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Cosa vedere, fare e mangiare in Valle d’Itria

Trullo della Valle d'Itria

Nonostante ne sentissi forte il richiamo, fino a 4 anni fa non avevo mai messo piede in Puglia. Poi grazie a un contest promosso dal turismo regionale, sono stata scelta per diventare testimonial di una terra dalla bellezza ineguagliabile, la Valle d’Itria.
Compresa tra le provincie di Bari, Brindisi e Taranto, è conosciuta anche come Valle dei Trulli; non a caso tra i suoi comuni più noti vi è Alberobello, insieme ad Ostuni, Locorotondo, Cisternino, Castellana Grotte, Martina Franca solo per citarne i più emblematici.

Da vedere in Valle d’Itria

Alberobello in Valle d'Itria

I trulli di Alberobello

Spostarsi da un paese all’altro della perdendosi tra le sue distese d’ulivi e la sua terra rossa, magari fermandosi per immortalare tanta bellezza, è una delle attività più belle che si possano fare in Valle d’Itria.
Tra un uliveto e l’altro ecco scorgere i suoi unici borghi bianchi, primo tra tutti Alberobello.

Inserito dall’Unesco nella World Heritage List nel 1996 è diviso nei due rioni principali, Monti e Aja Piccola. Nonostante la grande vocazione turistica e flusso di visitatori da ogni parte del mondo, Alberobello conserva ancora quella tradizione che è tipica di quei luoghi. Non sarà difficile infatti imbattersi un’anziana signora che dall’interno del suo trulli vi inviti ad entrare mostrandovi come si fanno le orecchiette oppure per offrirvi una frisella.

Ulivi secolari in Valle d'Itria

Ulivi secolari in Valle d’Itria

Lasciando Alberobello alla volta delle vicine località di Cisternino e Locorotondo, il panorama intorno a noi è un continuo susseguirsi di secolari ulivi e trulli.
Annoverati tra i Borghi più belli d’Italia, Cisternino sorge nella Murgia dei trulli mentre Locorotondo, conosciuto fino a metà ottocento come Luogorotondo per la caratteristica forma dell’abitato, fa parte de La Terra dei Trulli.
Da non perdere l’elegante Martina Franca, il più popoloso e l’unico comune della Valle d’Itria che fa parte della provincia di Taranto, nota soprattutto per la particolarissima architettura barocca e per essere la cornice da oltre 40 anni del  Festival della Valle d’Itria.
Dulcis in fundo, scendendo verso il Mar Adriatico,  ecco scorgere la Città Bianca, Ostuni, col suo centro storico unico al mondo, interamente dipinto con calce bianca. Da non perdere la quattrocentesca Cattedrale in stile romanico-gotico di rara bellezza su cui spicca un imponente rosone con ben 24 raggi. Ostuni insieme a Taranto e Santa Maria di Leuca rappresenta una delle estremità della penisola salentina.

Da fare  in Valle d’Itria

Consiglio a chi è amante della geologia e in particolar modo delle grotte sotterranee, ma anche a chi è disposo a fare un vero e proprio “viaggio al centro della terra”, una visita alle Grotte di Castellana, nel comune di Castellana Grotte. La Grave e la Grotta Bianca vi lasceranno davvero senza parole.

Grotte di Castellana in Valle d'Itria

Grotte di Castellana

A pochi chilometri da Castellana si trova Fasano, nella cui estesa selva vi è lo Zoo Safari – parco faunistico più grande d‘Italia ed uno tra i più grandi d‘Europa per numero di specie presenti.
La Valle d’Itria tutta inoltre è costellata di masserie, per lo più didattiche, che offrono a visitatori singoli e gruppi, laboratori esperienziali, mostrando da vicino e poi direttamente varie fasi di lavorazione di oggetti tipici, raccolta di prodotti locali o preparazioni e degustazioni di prodotti genuini a km 0.

Cosa mangiare in Valle d’Itria

Se siete amanti della carne non potete non assaggiare le bombette di Cisternino, degli involtini di carne di maiale farciti e impanati, un piatto semplicissimo al tempo stesso reso unico dalla bontà della materia prima; materia prima eccellente anche per l’inimitabile capocollo di Martina Franca. Un altro piatto molto gustoso è la frittata di lampascioni, una specie di cipolla selvatica tipica della zona, che insieme alla purea di fave e cicoria, che personalmente adoro, è il caposaldo della tradizionale cucina povera pugliese.
Impossibile non nominare le orecchiette con le cime di rapa, meglio ancora se le orecchiette sono preparate all’istante dalle mani sapienti delle signore pugliesi.
Per concludere il dolce tipico della zona, gli sporcamussi, così chiamati perché, fatti di crema e zucchero a vero, è impossibile mangiarli senza sporcarsi la bocca.

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