Search for content, post, videos

Alto Adige tra arte e vino: la Tenuta Lageder e l’Hotel Laurin

Dopo una lunga estate caldissima ho sentito forte e chiaro il richiamo della montagna, di aria tersa e boschi verdi, del ritorno ai profumi e ai sapori dell’Alto Adige.
E quale miglior modo per soddisfare il mio bisogno se non quello di partecipare all’inaugurazione della bottiglieria HEL YES! Paradeis della Tenuta Alois Lageder all’interno del fiabesco parco dell’Hotel Laurin a Bolzano?

L’evento inaugurale che venerdì 1 settembre ha visto aprire i battenti dell’antica serra del parco del Laurin fino al 28 ottobre è stata la ciliegina sulla torta di una giornata intensa che mi ha condotta alla scoperta non solo dei pregiatissimi vini della tenuta Lageder, ma anche di una storia e di una famiglia, i Lageder appunto, che hanno fatto della tradizione un volano per sperimentare e migliorarsi continuamente pur rimanendo fedeli alla propria unicità.

La tenuta Lageder a Magrè

Il cortile del Paradeis (foto di Patrizia Ciuferri)

È Alois Lageder ad accoglierci nella Tenuta Casòn Hirschprunn a Magrè, antico villaggio vinicolo sulla Strada del Vino, che oggi sembra quasi il paese delle favole, misterioso e affascinante, la location ideale per eventi e concerti. La tenuta, risalente al XIII secolo, poi sviluppatasi nei secoli, con all’interno un palazzetto rinascimentale, è stata acquisita da Lageder nel ’91, ospita oggi la Vineria Paradeis.

Una vera meraviglia nelle meraviglie, pensata e realizzata per far si che la struttura si fondesse perfettamente con la natura circostante, in un’atmosfera onirica quanto accogliente, è l’ambiente ideale per degustare gli straordinari vini e deliziare il proprio palato con i piatti proposti dal ristorante Bio.

I vigneti, tra innovazione e tradizione

Alcuni dei vini degustati (foto di Patrizia Ciuferri)

È tramite il Giardino all’ombra del Paradeis che siamo arrivati ai vigneti coltivati con metodo biologico-dinamico. Vigneti talmente belli e perfetti da sembrare un dipinto, dove la vista può perdersi senza mai stancarsi. A filare o a pergola, quest’ultimo risalente e 120 anni fa, il terreno dove sorgono è perfetto per ottenere un vino che sia “come acqua appena sciolta dal ghiacciaio”.
Il segreto è proprio nelle rigogliose terre dell’Alto Adige meridionale: in primavera ed estate alterna giornate calde a notti fredde, con un clima e terreno ideale sia per vitigni Chardonnay, Cabernet e Riesling che per la sperimentazione; dalla fine degli anni ’80 infatti Alois studia i modelli di cambiamento climatico per cercare di adattare alla sua terra colture provenienti da zone molto calde come il sud Italia e la Grecia. Spesso con ottimi risultati, come nel caso del Tik, un vino assyrtiko proveniente dall’isola di Santorini, e prodotto dai Lageder nella loro etichetta sperimentale Comete.

Vigneto a pergola (foto di Patrizia Ciuferri)

Non solo stupore e piacere per gli occhi. I vigneti Lageder sono anche biodinamici.
Se come me non sapete esattamente cosa significhi il concetto di biodinamico associato a dei vini ve lo spiego con la stessa precisione e garbo con cui il signor Lageder lo ha spiegato a me: significa utilizzare solo ed esclusivamente preparati e infusi omeopatici per concimare il terreno, essenze biologiche che favoriscano i cicli naturali ma che soprattutto mantengano un equilibrio perfetto tra coltivazione e natura; significa lasciare spazio affinché i filari possano fondersi con colture diverse, possano essere terreno e ristoro per gli animali d’altura che qui, grazie ad un accordo con gli allevatori di montagna, trascorrono il periodo invernale.
È solo grazie a tutto ciò che l’equilibrio e il benessere di questi luoghi è possibile, favorendo e difendendo i cicli naturali. In cantina, poi, il ciclo produttivo si attiene ai severi criteri stabiliti dall’associazione biologico-dinamica Demeter Italia.

Ingresso Tenuta Löwengang (foto di Patrizia Ciuferri)

Dentro la Tenuta Löwengang, dove arte e vino si incontrano

Raffinatezza, garbo e perseveranza è ciò che trasmette il signor Lageder nel parlarci del suo lavoro e della dedizione alla sua terra, insieme alla sensibilità che ha nell’arte, nei giovani artisti e nel voler che l’arte e la natura si integrino nei suoi luoghi.

Progetto di Christian Phillip Müller (foto di Patrizia Ciuferri)

Dal 1996 infatti sono stati presentati ben 11 progetti di artisti italiani e stranieri che hanno proposto opere ispirate alle nuove cantine, sia negli spazi esterni che interni, in cui le nuove costruzioni e allestimenti convivono con quelle originali. Propri lì, dove ecologia e tecnologia si incontrano per dar vita ad un nuovo modo di gestire il processo di vinificazione, nel rispetto dell’ambiente e della tradizione.

La casa per api di Carsten Höller e Rosemarie Trockel (foto di Patrizia Ciuferri)

Le stesse caratteristiche che si ritrovano percorrendo gli spazi che conducono alle cantine, incontrando le persone entusiaste e preparate che lavorano per lui e con lui;  le stesse caratteristiche che si ritrovano non appena si degustano i suoi vini, anche quelli che vino non lo sono ancora (ebbene si abbiamo assaggiato anche il mosto delle uve appena raccolte, era così buono da sembrare succo!): freschezza ed eleganza.

Particolare interno della cantina (foto di Patrizia Ciuferri)

L’incanto dell’Hotel Laurin

Freschezza ed eleganza sono il file rouge che ha segnato questa mia full immersion nel mondo e nell’attività di questa famiglia. Una full immersion che per me ha avuto una splendida cornice, il Parkhotel Laurin, nel cuore di Bolzano. Un hotel che ha conservato la stessa eleganza e atmosfera dei primi del ‘900 ma al tempo stesso contemporaneo nel servizio, nell’accoglienza e nella ricerca di nuovi sapori e contaminazioni.
Ho avuto l’onore e il piacere di essere ospite di una delle suite più belle e confortevoli del Laurin, con una vista mozzafiato sulla città, assaggiare l’esaltante cucina dello chef, e godere di una piacevole serata di inizio autunno nell’antica serra del parco dell’hotel.

Particolare del giardino dell’Hotel Laurin (foto di Patrizia Ciuferri)

La Bottiglieria HEL YES! Paradeis

Mai cornice poteva essere più appropriata per stile e la filosofia. “La qualità è sempre il risultato di molti dettagli, a volte anche minimi”  ricorda Alois Lageder, e il Laurin rispecchia esattamente questo pensiero.
È Alois Clemens Lageder, il figlio di Alois, sesta generazione della famiglia (e che ha tutte le carte in regola per farla proseguire nelle generazioni a venire) ad aver ideato e curato gli allestimenti della bottiglieria. Come in un giardino d’inverno un po’ bohemien, il concept della Bottiglieria HEL YES! Paradeis è quello di creare un ambiente accogliente e stilisticamente allettante, ornato dal fascino tropicale delle piante fornite dalla giardineria Schullian e dalle opere del fotografo Theo Zierock.

L’etichetta Cor, sullo sfondo la serra del Laurin (foto di Patrizia Ciuferri)

Sfido chiunque a non essere estasiato e pago dopo una giornata così…e quale miglior modo per concluderla se non sedersi nella sontuosa sala del Ristorante Laurin, in stile art nouveau, e deliziare ancora una volta il proprio palato con la cucina leggera e creativa dello chef Manuel Astuto, talento emergente 2013,  che coniuga perfettamente i sapori del mare con quello delle montagne altoatesine.
Lasciarsi poi avvolgere dal calore e dell’atmosfera rilassante della mia suite all’ultimo piano del raffinato hotel è la coccola migliore per concludere una giornata che mi ha rigenerata nella mente, nello spirito e nel palato!

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con la Tenuta Lageder, che ha ospitato gratuitamente Patrizia. Patrizia ha accettato di recensire questa esperienza perché la trova utile e interessante come spunto per un weekend in Alto Adige. Nessuno le ha chiesto un’opinione forzata e, come sempre, le opinioni sono sue e sono sincere.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
Claudio Pellizzeni Trip Therapy
Un giro del mondo molto speciale: la storia di Claudio, viaggiatore affetto da diabete

Oggi voglio presentarvi una persona che stimo molto e che seguo da qualche anno. Si chiama Claudio Pelizzeni: condividiamo le...

Chiudi