Search for content, post, videos

Doha, capitale del Qatar: quattro giorni tra grattacieli e cammelli

Grattacieli di Doha

Perché andare a Doha? Già, perché andare in una città che, in questo momento, è al centro di un conflitto di interessi nel mondo arabo? I motivi ci sono e vorrei elencarveli qui

Doha e il suo skyline avveniristico

Grattacieli di Doha

Grattacieli di Doha

Non credo di aver mai visto, nella mia vita, uno skyline altrettanto impressionante. Non si nota di giorno, quando l’afa e i colori del deserto sfumano ogni cosa: è a partire dal tramonto che, grazie alle luci dai colori vellutati, se ne può ammirare la forma.

A costruire Doha hanno contribuito architetti provenienti da tutto il mondo e, immaginando il capitale investito (il Qatar è il paese con il PIL più alto sulla faccia della Terra), si può capire da dove sia uscita la sfilza di palazzi dalle dimensioni e dalla struttura quasi improbabili.

Che siano bombati, color salmone o a punta, hanno tutti una cosa in comune: sono pulitissimi! Mai viste vetrate così linde, soprattutto se si considerano le varie tempeste di sabbia che affliggono spesso la città.

I dhow di Doha (non è un gioco di parole)

Doha: due barche tipiche e i grattacieli di giorno

Due dhow e, sullo sfondo, lo skyline di Doha

Se camminate sul lungomare di Doha, noterete delle imbarcazioni piuttosto kitsch: si tratta dei dhow, acchiappa-turisti da non snobbare. È vero che le lucine intermittenti che le decorano lasciano un po’ a desiderare ma si tratta delle tipiche barche con cui una volta i qatarioti andavano a caccia di perle.

Con una spesa esigua (avete da contrattare, com’è d’uso in tutti i paesi arabi), potete fare un giro del golfo al tramonto e osservare lo skyline più da vicino. Il mare, a Doha, è poco più di una pozza, nonostante i suoi colori siano invitanti. Il miglior modo di goderne è proprio salire a bordo di un dhow e di assaporare l’atmosfera mediorientale data da questo mix di kitsch, tradizionale, pacchiano e storico, che solo nei paesi del Golfo.

Il Museo di Arte Islamica

The Museum of Islamic Art di Doha e grattacieli sullo sfondo

The Museum of Islamic Art

Non tutti sono appassionati di arte ma entrare qui è doveroso: si tratta di un capolavoro di architettura, tutto vetrate e scalinate. Farete un salto nella storia grazie a centinaia di cimeli provenienti da tutto il mondo arabo, se per mondo arabo si intendono anche i paesi, come l’Italia, che hanno subito il suo influsso.

Tappeti persiani, sciabole, vasi preziosi di ogni epoca e oggetti astronomici si lasciano osservare quieti in questo paradiso dell’aria condizionata. Sappiate infatti che a Doha le temperature sono proibitive: se andate nello stesso periodo in cui ci sono stata io (aprile), è impossibile che stiate molto tempo in giro durante il giorno.

Vi conviene fermarvi in un caffè, fare un tuffo da qualche parte o entrare appunto al museo. Un modo perfetto per far penetrare un po’ di cultura nelle vostre vite lasciandovi coccolare dal fresco benedetto.

I guardiani indossano tutti l’abito tradizionale e chi ama la cultura non può non sentire il richiamo di questa grandiosa quanto bistrattata cultura.

Il suq di Doha

Colori e movimenti notturni nel suq di Doha

Il suq di Doha

Ecco, questa è la vera attrazione della città: immergetevi nel suq (rigorosamente di sera!) e vi ritroverete circondati da animali, prodotti cinesi (purtroppo), vesti tradizionali, uomini e donne coperti da capo a piedi, uomini e donne all’occidentale, profumi di narghilè e hummus, maghi improvvisati e muezzin. Tutto questo è il suq.

photo credit: Rüdiger Stehn Ägypten 1999 (677) Kairo: Chan el-Chalili via photopin (license)

Il deserto

Forse non ha il fascino del Sahara ma il deserto qatariota merita almeno una gita su 4 x 4 o sul dorso di un cammello. Io ho preferito la prima opzione ma vi do una dritta: chiedete al vostro hotel o incapperete in qualche matto.

Mi credete se vi dico che ho volato sulle dune? Il mio autista, abilissimo pilota, mi ha fatto vivere un’esperienza unica, portandomi al confine con l’Arabia Saudita, e la giornata si è conclusa con una cena in mezzo al meraviglioso nulla. Non dite che è una cosa per turisti da quattro soldi: tutto si può dire del Qatar tranne che sia un paese turistico, sebbene non manchino uomini d’affari, famiglie e persone di passaggio, dirette magari in Australia. L’aeroporto di Doha è infatti uno snodo fondamentale per il traffico aereo.

E poi…

Visitate un centro commerciale a caso. Si tratta di complessi avveniristici, che ben sintetizzano la cultura locale: da una parte, vedrete negozi di alto livello; dall’altra, persone che pregano (in ogni “mall” c’è una piccola moschea).

A questo proposito, vi suggerisco il Villagio mall. Una volta finito il giro tra piste di ghiaccio, luna park e macchinoni, andate al parco di fronte: si chiama Aspire Zone ed è un parco splendidamente artificiale. Avete capito bene: pratino all’inglese, laghetti idilliaci, famiglie che fanno picnic all’aperto.

Ma Doha è così: autenticamente finta o fintamente vera. Vedete voi che etichetta volete appiccicare sulla città. Io l’ho goduta in pieno e credo che sia necessario, prima di parlare, che si superino tutti i pregiudizi che ci portiamo dietro. Perché anche costruire in grande e imitare il mondo occidentale, ripudiandolo allo stesso tempo, hanno dei loro perché. Tutti da studiare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
Daintree Rainforest
Daintree Rainforest e Cape Tribulation: escursione nel nord tropicale del Queensland

Una delle escursioni più particolari che si possono fare da Cairns conduce nel nord tropicale del Queensland, a Cape Tribulation...

Chiudi