Search for content, post, videos

Alla scoperta del Parco Nazionale dell’Aspromonte

Dolomiti del sud_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it

Se dovessi descrivere con un colore il Parco Nazionale Aspromonte direi certamente giallo. Quella tonalità di giallo-dorato delle ginestre, che tanto caratterizzano questa zona e che spargono nell’aria un profumo delizioso pervadendo ogni angolo.
Non mi meraviglia infatti che questa pianta affondi le sue radici anche nei terreni più inospitali, calcarei e rocciosi. Nasce fiera su pendii e dirupi dipingendo il paesaggio circostante con le sfumature dei suoi fiori tanto delicati quanto forti.

Panorama ginestre_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it
Ho trascorso 4 giorni itineranti alla scoperta dell’Aspromonte, dei sui borghi, della sua storia, delle sue tradizioni e della sua biodiversità. Devo dire che sono stati giorni intensi e che mi hanno regalato emozioni straordinarie, soprattutto per la genuinità del popolo che lo abita e per la sua ospitalità diffusa.
Il parco è uno dei più grandi della Calabria, insieme a quello della Sila e del Pollino, rappresenta un polmone verde dove scoprire e apprezzare le meraviglie della natura incontaminata. Qui sono stati individuati 6 siti unici nel loro genere per flora e fauna. È possibile infatti trovare boschi di leccio, di pino calabro, di faggete e di rovere dove convivono differenti specie animali. Dalla lepre al lupo, dal capriolo reintrodotto da poco al gufo, dall’aquila alla salamandra.

 

Diga del Menta_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it

Nel Parco Nazionale Aspromonte si possono praticare escursionismo, torrentismo, arrampicata, bird watching, sci di fondo, mountain bike e canoa. Io ho sperimentato solo 3 di queste attività, un percorso in bike lungo la Diga del Menta, che ha lo scopo di fornire acqua potabile alla popolazione dei comuni dello stretto, poi il trekking lungo le diverse zone montuose e l’osservazione dei cieli per scrutare qualche aquila all’orizzonte.

 

mountain bike_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it

A Cucullaro sorge l’Osservatorio della Biodiversità. L’ente Parco ha ricreato un habitat perfetto per la riproduzione della rana Ululone. Un anfibio dal ventre giallo che deve il suo nome al canto che emette durante il periodo riproduttivo. Inoltre, qui sono state installate delle reti foschia per catturare uccelli passeriformi da monitorare attraverso la pratica dell’inanellamento. La fortuna ha voluto che un Merlo cadesse nella rete e che io potessi ammirare e fotografare il lavoro paziente dell’ornitologa.

 

Inanellamento Merlo_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it

Nella località Rocce degli Smaledetti a Platí, oltre ad osservare l’orizzonte e il panorama splendido, velato da una leggera foschia che lasciava intravedere il mare, grazie al binocolo della guida esperta Giuseppe ho osservato il cielo alla ricerca di rapaci. In questa zona infatti nidificano aquile, biancone, lanario e poiane. Gli amanti del birdwatching non possono non visitare queste rocce: perderebbero l’occasione di osservare splendidi esemplari.

Bird watching_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it

 

Le Dolomiti sono un complesso montuoso delle Alpi orientali e quindi non mi sarei mai aspettata di trovarmi ad ammirare tre cime maestose nel paese di Canola Nuova. Queste fanno parte del complesso Monte Murolo ed hanno la stessa caratteristica delle Dolomiti, perciò sono state ribattezzate Dolomiti del Sud. Hanno una formazione geologica e una volta all’anno diventato il palcoscenico per l’arrampicata del reparto alpino e dei vigili del fuoco.
Natile Nuova è invece il luogo di ritrovo per gli escursionisti. Da qui si parte per arrivare a Pietra Cappa e visitare il monolite più grande d’Europa. Una zona contraddistinta da insediamenti rupestri con grotte e anfratti.

Pietra Cappa_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it
Ma le tre cittadine che hanno preso un posto speciale nel mio cuore sono Gerace, Bova e Gallicianò. Centri in cui si parla ancora una forma di greco antico a cui la gente è particolarmente affezionata e ne trae le radici della loro evoluzione.
La prima è la città delle 100 campane. Sorgono in questo paese 100 chiese, palazzi d’epoca e botteghe scavate direttamente nella roccia che rendono questo nucleo urbano ricco di storia e fascino.

 

Castello di Gerace_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it
La seconda è il centro che ha dato i natali alla pratica dell’Ospitalità Diffusa. Viene coniato il termine “in una casa e quattro bicchieri di vino” nel 1994 grazie a Isabella Pratese, Direttore Conservazione WWF Italia.
A Bova non vi erano strutture ricettive e il viaggiatore doveva contare solo sull’ospitalità degli abitanti. La gente del sud non ha mai avuto problemi con l’accoglienza perché “dove si mangia in 5 si può mangiare anche 10”. È stato cosi spontaneo aprire le porte delle case allo straniero che oggi Bova conta numerosi B&B e altrettanti visitatori.

 

Panorama Bova_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it
La terza è un borgo abitato da 30 persone che vivono di pastorizia e tradizioni. Un villaggio in pietra dove il tempo sembra essersi fermato e l’amore per la Grecia si rispecchia su ogni ciottolo.
A Gallicianò vi è una splendida chiesetta ortodossa, adornata da luminose iconografie dove ancora si celebra messa. Quando andrete a visitarla non dimenticatevi di suonare la campana al vostro ingresso, è di buon augurio!

Gallicianò Chiesa Ortodossa_Parco_Aspromonte_www.fraintesa.it

 

Luana Caprino

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
Borgobrufa SPA Resort
Una fuga in Umbria nel Borgobrufa Spa Resort

Un piccolo borgo, i tipici casolari umbri e verde a perdita d'occhio sono quanto aspetta il visitatore in cerca di relax...

Chiudi