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Weekend ad Abu Dhabi. Mini guida per una vacanza inaspettata

Abu Dhabi Arabian Nights Village jeep

Se dovessi raccontare Abu Dhabi in una parola, la definirei inaspettata.

Tutti noi abbiamo un’immagine degli Emirati che è fatta di ricchezza, affari e grattacieli nel deserto. Ma è davvero tutto qui, quello che possiamo trovare ad Abu Dhabi? La mia risposta è no. Nell’emirato più grande di tutti, esteso su oltre 200 isole, possiamo fare un safari tra gli orici, ammirare l’ottava moschea più grande del mondo, imparare l’arte della femminilità araba e respirare l’aria multietnica internazionale che contraddistingue questa città.

Ho passato 4 giorni al femminile ad Abu Dhabi, scoprendone le tradizioni e le opportunità e provando quante più esperienze possibili, e queste sono quelle che mi sento di consigliare.

Un’anticipazione su tutte: se state puntando questa meta per un city-break, magari con le amiche, prenotate subito. Non vi annoierete e tornerete a casa più soddisfatte di quanto vi possiate aspettare. E preparatevi a esclamare: “Ma 4 giorni non bastano a fare tutto!”.

La grande moschea Sheikh Zayed

È l’edificio simbolo religioso nazionale degli Emirati Arabi Uniti ed è in assoluto la moschea più strabiliante che io abbia mai visto. Vanta 82 cupole e oltre 1.000 colonne e ospita il tappeto cucito a mano più grande del mondo. Le pareti e i pavimento sono di marmo e i lampadari sono in oro a 24 carati. Lunghe piscine la fanno risplendere di luccichii all’alba e al tramonto, mentre la sera un’incantevole illuminazione blu la fa risaltare riproponendo le fasi lunari.

Grande Moschea Abu Dhabi di notte

È aperta al pubblico dalle 9 alle 21.30 ogni giorno, tranne il momento in cui solo i fedeli possono accedervi al venerdì mattina (riapre dalle 16.30 alle 21.30). L’ingresso è gratuito e ci sono tour guidati gratuiti dalla domenica al giovedì alle 10, alle 11 e alle 17.  Il venerdì iniziano invece alle 17 e alle 19, mentre il sabato alle 10, 11, 14, 17 e 19. Vi consiglio di affidarvi a qualche guida per comprendere al meglio la storia, la bellezza e l’importanza di questo edificio. Visitatela poco prima del tramonto per fare fotografie d’effetto e godere della sua maestosità con il sole e con il buio.

Grande Moschea Abu Dhabi archi di giorno

Ricordatevi di vestirvi in modo appropriato se volete visitare la moschea: se siete donne, usate un foulard o pashmina come sheyla per coprirvi collo e capelli, gambe coperte fino alle caviglie, maniche lunghe. Non indossate abiti trasparenti, traforati o di pizzo, perché vi verrà negato l’accesso – o dovrete indossare una delle abaya fornite gratuitamente all’ingresso.

Per accedere alla parte interna della moschea, quella con l’enorme tappeto fatto a mano, dovrete togliervi le scarpe. Lasciate a casa i pregiudizi, camminate nudi e sentite il marmo sotto ai piedi.

Grande Moschea Abu Dhabi al tramonto

Un assaggio di deserto

Se non siete mai stati nel deserto, questo è il momento di rimediare. Preparatevi a sentire l’energia della terra camminando a piedi nudi sulla sabbia.

Affittate un veicolo 4×4 e dirigetevi verso il deserto, oppure se vi sentite poco avventurosi provate un’escursione già organizzata come quella dell’Arabian Nights Village. Questo tour inizia con una corsa ad alta velocità su e giù per le dune (sconsigliata a chi soffre di vertigini o di mal d’auto) e attraversa il deserto superando sabbia e recinti coi dromedari, fino ad arrivare all’accampamento dell’Arabian Nights. Qui si possono provare svariate attività come la decorazione ad henné, il sandboarding (“surfare” con le tavole sulle dune) o il tour con i quad. Ci sono anche dromedari che personalmente vi consiglio di accarezzare e fotografare, ma di non usare come mezzo di trasporto.

Nella tranquillità dell’Arabian Nights Village si cena con piatti arabi a buffet, ascoltando musicisti locali e godendosi il cielo stellato. Si può anche dormire qui, in tende beduine o alloggi tra le palme.

Una pausa benessere nella spa dell’Emirates Palace

Da amante del wellness non posso che consigliarvi un momento benessere nella spa dell’Emirates Palace, il lussuoso albergo simbolo di Abu Dhabi.

La sua spa pluripremiata dal fascino arabo offre massaggi, trattamenti viso e corpo e rituali di bellezza tradizionali.

Io mi sono fatta fare un massaggio thailandese perché avevo bisogno di un trattamento rinvigorente. È un massaggio tradizionale che ti fa sentire libera da rigidità articolare e muscolare. Utilizzando movimenti come allungamento, compressioni muscolari ed esercizi di respirazione apre tutti i canali bloccati e aumenta la vitalità complessiva al corpo.

Spa Emirates Palace

Ma se volete provare qualcosa di unico, vi segnalo il Palace Massage, che riflette l’essenza pura dell’Emirates Palace. È disponibile in 3 versioni e fatto con olii selezionati per fornire un’esperienza memorabile. C’è il massaggio armonizzante con un olio d’oro a 24 carati (!) per riequilibrare la mente e il corpo, quello energizzante con olio di diamante per il ripristino della vitalità o quello rilassante con olio all’infuso di caviale per un momento calmante.

Avrei provato volentieri anche il Time Traveller Massage, pensato per chi viaggia costantemente (ribattezziamolo “Fraintesa Massage”, no?).

Prezzi dai 495 AED (=127€).

Un’esperienza di shopping al The Galleria

Il centro commerciale The Galleria ospita boutique di lusso e 25 ristoranti etnici e internazionali e si trova su Al Maryah Island, affacciato sulla promenade che costeggia il mare.

Fate una tappa da Forever Rose e rimanete a bocca aperta: oltre ai boccioli più classici, nel tripudio di colori troverete anche rose trattate naturalmente che resistono per anni nel loro splendore senza acqua né luce. Dai colori pastello al blu più profondo, richiamando la magia de La Bella e la Bestia.

Rose Forever Rose

Il negozio che mi ha colpita di più però è Villa 515, dove ho apprezzato la persistenza dei profumi arabi e dove ho scoperto le fragranze naturali per la casa, così care agli arabi.

Abu Dhabi The Galleria Villa 515 profumi

Il The Galleria è rinomato per i suoi ristoranti: consiglio una cena da Roberto’s, dove lo chief culinary advisor è lo stellato Enrico Bartolini (prenotazioni: reservationsauh@robertos.ae) o da Zuma, nell’ottimo marocchino Almaz by Momo o nella Magnolia Bakery di fama statunitense.

Al The Galleria troverete la wifi libera. Non arrivate prima delle 10: gli orari dello shopping ad Abu Dhabi sono piuttosto…rilassati!

Brunch, aperitivo o cena tra gli expat

Ad Abu Dhabi la sera l’ideale è godersi gli 8 km di passeggiata del lungomare, conosciuto come Corniche, dove si possono anche noleggiare biciclette.

Abu_Dhabi_Galleria_Mall_Corniche

Ogni sera della settimana per cena consiglio Heritage Village, dove lungo il fiume all’aperto si possono gustare piatti tipici della cultura araba godendo di una vista affascinante. Da qui si vede tutto lo skyline di AD, come la chiamano i local. È un posto tranquillo dove ci si trova gomito a gomito con gli abitanti della città (e non si beve alcool).

Il ShoCho presso SangriLa Hotels offre invece ottimo sushi e il venerdì sera musica 70/80. Qui si può mangiare sia dentro, che fuori con vista sulla Moschea e sul Ritz Carlton.

Da non perdere i brunch del venerdì nei grandi hotel: i più famosi sono quelli dell’Intercontinental, il Westin e il Fairmont, solo per citarne alcuni. In questi casi si paga una quota fissa, all you can eat and drink. Qui l’alcool non manca, ma è richiesto un dress code smart casual.

Chi ama gli ambienti più informali potrà invece bere un drink o vedere una partita al McGettinan’s Irish pub,
sempre pieno di expat.

Altri due tappe consigliate sono il Jazz Bar, con musica dal vivo, e Asia de Cuba, con vista sul mare, ottimi cocktails e camerieri particolarmente affascinanti, che portano un tocco latino ad AD.

Sir Bani Yas Island, l’isola che non ti aspetti

A 240 km da Abu Dhabi city (circa 2 ore e mezza di auto, o 40 minuti di aereo) si trova la più grande isola naturale dell’emirato, Sir Bani Yas, occupata in larga parte da una delle più grandi riserve naturali d’Arabia. L’Arabian Widlife Park ospita 10.000 animali esemplari di fauna endemica (niente pinguini o panda, per intenderci, ma solo animali nativi di quest’area geografica) e lo si può girare con un vero e proprio safari in jeep guidata da un ranger. Gazzelle, giraffe, iene, ghepardi convivono in questa riserva con l’orice d’Arabia, un bovide che nel 1972 era stato dichiarato estinto allo stato brado, ma che con un programma di tutela è stato salvato e reintrodotto in natura.

Abu Dhabi Sir Bani Yas Island safari orice d'Arabia

Se vi state chiedendo se valga la pena di farvi 2 ore e 30 di macchina da Abu Dhabi per venire qui, vi rispondo con una domanda: farete mai un safari in Africa? Se la risposta è no, andate subito a Sir Bani Yas. Qui potrete provare, anche se in un contesto più piccolo, l’emozione di avere una giraffa che vi passa di fianco e osservare un ghepardo rilassato che vi guarda negli occhi.

Abu Dhabi Sir Bani Yas Island safari ghepardo

Sull’isola si possono anche visitare le rovine di un monastero pre-islamico del 7 secolo.

A Sir Bani Yas si trovano gli alloggi del resort Anantara, arredati in stile boutique hotel arabo e dislocati nelle 3 sezioni Al Yamm Villa, Desert Island e Al Sahel, tutte immerse nella natura. Se volete provare questa esperienza di accoglienza, scegliete se preferite una villa sulla spiaggia, un alloggio tra gli animali o una stanza che dà sulla laguna di mangrovie. Il resort organizza safari, escursioni, passeggiate, gite in kayak o in bici, snorkeling, stand up paddling, vela e tiro con l’arco. E ha una spa davvero molto accogliente, dove ho provato un signature massage che mi ha fatta sognare.

Il turismo sull’isola è orientato verso il basso impatto ambientale: pannelli fotovoltaici accumulano l’energia per le strutture e per la riserva, e il numero di veicoli ammessi su Sir Bani Yas Island è limitato. Gli unici mezzi pubblici sono pulmini elettrici a zero emissioni e tutti i veicoli devono rispettare il limite di velocità di 50km/h (la velocità delle gazzelle in corsa) per assicurare la sicurezza degli animali in libertà. La pesca è vietata negli 8 km intorno all’isola. Inoltre, l’Anantara resort pianta una nuova mangrovia per ogni ospite che accoglie.

C’è altro che vi aspetta

Abu Dhabi non finisce qui. Poco distante dalla città si trova Al Ain, città giardino e sito UNESCO dove è possibile avere un assaggio della vita tradizionale emiratina. Questa era infatti l’oasi di accampamento per le carovane che transitavano tra gli emirati e l’Oman. Ad Al Ain si può visitare l’archivio storico o fare un giro nel piccolo suq, anche girando in bici.

E tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 è prevista l’apertura del Distretto Culturale su Saadiyat Island, che ospiterà il Louvre Abu Dhabi su una struttura galleggiante e il Guggenheim Abu Dhabi.

Quando andare ad Abu Dhabi

Abu Dhabi gode di un clima subtropicale ed è baciata dal sole praticamente tutto l’anno. Io ci sono stata in gennaio e la temperatura era piacevolissima (intorno ai 23°C). Vi sconsiglio invece di andarci tra giugno e settembre: la temperatura supera i 40°C e fa troppo caldo se volete godervi qualche attività all’aria aperta. Ci sono stata anche in luglio e purtroppo in quel momento si è costretti a vivere al chiuso, schiavi dell’aria condizionata.

Volare ad Abu Dhabi con Etihad

Ve ne avevo già parlato in questo articolo: Etihad è la mia compagnia aerea preferita ed è quella con cui sono andata per la prima volta in Australia e in Tanzania. Anche per entrambe le tappe che ho fatto ad Abu Dhabi ho volato con la compagnia di bandiera dell’emirato e in quest’ultimo volo ho potuto provare l’estrema comodità della business class.

business_class_etihad

Il volo da Milano ad Abu Dhabi è diretto e dura meno di 6 ore: giusto il tempo di un paio di pasti e qualche film, e si è già arrivati. Non essendo un volo lungo ed estenuante, l’ho trovato molto piacevole anche in economy.

In business, naturalmente, si vola ancora più comodi e coccolati. Ogni seduta è una poltrona-letto completamente reclinabile con accesso diretto al corridoio, in più schienale si può attivare la funzione massaggio integrata, che ho sfruttato in ogni minuto di volo. Negli schermi si possono guardare film, telefilm e documentari classici o appena usciti. E l’amenity kit della business class è una pochette di design che contiene una guida Etihad Airways LUXE City Guide personalizzata e prodotti a marchio Scaramouche & Fandango (tra cui anche il burrocacao, che io consumo in quantità industriali durante i voli). Il food & beverage manager si è occupato di me durante tutto il volo e mi ha fornito gli ottimi piatti vegetariani che avevo esplicitamente richiesto prima del volo.

Un altro plus della business class? L’accesso alla business lounge nell’aeroporto di partenza e di arrivo. Quella di Abu Dhabi mi ha lasciata a bocca aperta: oltre a un abbondante menù a buffet internazionale (dove ho mangiato di tutto come mio solito, dai noodles asiatici al chapati indiano), mette a disposizione i servizi di parrucchiere, manicure e massaggio. Per assicurarvi di essere belli e rilassati all’arrivo a casa.

Ma se sarete tristi perché non volevate tornare da Abu Dhabi, beh, quella è un’altra storia…

 

 

Ringrazio la mia amica J., che vive ad Abu Dhabi da 4 anni e mi ha dato dritte preziose, soprattutto sui locali da frequentare. Ringrazio anche l’Ente del Turismo di Abu Dhabi che mi ha invitata nell’emirato e mi ha offerto molte delle esperienze autentiche che ho citato. Ringrazio anche Etihad che mi ha permesso di godermi al massimo il volo in business class e la fantastica lounge dell’aeroporto. Come sempre, le opinioni in questo articolo sono sincere e mie al 100%. 

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