Search for content, post, videos

Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise: escursioni tra orsi e cervi

La Faggeta del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Avete mai trascorso un po’ di tempo nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise? Qualche settimana fa ho avuto l’occasione di passare un paio di giorni con gli amici tra i meravigliosi boschi del parco: il miglior modo che conosco per ritrovare energia e linfa vitale. 

Cervo avvistato nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Cervo femmina avvistata nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise [foto di Misa Urbano]

Trekking nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: a chi affidarsi

Per approfittare a pieno della meravigliosa ricchezza del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise abbiamo scelto di affidarci alle guide della Società Cooperativa La Camosciara, partecipando ad una delle loro tante proposte per gli escursionisti. Abbiamo scelto Tracce d’Orso, andando quindi alla scoperta dei sentieri abitualmente percorsi dagli orsi marsicani che vivono nel parco, sperando di incontrarne qualcuno. Quando si tratta di avvistare gli animali selvatici nulla è mai certo; il bello è proprio quello, il poter essere sorpresi in ogni istante da un incontro magico. Non abbiamo visto alcun orso ma sono abbastanza sicura che qualche esemplare abbia visto noi, avendo trovato le sue impronte sul nostro cammino. In compenso abbiamo passeggiato tra cavalli e simpatici muli al pascolo, ci siamo immersi in una faggeta che sembrava incantata e osservato da lontano e da vicino cervi, cerbiatti e caprioli.

Capriolo nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Capriolo a spasso nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise [foto di Misa Urbano]

Perché un’escursione con la guida?

Avremmo potuto camminare in autonomia, semplicemente seguendo i sentieri segnalati sulle mappe del parco e lungo il percorso? Sì. Sarebbe stato altrettanto interessante e istruttivo? No. Affidarci a Sandra, la nostra guida all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, è stata una scelta azzeccata; gentile e simpatica, era preparatissima e ci ha spiegato ogni cosa. Sandra ci ha illustrato il percorso che avremmo fatto e il perché, poi ci ha descritto le abitudini degli animali e tante piccole curiosità storiche che hanno arricchito le nostre giornate nel parco.

Impronta di orso nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Sandra ci mostra la grossa impronta di un orso marsicano [foto di Misa Urbano]

L’esperienza di una guida certificata inoltre è fondamentale per scegliere il percorso migliore anche in base alle condizioni meteo che in montagna, come sapete, cambiano davvero rapidamente. Sandra ci ha mostrato le impronte degli animali che abbiamo incontrato durante il cammino e grazie a lei abbiamo anche imparato a riconoscere gli escrementi degli animali, per poter quindi individuare il passaggio di un lupo o quello di una volpe. Vi ricordate quando vi raccontavo del social network della savana? La storia non cambia.

Cavallo al pascolo nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Coccole ai cavalli nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise [foto di Misa Urbano]

Escursione nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise: il percorso

Il programma di Tracce d’Orso prevedeva un’escursione più breve nel pomeriggio di sabato e una giornata intera di trekking la domenica. Siamo così arrivati dopo pranzo a Civitella Alfedena, la nostra base per il week end. Sistemati gli zaini nell’accogliente Hotel Casa Civitella abbiamo incontrato Sandra e siamo partiti per la nostra prima camminata nei dintorni del paese, salendo sul Colle Babajone e percorrendo una piccola parte dell’antico Tratturo.

Panorama dal Colle Babajone nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

La vista dal Colle Babajone su Civitella Alfedena e Borrea [foto di Misa Urbano]

Rientrati in hotel al tramonto in tempo per una doccia, ci siamo poi ritrovati tutti a tavola, ospiti del ristorante Il Guado della Valle, dove ci aspettava una cenetta deliziosa a base di prodotti locali. Non dimenticate di provare la ricotta, è favolosa! A letto presto poi e sveglia all’alba: la colazione dell’hotel ci ha permesso di affrontare la giornata con il massimo dello sprint grazie alle torte fatte in casa che abbiamo trovato ad aspettarci alle 5.00 del mattino. Alle 6.00 eravamo già in marcia dopo aver lasciate le auto nei dintorni della piccola cittadina di Barrea. Abbiamo preso i sentieri K6, K4 e K5 e percorso 14 km in totale, con un dislivello di 800 metri, prima di tornare indietro per il Monte Serrone. Ci siamo appostati nei pressi del Lago Vivo e poi affacciati su Vallelunga (a quasi 2000 metri slm) per osservare i cervi al pascolo.

Il sentiero K4 nella faggeta del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

I percorsi sono indicati con segali bianchi e rossi [foto di Misa Urbano]

La parte più bella del trekking è stata la Valle dell’Inferno (il nome non è invitante ma il posto è meraviglioso), un percorso all’interno della faggeta dove abbiamo osservato i licheni e la polmonaria, la cui presenza è sintomo della purezza del bosco e dell’aria, scovato le tane dei lupi e ammirato i veri re del bosco, alberi centenari che dominano il paesaggio.

La Polmonaria sui faggi del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

La Polmonaria è simbolo della purezza della faggeta [foto di Misa Urbano]

Conoscere gli animali del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise: le curiosità

Come ho scritto, credo sia fondamentale affidarsi ad una guida esperta non solo per una questione di sicurezza ma soprattutto per riuscire ad apprezzare al meglio ciò che si vede, imparando cose davvero interessanti sulla flora e la fauna del parco.

Gli orsi marsicani: le mamme partoriscono nel sonno

Parliamo degli orsi marsicani. Li immaginiamo così teneri e carini da cuccioli, vero? Beh, in realtà nascono quando la mamma è in letargo, dopo ben 12 mesi di gravidanza… e dopo tanta fatica sapete come sono? Pesano appena tra i 200 e i 500 grammi e non hanno neanche un pelo. Altro che cuccioli teneri, sono proprio brutti! Appena nati poi si attaccano alla mammella dell’orsa e in un paio di mesi acquistano peso e peli. Quando in primavera la mamma si sveglia dal letargo i cuccioli sono ormai quelle palline di pelo tenere che tutti immaginiamo. Chissà… forse mamma orsa partorisce nel sonno per non vedere i suoi figli nella loro fase peggiore!

Curiosità sui cervi

Ci sono alcune informazioni molto interessanti anche sui cervi: la prima, che vi prego di non dimenticare mai, è che le femmine lasciano i loro piccoli nascosti nell’erba alta per andare a mangiare nei dintorni quindi, se vi capitasse di trovare un cerbiatto tutto solo, non toccatelo e non avvicinatevi! Pensando di aiutarlo lo condannereste a morte perché la mamma sentirebbe il vostro odore su di lui e non tornerebbe più a prenderlo. L’altra cosa davvero curiosa è che i cervi maschi, nonostante quanto si pensi, non hanno le corna sulla testa ma il palco, fatto esclusivamente di osso; ogni ramo può arrivare a pesare fino a 20 kg! Questo significa che un cervo adulto si porta sulla testa anche 40 kg di peso… riuscite ad immaginare che forza nel collo può avere? I maschi inoltre perdono il loro palco ogni anno, tra gennaio e febbraio, e quando rispunta (ci vogliono un paio di mesi) ha una punta in più: questo significa che si può capire l’età di un cervo contando le punte del suo palco.

Cervo al pascolo nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Un cervo di 4 anni al pascolo nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise [foto di Misa Urbano]

A cosa serve il palco dei cervi?

Ad ottobre, durante la stagione degli amori, il palco serve ai maschi per attrarre le femmine e per combattere contro gli altri pretendenti, mentre in inverno diventa un peso inutile che con la scarsità di cibo faticherebbero troppo a sopportare. Per questo i maschi perdono il palco nei mesi più freddi dell’anno (e per liberarsene in fretta si strofinano contro gli alberi) ed è possibile trovare i due rami per terra.  I cervi sono abbastanza socievoli con l’uomo: pensate che sulla via del ritorno, dopo aver ripreso le auto per tornare a Civitella Alfedena, abbiamo incontrato un cervo che pascolava sereno con il suo bel palco in un’aiuola di Barrea, per nulla infastidito dal trambusto degli umani intorno a lui.

cervo al pascolo nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Cervo al pascolo nei giardini di Borrea [foto di Misa Urbano]

Consigli per un’avventura nel Parco

Per partecipare a escursioni come quella a cui ho preso parte con i miei amici non potete fare a meno di:

  • abbigliamento comodo e caldo (e una maglietta di ricambio)
  • scarponcini da trekking
  • mantella per la pioggia
  • borraccia
  • occhiali da sole e crema protettiva
  • zaino (almeno 25L)
  • binocolo
  • macchina fotografica

Ogni passo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise  è stata un’emozione nuova e se l’esperienza è stata così intensa lo devo tanto alla meravigliosa natura della zona quanto alla grande passione e competenza della nostra guida. Abbiamo un ambiente favoloso intorno a noi, conoscerlo meglio significa imparare a rispettarlo davvero in ogni sua sorprendente sfumatura.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
La sala del ristorante Concept 45 all'Hilton Milan
Concept 45, viaggio gastronomico nel Nord Italia all’Hilton Milan

A Milano gli hotel offrono molto di più di una semplice camera da letto dove trascorrere la notte. Spesso ospitano...

Chiudi