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10 cose da fare a Cracovia

Cracovia statua nella piazza del mercato

Cracovia è tra le più belle città della Polonia. Vi si respira storia (antica e recente) ed offre molti spunti per una visita. Ecco 10 cose da fare a Cracovia.

01. Passeggiare nel centro storico

Si può tranquillamente affermare che il centro di Cracovia meriti da solo il viaggio. Non a caso è stato il primo centro cittadino a essere inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità. Passeggiando tra le silenziose stradine di questa ex capitale si viene proiettati in un (piccolo) mondo antico. Anche perché le automobili non possono disturbare i pedoni e spesso gli unici rumori che sentirete saranno quelle degli zoccoli dei cavalli che trainano carrozze bianche (molto apprezzate dai turisti). Qualunque strada (medioevale) sceglierete, i vostri passi vi porteranno sempre nella bellissima Piazza del Mercato.

Cracovia centro piazza del mercato

È il cuore della città vecchia ed è un luogo dove non ci si stanca di tornare. Ci sono decine di ristoranti che si affacciano sul mercato coperto e di sera potrete restare ad ascoltare i numerosi musicisti di strada. Il mercato (al tempo del Rinascimento, di tessuti) è tuttora attivo, ma al suo interno ci sono per lo più venditori di souvenir (che troverete, a prezzi più ribassati, anche in altri negozi del centro). Al fianco del mercato non potrete non notare l’imponente Torre del Municipio, classico luogo dove si danno appuntamento i cracoviani (ma anche gli stranieri, visto che è ben visibile da gran parte del centro). Alle spalle del mercato potrete visitare la Basilica di Santa Maria (con le sue due torri asimmetriche) e la minuscola Chiesa di Sant’Adalberto, così piccola da sembrare fuori luogo nella Piazza del Mercato. Che, per fortuna, come gran parte di questo centro storico medievale, non ha subito danni nel corso della Seconda Guerra mondiale. I polacchi cedettero infatti senza combattere la città ai nazisti che avanzavano (per impedire la distruzione del patrimonio culturale storico del paese). E i sovietici entrarono a Cracovia quando i tedeschi erano già fuggiti. Grazie a questa doppia combinazione possiamo godere della Cracovia storica, almeno nel suo vecchio centro.

02. Entrare nel Castello di Wawel

Se camminando per la città vecchia non potrete non arrivare nella piazza del Mercato, seguendo le stradine acciottolate a un certo punto vi troverete inevitabilmente di fronte al Castello che domina Cracovia. Questa è stata la residenza dei re quando la città era la capitale della Polonia e qui si respirano ancora i fasti del passato. Il Castello di Wawel è tuttora circondato dalle sue mura e dalle sue torri e passeggiando nell’ampio cortile vi renderete conto della vitalità che ebbe questo luogo, circa mille anni fa.

È il punto più alto di Cracovia e quindi dalle sue mura potrete scattare foto della città e del fiume Vistola. All’interno del castello potrete acquistare il biglietto per visitare la Cattedrale di Wawel e il Castello. La cattedrale è gotica e al suo interno c’è una cappella (di Sigismondo) considerata il migliore esempio di Rinascimento Toscano sopra le Alpi. Nella cripta della cattedrale ci sono le tombe dei re ma anche del presidente Lech Kazczynski, morto insieme alla moglie e altre 94 persone in un misterioso incidente aereo in Russia, nel 2010. Le sale del Castello fanno invece rivivere l’atmosfera dei reali polacchi del passato. Nell’Armeria del Castello fa bella mostra di sé la Szczerbic, nome impronunciabile della spada con chi venivano incoronati i re.

03. Vedere il Drago di Cracovia

Il drago è il simbolo della città di Cracovia (lo trovate su ogni singolo gadget) e uscendo dal Castello, costeggiando le sue mura (camminando verso la Vistola) potrete visitare anche la grotta di questo fantomatico drago. La cui grande riproduzione sputa fuoco dalla bocca ogni tot minuti (per il divertimento di bimbi e turisti: nessun pericolo…va a gas).

Drago di Cracovia che sputa fuoco

Intorno a questo drago c’è una leggenda: aveva una fame senza fine e stava cominciando a cibarsi anche degli abitanti della zona, quando il re lanciò un bando pubblico offrendo la figlia in cambio di chi avesse eliminato il problematico drago. Parecchi ci provarono invano, ma ci riuscì solo un calzolaio (tale Krakus)  che lasciò davanti alla grotta un agnello ripieno di zolfo. Il drago lo inghiotti e cominciò a eruttare fuoco. Per spegnere l’incendio interno bevve tanta acqua dalla Vistola da esplodere. Insomma Krakus sconfisse il drago, si sposò la figlia del re, diventando principe e fondando Cracovia (Krakow, in polacco).

04. Visitare Auschwitz e Birkenau

Lo metto come quarto punto per non metterlo né come primo né come ultimo. Ma se venite a Cracovia non potete non andare in visita ai due campi di concentramento e sterminio che i nazisti aprirono a pochi chilometri da qui (era un importante snodo ferroviario europeo). È sicuramente una visita dolorosa ma indispensabile per toccare con mano, per ricordare, per testimoniare. Da Cracovia partono bus organizzati per i due campi nazisti. Noi ci siamo andati in macchina (dista una quarantina di minuti dalla città) e all’arrivo già vedere i binari mette i brividi.

rotaie auschwitz-birkenau a cracovia

Le visite si possono fare da soli (con rigidi orari di ingresso) o con una guida. Consiglio di farsi accompagnare da qualcuno che possa spiegare passo passo quel che si vede (anche per metabolizzare le informazioni e le ansie). Le guide che ho trovato parlano un ottimo italiano e hanno una capacità di racconto (e partecipazione) che raramente ho visto in altre situazioni simili. Auschwitz è una caserma trasformata in campo di concentramento (con un forno crematorio improvvisato). La scritta “Il lavoro rende liberi” sotto la quale si passa per entrare nel campo è davvero inquietante. Come le sale con i resti di chi è stato assassinato e depredato di quel poco che aveva.
Quel che lascia sgomenti è poi Birkenau (c’è un bus gratuito che collega i due campi, distanti solo pochi minuti). Perché questo spazio enorme è stato progettato proprio per la Shoah. Con i suoi binari, le sue garritte, le baracche, il filo spinato. Birkenau, coi suoi giganteschi forni crematori che i nazisti hanno pateticamente cercato di occultare facendoli saltare con la dinamite e le cui macerie sono ancora lì a simboleggiare l’ assurda ferocia e insieme la codardia di questi mostri. Personalmente sono andato a vedere questi campi già tre volte e rimango impietrito a ogni visita. Davvero obbligatoria.

05. Scoprire il quartiere ebraico

Facciamo un passo indietro e torniamo a Cracovia, in quello che era il suo quartiere ebraico. È alle spalle del Castello di Wawel e si chiama Kazimierz (un tempo era una città autonoma, fondata da Re Casimiro il grande, poi assorbita). È un altro luogo interessante da non mancare in una visita a Cracovia. Qui prima dell’arrivo dei nazisti e della deportazione – dapprima nel ghetto e poi nei campi di sterminio – vivevano 65mila ebrei. Sopravvissero alla Shoah meno di seimila anime.

negozi del Quartiere ebraico Kazimierz a Cracovia

Passeggiando per il quartiere (dove non mancano storici ristoranti kasher) vi troverete al cospetto di tantissime sinagoghe, alcune delle quali ancora attive. Con un biglietto d’ingresso si può visitare la Vecchia Sinagoga, trasformata in un museo dove si racconta la storia della comunità ebraica di qui. A pochi passi non fermatevi anche alla Sinagoga Remuh, e soprattutto passeggiate suo storico cimitero ebraico, datato 1553. All’arrivo dei nazisti le tombe – dei notabili ebraici della città –  furono in parte sotterrate e occultate e tornarono alla luce dopo la Guerra. Una sola non venne distrutta dai nazisti, quella del rabbino Moses Isserels, detto Remuh. Parecchi vengono proprio qui a pregare e lasciare biglietti (come al Muro del Pianto, a Gerusalemme). In questo quartiere, rimasto così simile al passato, è stata girata parte di Schindler’s List.

06. Visitare la Fabbrica di Schindler

E a tal proposito, anche avete poco tempo non rinunciate a una visita alla Fabbrica di Schindler. Dopo il bellissimo film di Spielberg questa azienda che un tempo produceva stoviglie grazie al lavoro di 1200 ebrei (salvatisi per questo da morte certa), è stata trasformata in un Museo.

Cracovia Fabbrica oskar-schindler

Davvero moderno e ben fatto. Per capire appieno i vari passaggi dell’occupazione tedesca della città è meglio farsi accompagnare da una guida. Con suoni, video, tram e bandiere viene comunque resa l’idea della follia nazista. Ci sono anche sale dove si ha una percezione tattile e acustica di quel che accadeva. L’ultima sala del Museo (il racconto finisce con l’arrivo dei sovietici e la fuga di Schindler, di cui si può visitare l’ufficio) è un corridoio buio e dove si fatica a stare in piedi: modo elegante per raccontare, in sintesi, la successiva – lunga – occupazione dei soldati con la stella rossa.

interno del museo Fabbrica di Schindler a Cracovia

Arrivando alla Fabbrica di Schindler potrete osservare quel poco che resta del Ghetto ebraico. Una piccola parte di muro è ancora visibile. Ha i contorni delle tombe ebraiche giusto per chiarire subito con quali intenzioni i tedeschi stiparono decine di migliaia di ebrei polacchi in un fazzoletto di terra.

07. Ammirare la Dama con l’Ermellino

Altra cosa imperdibile (ci si impiega davvero poco tempo a vederla) è la Dama con l’Ermellino, di Leonardo Da Vinci. Fino al 2016 era in una sala del Castello di Wawel, ma ora è stata spostata al Museo Nazionale di Cracovia.

sala della Dama con l'ermellino a Cracovia

Il quadro, meraviglioso e magnetico, è stato di fatto nazionalizzato dal (nazionalista) governo polacco (dietro il pagamento di 100 milioni di euro alla collezione Czartorysky, che grazie a questo finanziamento può tenere in vita il suo museo). Nella sala, buia, non si possono scattare foto. Come per altri quadri simili, c’è una sala attigua con una riproduzione per i selfie (con a disposizione cartelli con tanto di hashtag).

08. Camminare, pedalare, correre o prendere il sole lungo la Vistola

Vi ho raccontato di quadri, castelli, chiese, draghi e purtroppo anche di mostri umani. Ma Cracovia è soprattutto una città vivibile. E la vita si concentra, appena esce un raggio di sole, lungo la Vistola, fiume che attraversa placidamente la città (creando problemi di traffico, come tante città solcate dai fiumi: chi è stato a Mosca sa di cosa parlo). Lungo la Vistola è stata creata una infinita pista ciclabile (ma solo da noi sembrano impossibili da realizzare?).

Cracovia vista dalla Vistola

Ovunque qui noleggiano bici e quindi potete provare l’ebbrezza di sfrecciare lungo il fiume. Se non vi piace pedalare, potete passeggiare o correre lungo lo stesso percorso. Come in tutti i posti civili, una riga e dei segnali stradali dividono i ciclisti dai pedoni. E se non avete voglia di attività fisica potete semplicemente sdraiarvi sui prati che scendono verso il fiume e godervi il bel tempo (o il panorama, se il sole latita).

09. Fare una crociera sulla Vistola

Oltre che a piedi (Cracovia è estesa in larghezza più che in altezza) un ottimo modo per vedere questa bella città polacca è con una crociera sulla Vistola.

Cracovia crociera sulla Vistola
Le imbarcazioni partono da “Capo Verde” (si chiama così), molo che si trova sotto il Castello di Wawel. Ci sono tre tipi di crociere: da mezz’ora, da due ore o da quattro. Solo in questa ultima potete scendere dalla barca e visitare un’Abbazia Benedettina dell’11 secolo e immergervi maggiormente nella natura che circonda il fiume.

10. Partecipare alla Festa di Lajkonik

L’abbiamo messa all’ultimo punto perché è una tradizione di Cracovia che va in scena solo una volta l’anno, nel mese di giugno. È la festa di Lajkonik, uomo con lunga barba e abiti orientali seduto su un cavallo (ovviamente di legno) che viene accompagnato in giro per la città da bambini e adulti vestiti con costumi tradizionali. La celebrazione ricorda l’assedio dei Tartari a Cracovia nel XIII secolo, respinto secondo la tradizione da – astuti – cittadini polacchi vestiti da orientali (che decimarono, entrando nell’accampamento, le truppe tartare).

Bambini che festeggiano il Lajkonik a Cracovia

Il corteo segue un preciso percorso che lo porta alla fine nella Piazza del Mercato dove viene accolto dal sindaco e dalle autorità. Per ringraziare il Lajkonik gli si offrono dolci o alcol. Lui contraccambia  picchiandovi (non forte) sulla schiena con un bastone a punta tonda. Si dice che a essere toccati in quel modo si abbia un anno di fortuna. Vedremo se sarà davvero così…

Ad maiora 

Andrea Riscassi

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