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Weekend ad Ascoli e dintorni: cosa vedere

Piazza del Popolo Ascoli dall'alto

Sono di ritorno da un weekend meraviglioso nelle Marche. Meraviglioso perché pieno di meraviglia, di stupore per aver scoperto un’area di questa regione che ancora non avevo visitato, ma che mi ha colpito per la sua bellezza e signorilità.
Sono partita da Ascoli, la città delle 100 torri, così chiamata per il grande numero di campanili e di torrette appartenenti ai palazzi dei Signori. È una città maestosa, che illumina per il suo splendore e per il riverbero del sole sui suoi edifici di travertino bianco.

Per sfuggire alla luce ci si può rifugiare nelle rue, le strette viuzze tipiche di Ascoli, sulle quali si affacciano stupefacenti cortili ottocenteschi, così come file di panni stesi ad asciugare, e piccole botteghe antiche. Il concetto di bottega tradizionale qui è ancora molto vivo, ed è lì che ci si rifornisce di uno dei prodotti tipici della provincia: le olive, ripiene in ogni modo, da mangiare fritte sul posto o da portare a casa come gustoso souvenir (così come ho fatto io). Passeggiando tra le vie del centro storico medievale e rinascimentale ci si imbatte in lavatoi del 1600 che sono stati usati fino al secondo dopoguerra, oppure si può passeggiare nel romantico camminamento Rua delle stelle (conosciuto come “rrete li mierghie”, dai merli delle mura). Molto elegante il chiostro di San Francesco, dove i ragazzini si ritrovano a chiacchierare nel pomeriggio. Altrettanto affascinante il quartiere intorno a via dei Soderini. E ho trovato strabiliante il grande parco fluviale tra il Tronto e il Castellano, che dovrebbe presto essere aperto alle passeggiate. Nel frattempo lo si può ammirare dall’alto, dal ponte romano di Porta Cappuccina, uno dei quattro ponti che separano il centro storico dei quartieri più nuovi e residenziali di Ascoli.

Ponte di Porta Cappuccina Ascoli

Gli appassionati di cultura troveranno pane per i loro denti nella Galleria di arte contemporanea che ospita le opere di artisti futuristi come il locale Licini, dal quale prende il nome, oppure nella Pinacoteca. Ascoli è una città dalla forte impronta religiosa e tuttora ci sono più di 20 chiese visitabili, ma ho trovato estremamente divertente che proprio in questa città si trovi la statua dedicata ad un eretico, Cecco d’Ascoli, immortalato mentre punta il dito contro i preti colpevoli del suo assassinio.

Ascoli è molto conviviale ed è molto viva la sera. In Rua di Corfinio le signore si mettono a chiacchierare sulle sedie fuori dalla porta, mentre nelle piazze i piccoli localini pieni di gente ti invitano a rallentare il tuo ritmo di vita e a sederti a gustare un buon aperitivo al tramonto.

Nell’imponente Piazza del Popolo si trova un bar storico che sembra uscito direttamente da un film di Wes Anderson: il Caffè Meletti. È un edificio liberty del 1907 che rappresenta un punto d’incontro tipico per gli ascolani.

Caffè meletti ascoli

Qui ho potuto gustare, oltre alle immancabili olive fritte (per me in chiave vegetariana), altri ottimi piatti a base di prodotti locali e stagionali, cucinati dallo chef Roberto di Sante. Accompagnati da una bibita prodotta ad Ascoli: la Spuma Paoletti, quella dall’etichetta vintage che sicuramente avrete già visto in giro anche voi.

Offida merletti a tombolo

Dopo il pranzo è immancabile un sorso di Anisetta Meletti, un digestivo all’anice prodotto proprio qui.

Un altro posto che vi consiglio di provare ad Ascoli si chiama Ozio: qui potete assaggiare la tipica focaccia ascolana chiamata cacciannanze, in varie versioni.
Se volete portarvene a casa un pezzo come souvenir, il giorno della partenza andate al Forno Piconi in via dei Bonaparte 4. Ci arriverete facilmente se di mattina seguirete l’odore della focaccia appena sfornata, come ho fatto io.
Per smaltire queste prelibatezze avete varie alternative: la più facile e la camminata lungo la scalinata che porta all’Annunziata, il parco di Ascoli, dal quale si ha una splendida vista sulla valle. Una volta arrivati al parco, proseguendo più in su si arriva alla Fortezza. Quando l’ho visitata io l’ho trovata ricoperta di erba alta, ma spero e suppongo che in vista dell’estate la rendano più agibile, perché è veramente una chicca. Chi ama fare trekking con una passeggiata tranquilla di 45 minuti circa può raggiungere Colle San Marco, perfetto per una sosta picnic o per visitare l’omonimo eremo.
Come avrete intuito, visitare Ascoli in un giorno è riduttivo. Se decidete di fermarvi a dormire per una o più notti vi posso consigliare gli hotel dove sono stata io.
La prima notte l’ho passata all’albergo Sant’Emidio, un elegante hotel del 18º secolo ospitato in un edificio in pietra nel centro storico medievale, a cinque minuti a piedi da Piazza del popolo, la piazza centrale della città. Le camere hanno pareti affrescate. Vi consiglio in particolare la stanza numero 103, che ha un ampio balcone.

Albergo Sant Emidio Ascoli

La seconda notte ho dormito invece all’Hotel Palazzo Guiderocchi, una residenza del 16º secolo che ha un chiostro interno e si trova nel centro storico. Le camere sono molto ampie e raffinate, arredate in stile classico.

Palazzo guiderocchi Ascoli

Palazzo guiderocchi ascoli interno

Cosa vedere vicino ad Ascoli: itinerario marchigiano tra Castel Trosino, Ripatransone, Offida e Castel di Lama

In pochi minuti di macchina da Ascoli si raggiunge Castel Trosino, uno stupendo borgo medievale arroccato su una rupe. Un arco a tutto sesto dà il benvenuto nella parte più antica del borgo, dove le abitazioni sono curatissime e realizzate utilizzando la pietra locale. La chiesa si affaccia su una piccola piazzetta. Le poche case intorno sono abitate da una manciata di famiglie che qui possono godere di un bene inestimabile: il silenzio.

CastelTrosino
Lungo la strada per Castel Trosino potete fermarvi a mangiare all’agriturismo Le Sorgenti.
Un po’ più distante si trova Ripatransone, uno splendido borgo chiamato “belvedere del Piceno” per la sua posizione panoramica. Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, è famoso perché ospita il vicolo più stretto del nostro Paese – una viuzza larga solo 43 cm, dove ci si passa a malapena.
Il resto del centro storico è un susseguirsi di edifici di epoca medievale, rinascimentale e barocca, dove ogni finestra è adornata da fiori colorati e curata in ogni dettaglio. Tutto il borgo sembra uscito da una cartolina da tanto è pulito, restaurato ed affascinante. Un perfetto ritratto della vita italiana di paese.

Ripatransone
Sulla via per Ripatransone fermatevi al ristorante Lu Iervasciò per una pausa di gusto nel segno della tradizione.
E lungo la strada, se volete davvero ammirare un posto insolito, cercate le indicazioni per il Museo della Barbie. Si trova all’interno dell’agriturismo I Due Cipressi e ospita una collezione privata familiare con più di 700 Barbie.
Rientrando ad Ascoli da Ripatransone si passa per Offida, il paese noto per la tradizione del merletto a tombolo. Passeggiando per le sue vie vedrete anziane signore sedute sull’uscio delle loro botteghe, intente a creare merletti. Fermatevi a chiacchierare con loro per farvi spiegare questa tradizione antica: le farete felici.

Offida merletti a tombolo
Il centro di Offida è molto piccolo e lo si visita tranquillamente a piedi. Ho trovato magnifica la piazza davanti alla Collegiata.

Piazza Collegiata Offida

Vale una visita anche il Teatro del serpente aureo, un minuscolo ma prezioso teatrino di 300 posti, tuttora in uso, che vi auguro di trovare aperto. Da non perdere a Offida anche una visita alla chiesa di Santa Maria della Rocca, dal profilo decisamente unico. Si trova in cima a un dirupo e si affaccia su due vallate, è in stile gotico ed è collocata in modo molto curioso: la facciata per la quale è nota, cioè quella da cui si accede dal paese, è in realtà il retro della chiesa.

Chiesa Santa Maria della Rocca a Offida
Per una pausa golosa vi consiglio l’aperitivo da Vistrò, dove servono solo vini locali e biologici, oltre alle bibite locali Paoletti di Ascoli, e all’Anisetta Rosati. È aperto anche per pranzo e cena e offre il meglio in quanto a vini del territorio. È aperto sette giorni su sette in estate, e nel weekend in inverno. Qui potrete assaggiare olive fritte, formaggi, e altri prodotti a km zero come i funghetti offidani, dolcetti secchi tipici al gusto di anice. I gestori sono giovani, propositivi e veri esperti del territorio: approfittatene per due chiacchiere tra un bicchiere e l’altro.
Ad Offida si tengono svariate iniziative tutto l’anno: dalla Mangialonga, la camminata gastronomica tra le vigne in estate (23 luglio) alle celebrazioni del Carnevale storico, che coinvolgono centinaia di persone divise in congreghe. Qui la festa del Carnevale è molto sentita e partecipata ed è avvolta da un senso di ritualità e al tempo stesso euforia. In questa occasione si tengono sfilate in maschera, veglioni, la processione dei ceri (“i vlurd”) e la corsa del bove finto (“lu buv fint”). Quest’ultima richiama molto l’encierro e la corrida spagnola, ma in questo caso il toro è finto, costituito da un’intelaiatura sorretta da alcuni uomini. Una bella dimostrazione di come le tradizioni si possano portare avanti con successo nei secoli anche senza coinvolgere gli animali. E una ragione in più per visitare Offida!

L’ultima tappa del mio itinerario nelle Marche è il Borgo Seghetti Panichi a Castel di Lama. Questo piccolo complesso di origine medievale era una fortificazione militare di avvistamento e comprende una villa padronale settecentesca e edifici circostanti risalenti a varie epoche. Racchiude un incredibile giardino ideato dal paesaggista e giardiniere Winter, che nel 1800 riprogettò l’area sfruttando il microclima mite e introducendo così piante delicate ed esotiche. Questo giardino paesaggistico oggi include alberi come il Gingko Biloba e il Prunus Japonicus, ospita un ponticello di rami di glicine e un tunnel di alloro. È un giardino storico sempre diverso e sempre attrattivo in ogni stagione. In più è stato certificato giardino bioenergetico, cioè terapeutico e capace di apportare benefici all’organismo umano grazie alle proprietà benefiche delle sue piante e della loro collocazione.

Giardino del borgo Seghetti Panich
Il giardino è aperto tutto l’anno su prenotazione. Chissà, se lo visiterete magari vi imbatterete in alcuni degli animali che ci vivono, come scoiattoli, istrici, cerbiatti. Oppure potrete godere del resto del borgo: ci sono 12 camere (suite e appartamenti), piscina, uliveto e ristorante. Perfetto per chiudere in bellezza questo weekend in provincia di Ascoli.

Il mio itinerario è frutto del mio tour con MarcheExpress, un progetto promosso da Regione Marche, P.F. Turismo e Valorizzazione Territorio e ConfCommercio Marche. Come sempre, le mie opinioni sono personali.

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