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7 cose da non dire a un diabetico

tortino mandorle e frutti di bosco

Sarà capitato anche a voi di incontrare nella vostra vita qualcuno che ha abitudini alimentari diverse dalla vostra, o che ha uno stile di vita che non vi appartiene. Certo, in questi casi la curiosità è tanta, ma a volte pur di soddisfarla esageriamo con le domande, risultando impertinenti e maleducati. Nella mia esperienza da vegetariana, ad esempio, immaginate quante volte in 21 anni di questa dieta io mi sia sentita dire, a tavola: «Ah ma non sai cosa ti perdi!», «Ti dà fastidio se mangio la carne davanti a te?», «Io conosco una persona che non mangia la carne, ma il pesce sì». Ecco, queste semplici domande, ricevute all’infinito, e magari poste da sconosciuti con cui si vorrebbe solamente mangiare in santa pace, possono essere inopportune e alla lunga possono anche infastidire. Così ho chiesto a Claudio di Trip Therapy di raccontarmi la sua esperienza di diabetico e dirmi quali sono le 7 cose da non dire a un diabetico, mai!

Eccole qui, spiegate da lui, punto per punto:

  1. «Ma davvero sei diabetico? Ma se sembri il ritratto della salute!»
    Il diabete è una patologia strana, beffarda. All’apparenza noi diabetici sembriamo persone sane e prive di alcun problema, ma questo perché ormai conviviamo con il nostro amico da tanto tempo. Un amico a volte subdolo che improvvisamente potrebbe farci impallidire, straparlare e sudare freddo. Ma solo in questi casi, ovvero quelli di ipoglicemia, le persone si accorgono che qualcosa non va.
  2. «Volevo invitarti a cena, ma tu cosa puoi mangiare?»
    Tutto! E sì, anche i dolci. Basta adeguare la terapia al cibo che verrà mangiato, nulla ci è precluso. È per questo che è importante misurare la glicemia. Sicuramente zuccheri e carboidrati vanno solo assunti con moderazione e accortezza.
  3. «Ma tu non sei diabetico? Perché allora mangi tutti quei dolci?»
    A volte le ipoglicemie gravi ti prendono d’assalto, all’improvviso. E così noi diabetici nervosamente mangiamo dolci per combatterla in fretta, prima di dover arrivare a perdere i sensi e a rischiare, a volte, persino la vita. In quel momento siamo nervosi e in ansia: lasciateci mangiare e combattere l’ipoglicemia in pace senza dovervi dare troppe giustificazioni.
  4. «Ma non è una malattia da anziani?»
    Esistono due tipologie di diabete: il tipo 1 e il tipo 2. Il tipo 1 coglie da giovani, a volte giovanissimi, e rappresenta l’incapacità del proprio pancreas di produrre insulina per regolare il livello di zuccheri nel sangue. A tal fine iniettiamo l’insulina.
    Il tipo 2 si manifesta generalmente in età avanzata a causa di fattori come una dieta eccessivamente zuccherata e grassa, oppure a causa del sovrappeso. Ma può manifestarsi anche per il semplice invecchiamento delle cellule pancreatiche.
  5. «Mi dispiace che tu sia diabetico! Ma dovrai iniettarti l’insulina per tutta la vita?»
    Sì, al momento non c’è una cura definitiva, esistono soltanto cure per migliorare la qualità della vita ed evitare complicanze, come alcune app che permettono di tenere sotto controllo i livelli glicemici, come la app OneTouch Reveal. Per l’insulina invece sì, al momento dovrò farla tutta la vita, più volte al giorno.
  6. «Ma che ti succede, 5 minuti fa eri sorridente e felice, ora sei triste e depresso!»
    Sì siamo lunatici, ma non dipende da noi o dal mondo esterno. No, dipende da “lui”, perché certi picchi glicemici, bassi o alti, influiscono pesantemente sull’umore lasciandoci d’un tratto completamente spiazzati.
  7. «Ma non hai paura degli aghi?»
    Posso evitare di rispondere? 😉

Grazie Claudio, hai sicuramente tolto qualche dubbio a me e ai miei lettori. E ci hai indubbiamente reso più sensibili sul tema.
Ora sapremo come rapportarci al meglio quando saremo in compagnia di un diabetico…o per lo meno ci proveremo 🙂

 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con OneTouch.

 

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