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Tutta la magia dei borghi del Lazio

borghi del Lazio Castello di Sermoneta

Cammini ed itinerari alla scoperta di tradizioni, storia e fascino millenari. A due passi da Roma

Dici Lazio e immediatamente l’immaginario collettivo pensa a Roma, antica e moderna, ai suoi gladiatori, all’Impero Romano, ai siti archeologici. Forse qualcuno si spingerà anche oltre ed evocherà nella sua mente l’immagine di Russel Crowe che combatte nell’arena o l’eleganza senza tempo di Audrey Hepburn che sfreccia su una Vespa. Certo, il Lazio è questo, ma è senza dubbio alcuno molto, molto di più.

E non è neppure necessario spingersi in località remote e difficilmente raggiungibili. Basta semplicemente spostare il centro focale del proprio interesse a sud di Roma, per scoprire che ci sono dei meravigliosi tesori. Bellezze d’arte, cultura, natura ed enogastronomia da vivere e condividere, che non hanno nulla da invidiare alla rivale più famosa.

Borghi del Lazio: Cori, dove il tempo sembra essersi fermato

borghi del Lazio Cori

Il Tempio di Ercole a Cori (foto di Annalisa Costantino)

Lungo la via Francigena del Sud Appia si trova l’antichissimo borgo di Cori, incastonato su un colle e cinto da un superbo lavoro murario le cui origini risalgono, in parte, addirittura al VI-V secolo a.C. Passeggiando per le erte stradine che si inerpicano verso l’alto si viene pervasi da un senso di pace e immutabilità. Qui lo scorrere normale del tempo sembra essersi fermato. Le antiche case medievali in pietra, il traffico quasi inesistente e l’aria tersa fanno da cornice ad uno dei gioielli più belli di questo borgo: il Tempio di Ercole. Monumento Nazionale, è un esempio pregevole di architettura ellenistica. Oltre ad ammirarne l’indiscutibile bellezza, dalla posizione privilegiata sui cui sorge si può godere anche di un panorama eccezionale sulla vallata sottostante.

borghi del Lazio Cori

Centro Storico di Cori (foto di Annalisa Costantino)

Se siete appassionati di reperti romani, invece, vale la pena di visitare il Complesso Monumentale di Sant’Oliva che venne eretto in epoca medievale proprio sui resti di un antico tempio romano il cui culto è, però, ignoto. Numerose sono state le aggiunte alla struttura preesistente: dalla Cappella del Crocifisso al chiostro al convento (ora non più esistente). Interventi che rendono questo complesso, se possibile, ancora più affascinante e misterioso, degno di una visita.

Ninfa: natura, storia e rovine illustri

borghi del Lazio Giardino di Ninfa

Giardino di Ninfa (foto di Annalisa Costantino)

Costruito nel 1921 all’interno della cinta muraria della città medievale di Ninfa (risalente al 743 d.C.), il Giardino è un’oasi appartata in cui ammirare diverse specie di piante (oltre 1.300 esemplari diversi trovano, qui, la loro dimora ideale) e alcune rovine medievali davvero ben conservate che raccontano i fasti di questo centro abitato.

La città di Ninfa sorgeva su un territorio non solo fertile, ma anche strategicamente ben posizionato (era infatti l’unico collegamento tra l’area e le porte di Roma). Abitata e governata, nel corso dei secoli, da famiglie potentissime, Ninfa fu una delle pochissime città al di fuori di Roma nella quale venne incoronato un Papa.

Nella Chiesa di Santa Maria Maggiore (le cui rovine sono ben conservate e ammirabili), infatti, salì al soglio pontificio Papa Alessandro III. Anche Papa Bonifacio VIII si innamorò della città e la acquistò facendone un suo possedimento.

Passeggiare per i sentieri bucolici del Giardino di Ninfa regala emozioni inaspettate e scorci paesaggistici che sembrano usciti direttamente da un quadro impressionista. Non mancate, infine, di ammirare da vicino il Castello, cui si accede passando attraverso un piccolo, ma ben curato giardino all’italiana.

Per visitare il Giardino, che non è sempre aperto al pubblico, è necessaria la prenotazione. Per maggiori informazioni visitare il sito www.fondazionecaetani.org Il biglietto costa 12,50 € per gli adulti, mentre i bambini entro gli 11 anni entrano gratis.

Borghi del Lazio: Sermoneta e Anagni, imponenza a confronto

borghi del Lazio Sermoneta

Il Castello medievale di Sermoneta (foto di Annalisa Costantino)

L’una così antica da essere addirittura citata da Virgilio nell’Eneide, l’altra sede di intrighi e scontri infiniti tra potere spirituale e temporale. Questi due borghi del Lazio, però, hanno sicuramente almeno due punti in comune: l’atmosfera spiccatamente medievale e l’influenza forte e prepotente di un personaggio storico a tratti scomodo, ma di spessore (Papa Bonifacio VIII).

Sermoneta è uno dei borghi del Lazio più belli, meglio conservati e caratteristici di tutto il Lazio. Passeggiando per le sue strette stradine che si inerpicano verso il bellissimo maniero medievale sembra quasi di diventare protagonisti di parte della Storia. Di certo sembra di essere finiti direttamente ai tempi di Mario e Saverio (Troisi e Benigni) protagonisti del famoso film Non ci resta che piangere, visto che molte scene del capolavoro sono state girate proprio qui.

E non è l’unica pellicola ad aver dato fama a Sermoneta: ben 92 film sono stati girati qui e numerosi VIP l’hanno eletta loro dimora di relax e pace (da Jude Law a Will Smith, da Gerard Depardieu a Vittorio Sgarbi). La gemma più rilucente del borgo è sicuramente il Castello Caetani. Splendido e meravigliosamente conservato, questo maniero medievale risalente al 1200 fu fatto erigere dalla famiglia Annibaldi, ma venne successivamente sottoposto a modifiche ad opera dei Caetani e anche dei Borgia.

Tutto il sito merita una visita, ma particolare attenzione va data alla camera da letto che contiene arredi dell’epoca. Per informazioni e prenotazioni visitare il sito della Fondazione Caetani. Costo del biglietto d’ingresso: 8 € adulti, bambini sotto gli 11 anni entrano gratis.

borghi del Lazio Anagni

Ingresso al Museo di Bonifacio VIII ad Anagni (foto di Annalisa Costantino)

Anagni, per contro, nonostante condivida con Sermoneta la stupefacente bellezza e l’ottimo stato di preservazione dei palazzi medievali, è più vivace. Sarà per l’atmosfera superba o per gli intrighi e le leggende che l’hanno vista protagonista nel corso dei secoli, ma il borgo è uno dei diamanti più rifulgenti della corona laziale.

Città natale di ben quattro papi e residenza pontificia d’eccellenza per diversi anni, qui vale la pena di dedicare del tempo alla visita del Palazzo di Bonifacio VIII, tripudio di affreschi, volte a crociera e statue raffiguranti proprio il Papa in tutto il suo massimo fulgore.

Per informazioni e prenotazioni visitare il sito www.palazzobonifacioviii.it Costo del biglietto d’ingresso+audioguida: 5 € tariffa piena, 3 € ridotta.

Borghi del Lazio: Subiaco e Fara in Sabina e i cammini di Benedetto e Francesco

borghi del Lazio Monastero del Santo Speco di San Benedetto

Monastero del Santo Speco di San Benedetto (foto di Annalisa Costantino)

Se siete alla ricerca di pace e spiritualità, questi due borghi del Lazio fanno per voi. Io me ne sono proprio innamorata, a prima vista. Il Monastero del Santo Speco di San Benedetto, a Subiaco, racconta la vita del Santo, che qui trascorse tre anni di eremitaggio e, proprio in questa zona, fondò ben dodici monasteri e costruì la Regola dell’ordine benedettino.

Intagliato nella roccia a strapiombo sulla vallata sottostante, il monastero è disposto su due livelli (ed altrettante chiese). Bellissimi gli affreschi interni e la grotta che ospitò Benedetto durante il suo periodo ascetico.

Fara in Sabina, invece, è un delizioso borgo di origine Longobarda ricco di storia, arte e cultura. Nonostante le dimensioni ridotte, c’è davvero moltissimo da visitare ed esplorare, ma il cuore io l’ho lasciato al Museo del Silenzio. Adiacente al Monastero delle Clarisse Eremite, è un’esperienza unica nel suo genere che permette una visione privilegiata sulla vita delle monache, che scorreva lenta tra silenzio, penitenza, isolamento e preghiera.

Dove dormire

A Cori: la Residenza 1642 è un B&B elegante e raffinato ospitato in un palazzo nobiliare del XVII secolo, sito nel cuore del centro storico del borgo. La camera doppia costa, a notte, 60 €.

Ad Anagni: originale e curato il B&B Le Stanze del Duomo trova sede in un antico palazzo un tempo residenza cardinalizia. Costo della camera, a notte, da 84 €.

Dove degustare vini d’eccellenza

Borghi del Lazio -Tenuta Carpineti

Tenuta Marco Carpineti a Cori (foto di Annalisa Costantino)

Vitigni che si stendono a perdita d’occhio nelle campagne di Cori, metodo di coltivazione come ai tempi dei Romani, ritorno ai ritmi della natura e reintroduzione dell’agricoltura a cavallo. Tutto questo, ma non solo, è parte integrante della Tenuta Marco Carpineti azienda modello ed esempio di produzioni biologiche e di rispetto per la natura.

Tra le eccellenze che si possono degustare qui ci sono il Nero Buono di Cori (un vino apolide a bacca rossa), il Kius Brut (spumante) e il Bellone (a bacca bianca), tra gli altri, accompagnati da taglieri di salumi, ottimi formaggi e altre delizie, prodotti rigorosamente a KM 0. La Tenuta è, inoltre, centro di eccellenza soprattutto per la sua produzione di vino biologico. No, quindi, a irrigazione artificiale e diserbanti. Scelta che comporta, ovviamente, una produzione ridotta rispetto ad altre cantine, oltre ad essere legata a doppio filo ai capricci del meteo.

L’indirizzo da segnare in agenda

Borghi del Lazio Ingresso al Ristorante L'Antica Bottega a Fara in Sabina

Ingresso al Ristorante L’Antica Bottega a Fara in Sabina (foto di Annalisa Costantino)

Atmosfera, cortesia, raffinatezza e cibo squisito. Se siete alla ricerca di tutte queste caratteristiche per una pausa golosa, non mancate di fare una sosta al Ristorante L’Antica Bottega, a Fara in Sabina. Qui la cucina tradizionale del Lazio trova la sua massima espressione, la pasta all’uovo proposta viene rigorosamente fatta a mano, la carta dei dessert, poi, conclude degnamente un’offerta gastronomica all’insegna dell’eccellenza. Il costo, a persona, parte da 25 €, vini esclusi.

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