbizzarrire a visitare i numerosi teatri della città, oppure potrete scegliere tra i vari musei sparsi qua e là: il Museo Nazionale d’Arte, che comprende la “Galleria Nazionale” composta dalle opere dei maggiori artisti romeni e la “Galleria Europea” che conta opere di Rubens, Rembrandt, Veneziano, Tiziano, Tintoretto ecc.; il Museo Nazionale di Storia; il Museo del Villaggio che contiene più di 100.000 oggetti domestici originali, riuscendo così a ricostruire la vita contadina della Romania tra il Seicento e gli inizi del Novecento.

Bucharest

Ad ogni modo il mio consiglio, come sempre quando è possibile, è di mettersi un paio di scarpe comode ai piedi e godersi la città camminando per i suoi ampi viali, attraversare i ponti, correre nei prati verdi e fioriti persino a novembre! E di intrufolarsi nelle stradine, nei vicoli che sembrano chiusi e invece ti portano chissà dove… Bucharest è una città viva, piena di giovani, di attività commerciali e di locali ancora da affittare, dove il melting pot è evidente e ci sta anche bene, con la voglia di rinascere dalle proprie ceneri.

chiesa Stavropoleos a Bucharest

La chiesa Stavropoleos

Ultimo consiglio: spesso davanti ai Musei o agli edifici principali incontrerete persone del posto che vi fermeranno “offrendovi” un tour guidato in italiano, a piedi o con la loro auto. Fate bene i conti e valutate la convenienza della proposta.

Cosa vedere nei dintorni di Bucharest

Volutamente non ho parlato del conte Vlad, il cui mezzo busto spicca in una bella via del centro di Bucharest. Sono innumerevoli le escursioni che potrete scegliere e prenotare per visitare il suo castello, ma vi serviranno un paio di giorni in più almeno.

Per gli amanti della natura e degli spazi aperti, sono previste gite al mare con partenza dalla città, oppure passeggiate a cavallo nelle ampie praterie della Romania, ma questa è un’altra vacanza…

Vi lascio, spero, con l’acquolina in bocca e con la curiosità di scoprire un Paese, la Romania, e la sua capitale Bucharest che ha tanto da offrire e tra qualche mese sarà ancora diversa…

 

Francesca Bernini

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
Roma scala a chiocciola vaticano in bianco e nero
10 posti a Roma che (quasi) nessuno conosce

Tutte le strade portano a Roma. Roma caput mundi. Roma è la città più bella del mondo. Quante se ne...

Chiudi