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In viaggio con Auting, il car sharing tra privati

ragazza che spunta dal tettuccio di un'auto

Alcuni giorni fa ho avuto l’occasione di provare un viaggio su un’auto presa con Auting, il nuovo servizio di car sharing tra privati. Vi racconto la mia esperienza.

Che cos’è Auting

Auting è un sito che consente la condivisione di auto tra privati e senza intermediari. È basato su un concetto molto semplice: se ho una macchina ma momentaneamente non mi serve, posso scegliere di condividerla con qualcuno a cui serve, guadagnandone.
È una sorta di Airbnb delle auto, che permette ad entrambe le parti di abbattere i costi di gestione di un’auto, mettendo in contatto chi ne possiede una con chi ne ha bisogno.
Immaginate di avere una macchina che magari usate solo nel fine settimana, oppure soltanto in determinati orari. Con Auting potete e metterla a disposizione di altre persone nei momenti in cui la lascereste parcheggiata, monetizzando questi “tempi morti”. Allo stesso tempo, se non avete un’auto perché non volete sobbarcarvi i costi annuali di bollo, assicurazione e quant’altro, con Auting potrete comunque avere un’auto a disposizione vicino a casa in pochi minuti, ogni volta che ne avrete bisogno.

ragazza che apre una macchina

La Kia con cui ho viaggiato

Come funziona Auting

È un servizio sicuro: ci si registra sulla piattaforma inserendo dati quali patente, numero di telefono e indirizzo. L’iscrizione è verificata e così si vede subito qual è la persona che ci contatta.
Se si è possessori di un’auto, basta inserire I propri dati e quelli del proprio veicolo (foto, accessori, chilometri, numero di posti, ecc) poi specificare nel calendario apposito quando la si potrebbe condividere.
Se invece si cerca un’auto, dopo essersi registrati basta inserire la città, la via più vicina e le date di viaggio, così in una mappa verranno visualizzate immediatamente tutte le macchine disponibili nelle vicinanze. Auting funziona già in tutta Italia – non pensate che sia presente solo nelle grandi città. È nato da poco ma è presente anche in realtà di provincia come Modena, ad esempio.

La mia esperienza con Auting

Io l’ho provato partendo dalla città dove vivo, Milano. Ho creato un profilo sul sito, poi ho cercato un’auto disponibile vicino a casa mia e l’ho trovata a qualche centinaio di metri di distanza. L’ho prenotata scegliendo le date e gli orari di ritiro e riconsegna, specificando quanti km avrei fatto (300km). Poi ho contattato il proprietario Emanuele direttamente dal sito di Auting per accordarmi sul ritiro, e l’ho incontrato quando sono andata a prendere la macchina.
Emanuele mi ha spiegato alcuni dettagli (ad esempio sul gpl e sul tettuccio apribile), poi ha effettuato un paio di controlli utilizzando la checklist che si può stampare sul sito di Auting dopo ogni prenotazione. Questa lista serve a segnare dati importanti come i chilometri prima della partenza, il livello della benzina ed eventuali graffi o danni già presenti sul veicolo.
A quel punto ho avuto le chiavi e sono partita. Sono passata a prendere un’amica che come me aveva voglia di mare e insieme a lei sono andata in Liguria, a Cogoleto.

Aperitivo con bicchieri di vino vista mare in spiaggia a Cogoleto

Aperitivo in spiaggia

Abbiamo passato due giorni di puro relax, facendo alcune tappe gastronomiche lungo il percorso. Ad Ovada ad esempio abbiamo fatto una pausa doverosa per pranzare con la focaccia ligure – cosa che in treno non avremmo mai potuto fare.

ragazza che mangia focaccia in un vicolo

Pranzo ligure!

A Cogoleto invece abbiamo fatto un giro in paese e alla fine abbiamo comprato un po’ di pesto ligure come souvenir.

taverna enoteca con tavolini all'aperto a Cogoleto

Quanto è carina questa enoteca di Cogoleto? Il pesto lo abbiamo comprato poco più avanti, nella bottega Da Erasmo

Ci voleva proprio questa fuga da Milano!

Al momento del ritorno, purtroppo, abbiamo trovato l’autostrada chiusa a causa di un incidente, perciò abbiamo dovuto deviare nelle campagne e allungare il percorso. Dopo aver riaccompagnato a casa la mia amica e aver fatto il pieno (le auto di Auting vanno riconsegnate con il pieno fatto), sono comunque riuscita ad arrivare puntuale, all’orario previsto per la riconsegna,. Dopo essere tornato in possesso della sua macchina, Emanuele si è accorto che anziché fare 300 km ne avevo fatti 357 (a causa della deviazione in autostrada), perciò mi sono accordata con lui per il rimborso del chilometraggio non previsto. Auting prevede un compenso di 0,12 € per km aggiuntivo che non è stato registrato durante la prenotazione, così ho dato ad Emanuele poco meno di 7 euro per i 57 km che avevo fatto in più.
E pochi minuti dopo ero di nuovo a casa.

Sono stata soddisfatta del servizio, ma soprattutto ne apprezzo l’idea alla base. Sono molto a favore della sharing economy – dormo spesso in alloggi Airbnb o in Couchsurfing, uso Uber e Lyft quando mi servono passaggi in città, e sfrutto Blablacar per percorsi più lunghi.
Trovo che il servizio offerto da Auting (già attivo e molto usato all’estero) sia perfetto per inquinare meno, perché contribuisce ad immatricolare meno auto nuove sul mercato. In più, aiuta a spendere meno: scegliendo un’auto su Auting si risparmia in media il 30% in meno rispetto ai noleggi tradizionali.
Insomma, per me è promosso!

Voi che ne pensate? Cosa aspettate a provarlo?

 

Questo articolo è frutto di una collaborazione con Auting che mi ha messo a disposizione un’auto per un viaggio breve. Come sempre, le mie valutazioni sul servizio sono personali e non influenzate dalla partnership con questo marchio.

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