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Coralli: cosa sono? Si possono toccare?

Barriera corallina con pesci Foto Emilio Mancuso

Cosa sono i coralli? E perché non si possono toccare?

Mi avete fatto spesso queste domande, e dato che si avvicina l’estate ho pensato di intervistare un esperto per darvi una risposta autorevole e completa prima che andiate in vacanza al mare.

Un anno fa ho frequentato un corso di biologia marina tropicale organizzato nella sede del WWF Milano dall’Istituto per gli Studi sul Mare e lì ho conosciuto uno dei miei docenti, Emilio Mancuso. Emilio è un Socio dell’Istituto per gli Studi sul Mare e di Verdeacqua Onlus dal 2005, è istruttore subacqueo e membro del Comitato Tecnico-Scientifico di AiGae (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche). Ci accompagnerà in questo viaggio nel mondo sommerso, ci spiegherà cosa sono i coralli e come si comporta un turista responsabile di fronte alla barriera corallina (il reef). Gli lascio la parola!

 

Cos’è una barriera o reef

Ho sempre pensato che metter divieti senza spiegarli fosse un modo sterile per imporre le cose, che proprio perché imposte così finisce poi che non funzionano. Quindi, prima di spiegare perché è fondamentale che si sia turisti responsabili quando ci si approccia a un reef, eccovi spiegato in pochissime battute che cosa è un reef.
Dovremmo chiamarla barriera madreporica, poiché le “madrepore ermatipiche” (tra poco vi spiego cosa sono) sono gli elementi fondamentali, i mattoni costituenti di qualsiasi barriera, ma per comodità chiamiamolo reef.

Barriera corallina con squalo Foto Emilio Mancuso 4

Foto di Emilio Mancuso

Questo ecosistema meraviglioso e preziosissimo si trova distribuito in tutto il mondo tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, nelle aree geografiche in cui la temperatura minima dell’acqua mediamente non scende sotto i 20 gradi…e molto meglio se per il reef se la temperatura massima dell’acqua non supera i 28-30 gradi. Questo ecosistema può avere forme, nascita e sviluppi diversi, ma lo troverete sempre distribuito tra la superficie del mare e i primi 35-45 metri di profondità.
Tutto questo perché, vi dicevo, gli elementi fondamentali per la nascita e lo sviluppo di un reef sono le “famose” madrepore ermatipiche: bestiole parecchio affascinanti che noi ritraducendo impropriamente dall’inglese abbiamo ribattezzato “coralli duri”. Ma vediamo di fare chiarezza ancora di più!

Cosa sono i coralli

Ogni singola costruzione di coralli duri è in realtà una colonia di piccolissimi animaletti che hanno un corpo semplice a forma di sacchetto, con in cima una corona di piccoli tentacoli urticanti che circondano la bocca. Ognuno di questi piccoli animaletti si chiama polipo (da non confondersi col polpo con i tentacoli, l’octopus..l’acerrimo nemico di prezzemolo e patate che spesso trovate nei ristoranti). Durante il suo sviluppo, questo polipo si costruisce una sorta di stampino duro che gli fa da nicchia e che finisce dove iniziano gli stampini di tutti i polipi che gli stanno vicino. La colonia di polipi dura perché tutti i polipi si costruiscono il loro calcici (gli stampini), poi prende forma e dimensioni diverse a seconda della specie di madrepora che li ospita, e delle varie centinaia di migliaia di polipi che generazione dopo generazione costruiscono la colonia.

Barriera corallina Foto Emilio Mancuso 4

Foto di Emilio Mancuso

Facendo snorkeling sul reef potete vedere colonie di madrepore grandi anche diversi metri, fatte da polipi che, a seconda della specie, possono essere grandi da pochi millimetri fino a 2-3cm…fate due conti voi su quante migliaia di polipi sono serviti per costruire quella meraviglia di architettura naturale!

Pensate poi che queste colonie crescono, sempre a seconda della specie, da pochi millimetri fino a 12-15 cm al massimo IN UN ANNO…quindi, oltre a parlare di migliaia e migliaia di creaturine, parliamo anche di decine e decine, se non centinaia e centinaia, di anni di dura lotta per la sopravvivenza.
Polipo dopo polipo, colonia dopo colonia, il reef va via via crescendo con queste colonie di madrepore ermatipiche che fanno da mattoni, ma che non sono gli unici abitanti del reef.

Barriera corallina con pesci Foto Emilio Mancuso 4

Foto di Emilio Mancuso

Nel reef vivono anche tantissime madrepore non ermatipiche, coralli molli, migliaia di specie di alghe, di spugne, di invertebrati vari quali stelle, ricci, crostacei e molluschi e migliaia di specie differenti di pesci. Tutti questi esseri viventi concorrono a costruire l’ecosistema reef, l’ecosistema più biodiverso di tutto il mondo, il più ricco di forme di vita diverse. In alcuni reef sono state contati più di 400 organismi diversi per metro cubo di reef: incredibile, no?

Perché non si possono toccare i coralli

E dopo tutto questo, serve anche che vi spieghi perché è profondamente sbagliato camminare sul reef, staccare pezzi di coralli duri e altre fesserie del genere? Magari prima potevamo anche non saperlo, ma adesso sappiamo che quello che ci si para davanti alla maschera è un ambiente brulicante di vita, dove anche quella che sembra la pietra meno interessante è invece piena di vita, di una vita che fa di tutto per resistere, per andare avanti e che ha alle spalle milioni di anni di storia evolutiva.
Spesso i loro tentacoli urticanti neanche li percepiamo, ma una sola nostra mano appoggiata a una madrepora può portare alla morte di decine e decine di polipi, creando una breccia che potrebbe portare alla morte dell’intera colonia. Staccare un pezzo di quella “roccia” (che ora sappiamo che roccia non è) per portarsi a casa un inutile souvenir destinato a perdere il suo meraviglioso colore nel giro di poco tempo, e a finire impolverato su una mensola, vuol dire staccare in un attimo qualcosa come 2-3 anni di duro lavoro e lotta di quella colonia.
Non credo che a nessuno di noi turisti di questo meraviglioso mondo sommerso verrebbe mai in mente di entrare al Louvre per iniziare a scarabocchiare su dipinti che sono bene prezioso dell’intera umanità; cerchiamo di approcciarci al reef con lo stesso rispetto, lo stesso stupore e la stessa gioia che scaturisce dall’essere davanti a una meraviglia della natura che è un bene prezioso dell’intera umanità, e che ha iniziato il suo lungo processo evolutivo prima ancora della nascita della specie umana.

Insomma, guardare con gli occhi e col cuore, ma “vietato toccare”!

 

Ringrazio Emilio, che tornerà di nuovo tra un mese su questo blog per il prossimo approfondimento sul turismo responsabile.

Se volete scoprire qualcosa di più sul mare, fare un corso di biologia marina come ho fatto io, o curiosare tra le prossime attività dell’Istituto per gli Studi sul Mare, guardate il sito di Verdeacqua Onlus: organizzano anche fantastici viaggi naturalistici e corsi di fotografia subacquea!

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