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Daintree Rainforest e Cape Tribulation: escursione nel nord tropicale del Queensland

Daintree Rainforest

Una delle escursioni più particolari che si possono fare da Cairns conduce nel nord tropicale del Queensland, a Cape Tribulation e nella foresta pluviale di Daintree. Ci sembra un’ottima occasione per vedere ambienti diversi, così prenotiamo un tour giornaliero con Down Under Tours. Ci mettiamo in strada di prima mattina verso le spiagge del nord, attraversando Cairns, Palm Cove e poi distese di campi di canna di zucchero.

Autobus di Down Under Tours

Partiamo poco dopo l’alba e grazie al commento GPS nelle cuffie (disponibile anche in italiano, su prenotazione) ci immergiamo subito nella storia della regione. Scopriamo così che i Wahlabarra idinji sono gli aborigeni indigeni della zona di Cairns; questa popolazione usava una pianta di fico endemica per fare scudi da cerimonia e da combattimento, e diede alla città il nome aborigeno corrispondere a questa pianta.

Il racconto prosegue con la storia della municipalità di Cairns, che nacque come porto per soddisfare le esigenze dei minatori poi diventò meta per i pescatori dei cetrioli di mare. Cairns nel 1800 era per lo più coperta di mangrovie, ma con la costruzione della ferrovia di Atherton Tablelands diventò punto di sviluppo economico del paese.

Mentre il racconto continua, viaggiando costeggiamo un prato pieno di piccoli canguri wallaby.

Arriviamo a Port Douglas, nata come località di minatori e oggi meta turistica apprezzata come base per attività di mare. Raccogliamo alcuni turisti e ripartiamo costeggiando il Mar dei Coralli e ascoltando la storia dell’avanzata giapponese nel Pacifico. Proseguiamo verso nord tra campi di canne da zucchero e banane fini ad arrivare al fiume Daintree, dove facciamo una crociera di un’ora.
Navigando tra diversi tipi di mangrovie avvistiamo aironi, gazzette, pitoni, coccodrilli, serpenti arboricoli.

coccodrillo nel fiume daintree river

I coccodrilli più lunghi di 3 metri mangiano qualsiasi animale si avvicini all’acqua: maiali selvaggi, canguri wallaby, ecc. Scorgiamo anche una pianta di ibisco locale chiamata ibisco delle 4, perché il fiore fiorisce la mattina e cade intorno ale 16.

Dopo un’oretta sul fiume riprendiamo il pullman e ci dirigiamo a pranzo attraversando la foresta pluviale. La guida ci spiega che qui vive il casuario, un enorme uccello molto raro, vagamente simile all’emu. Questo animale mangia bacche tossiche che sono in grado di germinare solamente dopo essere passare attraverso il suo apparato digerente. La natura è meravigliosa!

Arriviamo a pranzo e proprio sul sentiero che conduce all’area picnic abbiamo un incontro improvviso proprio con una famiglia di casuari formata dal padre (dal becco blu) e da 4 piccoli marroni che lo seguono. Una fortuna unica!

Dopo una passeggiata di 5 minuti su passerelle di legno immerse nella foresta, arriviamo ai tavoli dell’area picnic dove ci fermiamo per mezz’oretta per mangiare all’aperto. Ci aspettano alcuni piatti freddi e carne alla brace per i carnivori (qui in Australia il BBQ è un must).

Ripartiamo quindi alla volta di Cape Tribulation, località che prende il nome dalla fatica che ha fatto James Cook per sbarcare qui.

Arriviamo in questo posto a ridosso della foresta e ci ritroviamo circondati da una distesa di alberi del pane (una pianta altamente nutritiva).

La foresta di Daintree è zona protetta e patrimonio UNESCO, un grande successo ottenuto dagli ambientalisti locali per preservare la natura ed evitare la costruzione di altre strade asfaltate.

Il bus parcheggia e ci lascia per 30 minuti nella spiaggia di Cape Tribulation. Ci incamminiamo in un sentiero tra le piante e osserviamo alcuni cartelli informativi che riportano i disegni aborigeni di animali quali la razza e il dugongo. Scopriamo che questa popolazione disegna la fauna per comunicare quali esemplari abitano la zona (e quale cibo è quindi disponibile) e che se le figure sono colorate allora rappresentano animali presenti nella mitologia.

Dopo pochi metri sbuchiamo con nostra grande meraviglia su una enorme distesa di sabbia chiarissima, davanti al mare cristallino. Dietro di noi possiamo vedere la foresta tropicale, a destra le mangrovie e davanti a noi l’azzurro del mare che si fonde con l’orizzonte. Decisamente una vista spettacolare. Passeggiamo a piedi nudi sulla sabbia, scattiamo qualche foto e ripartiamo con il pullman verso Mossman Gorge.

spiaggia di cape tribulation

Dopo poco ci fermiamo per una breve tappa panoramica a Walu Wugirriga, dove vediamo la foresta pluviale che si estende fino al mare.

punto panoramico di walu wugirriga

Proseguiamo e ritorniamo sul Daintree River, che attraversiamo su una chiatta mobile stando a bordo del bus.

Dopo un breve tragitto arriviamo a MossMann Gorge. Nel centro turistico facciamo merenda con scone e caffè, poi andiamo in riva al fiume dove una guida aborigena ci racconta alcune tradizioni del suo popolo, i Kuku Yalandji.

Impariamo l’uso della foglia saponetta, che bagnata produce una schiuma che pulisce ed è anche un antisettico naturale. Poi osserviamo da vicino una lancia e uno scudo, e vediamo come creare tinte naturali a partire dalla terra e dalle rocce. Per gli aborigeni il colore giallo rappresenta il sole e l’energia; il rosso simboleggia la madre terra, il fuoco, il sangue, la cenere; il nero del carbone viene usato per il mal di stomaco e per ripulire i denti. L’argilla bianca rappresenta gli spiriti degli antenati.

aborigeno australiano che mostra dell'argilla

Impariamo alcune parole nella lingua dei Kuku Yalandji:

Gaba gangari = verrà la pioggia

Yalada = hello, enjoy your day, everything’s fine, thank you.

Il nome della tribù significa “vengo dalla foresta pluviale”. Questo gruppo abitava tradizionalmente in capanne semipermanenti vivendo di caccia e pesca e parlando una propria lingua.

Uno dei loro riti sacri è il rituale del corpo di cicatrici, che venivano fatte con conchiglie o sassi appuntiti e poi strofinando il taglio con la cenere. Serviva a indicare lo status sociale dell’uomo. Più cicatrici si avevano, più significava che quell’uomo era conosciuto e perciò rispettato dagli anziani delle tribù.

I Kuku Yalandji hanno vissuto qui per oltre 9000 anni, ma l’arrivo degli europei (che qui hanno scoperto l’oro nel 1857) ha mandato in frantumi gli usi e i costumi di questo popolo. Scontri violenti nel secolo scorso ridussero il numero degli aborigeni

e nel 1897 venne introdotta una legge per controllare queste etnie, che persero anche i diritti più elementari e vennero spostati in riserve apposite.

Per capire quanto questa sia storia recente, basti pensare che nel 1901 (anno in cui l’Australia si costituì come Federazione) agli aborigeni non vennero dati diritti di cittadinanza, e queste persone non vennero nemmeno contati nei censimenti. La loro cultura fu martoriata.

Negli ultimi anni sono stati fatti alcuni sforzi per migliorare la loro condizione e il loro riconoscimento, e nel centro turistico di Mossman Gorge attualmente lavorano quasi solo aborigeni. Questo centro è stato proprio ideato da un anziano Kuku Yalanji, ed è anche un centro di formazione sulla cultura locale.

Intorno a questo centro vive il resto della tribù, che non consente l’attraversamento a piedi del loro territorio. Per questo motivo dal centro turistico alla foresta pluviale ci si sposta con un bus.
Arrivati nella foresta, camminiamo sul sentiero del River Circle: lungo meno di un chilometro, è ricco di punti panoramici e passerelle e ospita anche un ponte tibetano. Costeggia un torrente dalle acque color smeraldo, dove i più temerari fanno il bagno tra ciottoli e rocce.

fiume Daintree

Camminiamo circondati da piante imponenti: qui si contano più di 100 specie vegetali tra cui fico strangolatore, cedro rosso, felci, arbusti e viti. I più fortunati possono provare a scorgere la farfalla blu Ulisse 🦋 Noi non la vediamo, ma ci accontentiamo dell’incredibile incontro col casuario che abbiamo avuto questa mattina.

Lasciamo la foresta e ritorniamo con il bus al centro turistico, dove acquistiamo alcuni dipinti e manufatti aborigeni.

Sono le 17 ed è ora di ritornare. Saremo di nuovo a Cairns intorno alle 18:30, e porteremo con noi lo spirito della foresta pluviale.

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