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Summer of Love. Lo spirito di San Francisco

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Sono andata a San Francisco con un sacco di stupidi pregiudizi nei confronti degli Stati Uniti, e quando sono ripartita da là per tornare in Italia mi sono ritrovata a piangere in aeroporto. Ora cercherò di spiegarvi cos’è che mi ha conquistata di questa città.

Il tema del mio viaggio era la Summer of Love, la famosa estate del 1967 che vide convergere più di 100.000 persone nel quartiere di Haight-Ashbury a San Francisco in nome della filosofia happy. Nel mio itinerario ho seguito le tracce del 50º anniversario di questo evento e sono arrivata a intuire che questa filosofia permei tuttora la città.

La Summer of Love di San Francisco del 1967

Facciamo un passo indietro: cerchiamo di capire esattamente che cosa fu questa Summer of Love e che cosa rappresentò per la società americana e non solo.
Il movimento hippie degli anni 60 si rifaceva agli autori della Beat Generation, di base a San Francisco. I suoi esponenti credevano nei valori della condivisione e della comunità, nella pace e nella fratellanza e rifuggivano il materialismo del dopoguerra. Molti si opponevano apertamente alla guerra del Vietnam. Un senso di libertà, di ribellione pacifica e di rispetto nei confronti del prossimo era condiviso da tutti.
Nel gennaio 1967 si tenne l’evento precursore della Summer of Love, lo Human Be-In, al Golden Gate Park di San Francisco. Questa celebrazione, segnalata dal giornale hippie di Haight-Ashbury, il San Francisco Oracle, invitava le persone a riunirsi per fare una rivoluzione pacifica basata su valori quale amore, unità, compassione e consapevolezza. 30.000 persone raccolsero l’invito e parteciparono all’evento; nei mesi successivi sempre più persone iniziarono a raggiungere il quartiere di Haight-Ashbury e a prenderlo come punto di riferimento per questo movimento sociale. Nella primavera del ’67 si formò il Consiglio della Summer of Love, una rappresentanza di residenti del quartiere il cui compito era gestire il flusso di persone previste per l’estate.
Nello stesso periodo il cantante Scott McKenzie pubblicò il brano “San Francisco (be sure to wear some flowers in your hair)“, diventato presto un simbolo per i figli dei fiori.

 

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Uno dei murales ad Haight-Ashbury

Nei mesi che culminarono con l’estate del ’67 (la Summer of Love) più di 100.000 persone da tutta l’America si riversarono nel quartiere di Haight-Ashbury e nelle strade di San Francisco per unirsi a questo movimento e di rivoluzione pacifica. L’evento ebbe un impatto radicale sulla cultura, sulla musica e sulla moda e divenne un simbolo di protesta pacifica.

Nell’ottobre dello stesso anno, quando i flussi si erano affievoliti e l’uso di droghe iniziava ad ampliarsi senza controllo, fu decretata la fine della Summer of Love.

San Francisco nel 50º anniversario della Summer of Love

Nel 2017 si celebrano i cinquant’anni dalla Summer of Love, e proprio per questa occasione speciale ho fatto questo viaggio a San Francisco. Piena di pregiudizi, come vi dicevo, sono partita da Milano per gli Stati Uniti. Il viaggio è andato via tranquillamente (ero serena anche perché coperta dalla mia assicurazione con Europ Assistance): dopo uno scalo a Düsseldorf ho preso un volo AirBerlin con destinazione San Francisco. Il volo è stato tranquillo, mi sono guardata un paio di film (il più bello? Hidden Figures – Il diritto di contare) e mi sono gustata i miei pasti vegetariani (che sono da richiedere telefonicamente almeno 48 ore prima di partire – dettaglio da non dimenticare).

Una volta giunta in città ho deciso di rispettare la tradizione (o meglio la canzone di Scott McKenzie) e di passare le mie giornate indossando abiti dal mood hippie firmati Ottod’Ame, e camminando sempre con una coroncina di fiori tra i capelli. È stato molto divertente vedere le persone fermarsi per sorridermi o complimentarsi per la scelta. Alcuni cinesi a Chinatown hanno anche voluto fare una foto insieme a me e alle altre blogger che viaggiavano con me!
Tutta la città di San Francisco quest’anno è coinvolta nelle celebrazioni di questo anniversario. Ci sono murales a tema ad Haight-Ashbury, vetrine dedicate alla Summer of Love, eventi ed attività ideati per l’occasione.

San Francisco Love tour pulmino anni 60 davanti al Golden Gate

Eccomi nel pulmino anni 60 del San Francisco Love tour. Abito: ottod’ame.

Io ho fatto un tour della città sul classico pulmino hippie Volkswagen degli anni ’60, che mi ha portata su e giù per le colline di San Francisco. Un giro con San Francisco Love Tours è un’esperienza da fare assolutamente: attraversa tutti i luoghi più caratteristici della città, dal Golden Gate Bridge al Dolores park, da Chinatown a Presidio, mentre la guida racconta la storia dei quartieri e gli aneddoti della Summer of Love.

Il tour costa 48$ a testa, dura due ore ed avviene proprio nel classico pulmino variopinto con le tendine di perline e i sedili colorati. Perfetto per sentirsi hippie almeno una volta nella vita.
Un altro evento a tema è la mostra The Summer of Love Experience, ospitata nel de Young Museum nel Golden Gate Park. Nel percorso espositivo si susseguono abiti da epoca, poster colorati, fotografie, gadget, manifesti e memorabilia della Summer of Love.

Mostra The summer of Love Experience al de Young Museum a San Francisco

L’ingresso della mostra

Una delle ultime sale rappresenta un tuffo nell’epoca dei concerti hippie: immagini psichedeliche si riflettono sulle pareti mentre le canzoni degli anni ’60 sono sparate a tutto volume e ci si rilassa su i pouff sparsi sul pavimento, sognando di essere a un concerto di Janis Joplin.

Mostra The summer of Love Experience al de Young Museum a San Francisco

io, Manuela ed Elisa tra i memorabilia

Camminando tra le sale ho incontrato alcune donne che avevano partecipato alla Summer of Love quando erano giovani, che guardavano con nostalgia i reperti esposti e che mi sorridevano con commozione per il mio outfit a tema. Decisamente emozionante.

Mostra The summer of Love Experience al de Young Museum a San Francisco

Abiti hippie per tutti!

La mostra è aperta fino al 20 agosto 2017 e costa 25$. Ve la consiglio se non sapete nulla della Summer of Love e volete capirne meglio qual era l’atmosfera, soprattutto se siete troppo giovani per averla vissuta!

E anche se sonno passati cinquant’anni, mi è sembrato di rivedere degli abitanti di San Francisco lo stesso spirito di condivisione, libertà e ribellione pacifica che caratterizzarono il movimento hippie negli anni 60. Non credo sia un caso che proprio San Francisco sia la patria della sharing economy, modello basato sulla condivisione e sul libero accesso. Uber e Airbnb sono nati qui: io stessa nel mio viaggio ho dormito in un alloggio Airbnb, ho fatto un’esperienza di visita con le nuove Airbnb Experience e mi sono spostata esclusivamente con i passaggi offerti da Uber e Lyft.
Si percepisce quel senso di rivoluzione pacifica che fa sì che oggi, in una città come San Francisco, ci siano pochi McDonalds, rispetto a tante altre città statunitensi. Perché i residenti credono nell’identità della città e sanno protestare (pacificamente) quando non vogliono una nuova apertura della catena.

Nell’aria c’è un senso di condivisione, di libertà, di fiducia. E, non si sente l’ossessione per la proprietà che invece vedo così radicata in Italia. Chi ha una macchina la usa per dare passaggi a sconosciuti. E chi ha una casa la sfrutta per ospitare i turisti. Fidandosi del prossimo.
Ho avuto a che fare con persone estremamente gentili – dal cameriere, al passante, all’autista – che con fare amabile mi chiedevano cosa ci facessi nella loro città e si dimostravano felici di accogliere una turista.

Abitanti di Mission a San Francisco

Due abitanti di Mission a San Francisco con cui ho chiacchierato per un po’ mentre scattavo fotografie

Nel mio ultimo giorno sono entrata in un ristorante per chiedere se avessero la Wi-Fi aperta, perché mi sarebbe servita per prenotare un passaggio con Uber e andare in aeroporto. La cameriera mi ha detto che non avevano la Wi-Fi, e a quel punto un perfetto sconosciuto che stava pranzando al bancone si è girato verso di me e mi ha detto “Ti do io la Wi-Fi con l’hotspot del mio cellulare, che problema c’è?”. E così, grazie alla sua generosità, io ho prenotato l’auto.

Questo è solo uno dei numerosi esempi che potrei citarvi per descrivere l’impressione che ho avuto io di questa città – un misto di serenità, libertà e fiducia.
Una sensazione che in Italia provo molto di rado.
Avete capito perché piangevo in aeroporto?

 

Questo articolo è frutto del mio viaggio a San Francisco, offerto dall’Ente del Turismo di San Francisco in collaborazione con Airbnb, AirBerlin e Europ Assistance. Come sempre, le opinioni sono mie e del tutto personali, e nessuno mi ha chiesto di forzarle.

1 comment

  • Beh a leggere il post mi sono commossa anche io.
    E’ stato un viaggio straordinario anche per me ed è stato veramente bello farlo con te. Non posso dire che sei stata una scoperta perché già sapevo che mi sarei trovata bene con te ma ti ho sentita vicina e questo è stato bellissimo. Lo spirito della summer of love ci ha proprio contagiate <3
    Eli

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