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Alla scoperta di Alberobello: il fascino di dormire in un Trullo

trulli di Alberobello - Puglia - I Viaggi di Fraintesa

Alberobello è casa mia. Non il posto dove abito, ma la casa del cuore. Un paese magico, pieno di ricordi d’infanzia e profumi d’estate, quello che aspetti tutto l’anno per rivedere, il luogo a cui fare ritorno. Sono 25 anni che trascorro il periodo estivo nella terra natale di mia nonna e ogni anno è una gioia che si rinnova perché Alberobello è calore umano, sorrisi, tradizioni, genuinità e voglia di vivere. E oggi vi porto con me a scoprire questo territorio che non vedo l’ora di riabbracciare ancora una volta, fra qualche giorno.

Trulli: da case abusive a Patrimonio dell’UNESCO

Alberobello, o come si dice in dialetto Aiarubbédde, è un piccolo paesino pugliese della provincia di Bari, situato al centro della Valle d’Itria e della Terra dei Trulli. È un gioiello famoso in tutto il mondo per le sue caratteristiche abitazioni denominate appunto “Trulli”, che dal 6 dicembre del 1996 sono patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Alberobello - Puglia - I Viaggi di Fraintesa

(Foto di Roberta Gavioli)

La storia di questo paesino mi ha sempre affascinata perché è una storia all’italiana, nata da costruzioni abusive create per non pagare le tasse. Ebbene sì, fa ridere ma è storia vera. Siamo tra il ‘400 ed il ‘500 e i signori proprietari di queste terre sono i Conti di Conversano, i quali ordinano ad alcuni contadini di erigere delle costruzioni leggere e precarie, facili da demolire. Vige infatti qui la legge del Regno di Napoli che sottopone ogni nuovo insediamento urbano ad un’autorizzazione regia, sotto pagamento di un tributo. I Conti di Conversano però, che non hanno per nulla intenzione di pagare questa tassa, trovano il furbo espediente di costruire un villaggio di abitazioni in pietra a secco, senza l’uso di malta, perfette da demolire velocemente al passaggio dell’ispezione regia. Finalmente, nel 1797, viene chiesto al re Ferdinando IV di Borbone di rendere libero il villaggio e la precarietà divenne una storia di civiltà, che sarà da lì ammirata in tutto il mondo come la civiltà della pietra a secco.

Oggi molti trulli sono ancora abitati o adibiti a suggestive botteghe, dominate dall’uso esterno della pietra disposta in sfoglie che rivestono il cono del trullo e prendono il nome di “chiancole” o “chiancanelle”. Si possono ammirare in tutto il territorio, fin nelle campagne e nei paesi vicini, e sono oltre mille anche se la concentrazione maggiore si trova nella parte alta della città di Alberobello, denominata appunto zona monumentale, che merita di essere esplorata in ogni angolo. Sulla sommità troviamo la Chiesa di Sant’Antonio, così piccola e raccolta ma capace di mozzare il fiato per la sua pietra bianca e la cupola a cono proprio come i trulli.

Chiesa Sant'Antonio - Alberobello Light Festival - Puglia - I Viaggi di Fraintesa

(Foto di Roberta Gavioli)

 

Scendendo poi la passeggiata si snoda fra artigiani di fischietti, ceramiche dipinte a mano, amari locali e golosità tipiche fino ad arrivare alla bottega di pizzi dell’Antico Telaio, dove non può mancare la sosta per ammirare il telaio in legno ancora conservato come una volta.

Notte d’altri tempi alla Dimora Bianca

Un’esperienza unica dal fascino antico è dormire una notte in un trullo. La potete provare in via G.Girolamo 7, a 400 metri dal Trullo Sovrano, dove sorge la Dimora Bianca di Francesca e Gianvito.

camera da letto in un trullo ad alberobello

(Foto di Roberta Gavioli)

Una sfida con la vita, amore, passione e la voglia di rimettersi in gioco sono le pietre miliari su cui è costruito questo alloggio, completamente ristrutturato e attivo da pochissimo. La storia della Dimora Bianca nasce dall’unione dell’esperienza di Francesca appresa nell’albergo diffuso di famiglia, dove il padre è stato uno dei primi imprenditori di Alberobello, e le mani d’oro di Gianvito, che hanno reso questo antico trullo una piccola bomboniera. Due giovani che, con passione e grande interesse verso l’ospitalità, hanno lasciato un impiego sicuro per abbracciare un progetto che li unisce nella vita e nel lavoro. E ogni dettaglio del luogo trasmette questa energia, come il letto alloggiato in un’alcova chiusa da una tenda, come era tipico fare nel passato, situato sotto la cupola a cono del trullo. Nella suite è presente anche la vasca idromassaggio, diversi tipi di colazione e aperitivo rigorosamente pugliese. Ogni stanza ha il fascino della pietra viva che rende l’atmosfera bianca e fresca. Esperienza da provare.

interno del tetto di un trullo visto dal basso

(Foto di Roberta Gavioli)

Tradizioni storiche e folkloristiche da non perdere

Alberobello, come tutti i paesini del Sud che si rispettino, è ricco di feste, tradizioni e folklore. Tra gli appuntamenti estivi imperdibili c’è sicuramente il Festival Folkloristico, giunto quest’anno alla sua trentaquattresima edizione, che richiama i gruppi folkloristici da ogni parte del mondo con canti e danze tipiche. Suggestivo e magico è anche Alberobello Light Festival, nelle sue due versioni sia estiva che invernale, quando i trulli si tingono di colori.

Il 19 e 20 agosto invece si può rivivere tutta la storia del Conte di Conversano e del feudo di Alberobello con la rievocazione storica del brigantaggio in occasione appunto della Notte dei Briganti. L’evento si svolge alla Casa Rossa, luogo nostrano di deportazione degli ebrei, con una intensa rappresentazione teatrale nei boschi circostanti.

Per chi ama l’arte due mostre raccontano la cultura della Valle d’Itria: i lavori dell’artista Gianfranco Mai che racconta la nodosità dei tronchi d’ulivo e le mani callose dei contadini, e i trulli di Nicola e Ciccio Loperfido che raccontano la storia di Alberobello.

Ha un fascino non solo religioso anche la Festa dei Santi Medici Cosma e Damiano che si svolge dal 26 al 28 settembre quando il paese resta sveglio in processione giorno e notte, con pellegrini che giungono scalzi dai paesi limitrofi, e si fa festa in onore dei santi protettori. Se poi vi capita di passare da Alberobello d’inverno e trovare i trulli imbiancati di neve, quello è senza dubbio il miglior spettacolo che questa terra rustica può regalarvi. E non si paga il biglietto.

Golosità pugliesi: dove gustarle ad Alberobello e non solo

Ma addentriamoci in uno degli aspetti più interessanti della Puglia: l’enogastronomia. Sarà che io sono di parte, ma il cibo pugliese è una delle sette meraviglie del mondo. Panzerotti, focacce, burrate, stracciatelle, friselle, orecchiette con le cime di rapa, polpettine di pane nel sugo, caciocavallo grigliato, mozzarelle, ricotta forte, puré di fave con cicoria selvatica e per digerire amaro dei trulli e liquore d’ulivo.

Golosità pugliesi - Focacce - Puglia - I Viaggi di Fraintesa

(Foto di Roberta Gavioli)

Consigliatissimi i formaggi freschi tipici del caseificio Michele Notarnicola, la ricotta mordissima di Latte & Fieno situato nella piazza principale del paese e le focacce appena sfornate del Forno dell’Assunta, sulla strada che porta al mare, tappa fissa di tutti i bagnanti che amano lo street food.

Parlando di cene invece i ristoranti imperdibili sono molti. Partiamo dal simbolo della città, il Trullo D’Oro, che spero di assaggiare anche io quest’anno perché ha appena rinnovato gestione e arredi, ma si continua a mangiare benissimo. Casanova, invece, è un locale caratteristico e sotterraneo, realizzato tutto in pietra viva bianca, calda e accogliente. Altra new entry è la pizza di Basilico Rosso, aperto da pochissimo sulla circonvallazione. Una pizza speciale, invece, la si trova al bistrò Il Guercio di Puglia dove si gusta la tipica pizza al metro sulla pala chiamata “pinsa”, farcita con le specialità del posto anche a freddo. E qui una chicca per vegetariani è la frittura di patatine miste di ogni tipo dalle rosse alle gialle ma anche bianche e viola.

Per gli amanti dei vini, la Valle d’Itria offre due bianchi ottimi, Edonè e Verdeca, e io vi consiglio di far tappa alla Cantina Pietro Tauro di Alberobello che dal 1949, oltre ai bianchi citati, produce un favoloso Imperatore, medaglia d’argento a Vinitaly 2015.

Valle d’Itria, uno sguardo oltre i trulli

La Valle d’Itria non è solo Alberobello, anche i paesi vicini offrono spettacoli unici nel loro genere. Come Hell in The Cave, che avrò il piacere di rivedere quest’anno per la terza volta, e che riesce a lasciarmi sempre senza fiato. Sapete cos’è? È la riproduzione dell’Inferno dantesco in uno show recitato in terzine, con canti e danze, all’interno di una location suggestiva e mozzafiato: le Grotte di Castellana.

Hell in the Cave - Castellana Grotte - Valle d'Itria - Puglia - I Viaggi di Fraintesa

Il Carnevale di Putignano è un’altra ricorrenza che attira moltissimi visitatori. Giunge quest’anno alla sua 623a edizione, e viene festeggiato due volte all’anno: febbraio, come da tradizione, e dal 2006 anche in versione estiva. È un trionfo di cartapesta e un tripudio di colori e tradizioni.

Il Festival della Valle d’Itria racconta invece le storie del teatro antico greco e romano e infine Locorotondo stupisce con il suo LocuFestival , con sosta al Docks101 per un drink e un aperitivo tipico servito in piatti e “boccacci” di terracotta come una volta.

Non resta che lasciarci il cuore.

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