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Hawaii: cose da sapere prima di partire

palme viste dal basso alle hawaii

La prima cosa che ti sorprende quando arrivi alle Hawaii è il vento tiepido che ti avvolge. Si aggiungono i sorrisi sinceri, la semplicità dei gesti quotidiani e il suono dolce dell’ukulele che trasmettono pace e serenità. E poi ci sono la bellezza del paesaggio, la varietà nella flora e nella fauna e l’immensità dell’oceano che ti fanno sentire in armonia con la natura.

Quando si dice che le Hawaii sono un paradiso non è soltanto un luogo comune: sono davvero un pezzo di mondo a se stante. A me piace pensare che qui ognuno possa ritrovare o scoprire un pezzetto di sé stesso. Per me è stato così.

Panorami da fiaba e animali fantastici

Queste Isole sono in realtà le cime di un’ enorme catena montuosa sottomarina che emerge fino in superficie. La parte visibile è soltanto un frammento del massiccio che si erge dai fondali oceanici. L’azione del vento, della pioggia e degli assestamenti tellurici del passato hanno forgiato i vulcani delle Hawaii in impressionanti picchi e vallate che tolgono il fiato. Le cime dei monti catturano le nubi dense di pioggia trasformando queste isole in terre lussureggianti. La varietà nelle specie di flora e fauna è sorprendente. Nelle nostre escursioni ci siamo spesso stupiti nel veder passarci accanto uccelli da colori accesi mai visti prima o fiori variopinti che sembravano usciti da storie fantastiche.

Vista di vegetazione con catene montuose sullo sfondo sulle Isole Hawaii

Catene montuose e vallate delle Hawaii [foto di Valeria Passaretta]

Vista di un sentiero che attraversa un bosco con rami fitti sull'Isola di Kauai

Sentieri tra i boschi delle Hawaii [foto di Valeria Passaretta]

Foto della pianta Uccello del Paradiso con fogliame sullo sfondo

Esemplare di uccello del paradiso dei giardini botanici delle Hawaii [foto di Valeria Passaretta]

Lo spirito Aloha e lo stile di vita Hang Loose

Aloha è una parola che non si può tradurre o spiegare facilmente. Non si tratta soltanto di persone che si salutano con le ghirlande di fiori. Il suo spirito racchiude l’esistenza di un intero popolo ed è qualcosa che si percepisce soltanto passando un po’ di tempo in questi luoghi. L’etimologia spiega che alo significa “ in presenza di” e ha “alito di vita”.
Il Poeta e filosofo Pilahi Paki ne diede un’interpretazione lettera per lettera:
A per akahai, gentilezza
L per lakaahi, unione
O per aluolu, affabilità
H per haahaa, umiltà
A per ahonui, pazienza

Dire Aloha a qualcuno vuol dire riconoscere di essere in presenza della vita e di accettarne la condivisione e quindi ogni parola pronunciata, ogni azione dovrà essere degna di rispetto. E’ una parola dolce, capace di modellare una vita, una parola che rende le Hawaii diverse da qualsiasi altro luogo al mondo, che permette a persone di razze diverse di incontrarsi e vivere in pace con tolleranza, stima e rispetto reciproco e in armonia con gli animali e la natura. Aloha vuol dire “Vieni, porta il tuo passato, te stesso, la tua famiglia e impara l’Aloha.

Alla spiritualità e la saggezza della cultura originaria si aggiunge l’essenziale e rilassato Hang Loose della cultura californiana che poi derive dallo Shaka Bra Hawaiano. Si tratta di un gesto fatto con la mano aperta, con le tre dita centrali piegate e il pollice e l’indice rivolti verso l’alto. Un gesto e un’ espressione che non sono solo un saluto tra surfisti, ma che sottintendono un vero e proprio stile di vita, tranquillo e rilassato, senza orari, senza fretta e che si prende il tempo di godersi i propri cari, gli amici e le cose belle che la natura e che la vita ci offrono.
Cercare di spiegare e di trasmettere lo spirito con cui le persone vivono su queste isole non è facile e nel tentativo mi tornano alla mente sensazioni ed emozioni che inevitabilmente fanno scendere qualche lacrima. Mi sento davvero fortunata ad avere esplorato queste terre magiche.

Foto di saluti tradizionali hawaiani davanti ad un negozio di surf a Paia

Io che saluto con un Hang Loose davanti ad un negozio di surf [foto di Valeria Passaretta]

La musica hawaiana

Le arti polinesiane hanno raggiunto la loro più grande fioritura nelle Hawaii. Con la scoperta delle isole da parte del mondo esterno le Hawaii sono diventate un crocevia tra est e ovest. La musica è sempre stata considerata sacra. Originariamente la musica celebrava la bellezza delle isole e ne raccontava le imprese. Prima del contatto con l’ovest veniva espressa con il mele hula (canto a ritmo di danza) accompagnato da percussioni e tamburi fatti con le zucche cave. In seguito nacquero gli strumenti a fiato costruiti con il bambù: se siete fortunati si incontrano ancora donne che suonano il flauto da naso! Più avanti venne introdotta la canzone gospel e i cowboy di tradizione spagnola e messicana portarono la chitarra e lo stile slack key. Furono invece lavoratori delle piantagioni del Portogallo ad introdurre la viola e il branguiha che poi si trasformò nel più noto ukulele hawaiano. In anni più recenti la musica hawaiana ha richiamato l’attenzione sulla scena internazionale grazie ad artisti come Israel Kamakawiwo’ole e la sua versione di Over the Rainbow, il virtuoso dell’ukulele Jake Shimabukuro e il surfista e chitarrista Jack Johnson. Ancora oggi la musica è parte integrante delle cultura hawaiana, ad ogni angolo è possibile sentir suonare un ukulele e quasi tutte le sere ci sono concerti di slack key ma anche di band emergenti funk e reggae.

Musicista suona ukulele con spiaggia e oceano pacifico sullo sfondo

Kauilani suona Over the Rainbow con il suo ukulele tenore a 8 corde [foto di Valeria Passaretta]

Il cibo come condivisione

Il cibo alle Hawaii significa prima di tutto condivisione. Lo zucchero è un alimento chiave, non solo perché ricette e bevande ne sono piene ma anche perché fu proprio lo zucchero a far confluire nelle isole tutti gli immigrati con il loro carico di pentole, wok e cesti in bambù per la cottura. Una tale comunanza ha prodotto una naturale condivisione del cibo. La ricetta tradizionale più famosa è il Saimin una zuppa di noodles cotta a vapore e i prodotti di mare freschi sono al centro della cucina hawaiana fin dall’antichità. Nonostante l’influsso della cultura americana oggi è ancora possibile trovare dei buoni ristoranti dove gustare la cucina hawaiana tipica. A partire dagli anni ’80 i migliori chef si riunirono per promuovere la cucina hawaiana autentica stringendo accordi con i produttori locali. Sono molto diffusi i ristoranti all’interno delle Plantation dove è possibili gustare piatti accompagnati da verdura e frutta coltivata direttamente su quei terreni. Anche se non è così diffusa, io ho apprezzato molto anche l’offerta di proposte vegetariane e vegane sia per le portate principali che per i dolci. Molto originali sono invece i Luau, festival dedicati al cibo e al vino accompagnati da danze folcloristiche.

Le 4 isole maggiori delle Hawaii: ad ogni isola il suo stile

Distante dalle terre emerse più di qualsiasi altra terra al mondo, l’arcipelago delle Hawaii si erge come un verde faro palpitante al centro del Pacifico. Si contanti 137 isole, isolette e atolli come un filo di tante perle differenti adagiate lungo il tropico del Cancro. Ci sono 4 isole maggiori, ognuna con il suo stile. Oahu è schizofrenica, indaffarata e sofisticata. Maui è sognatrice, dedita all’arte e pullula di luoghi hippy. Big Island è più selvaggia con spazi sconfinati ed energie creative. Kauai è antica e verde: fiumi, sentieri e paesaggi fanno di lei l’isola dell’avventura.

Io e mio marito abbiamo scelto di visitare Kauai e Maui nel mese di Maggio per il nostro viaggio di nozze. Per godersele a pieno è meglio partire prima Giugno, quando non sono ancora invase dai turisti.  Prenotando con largo anticipo si possono trovare voli a prezzi ancora accettabili. Inutile dire che si tratta di un viaggio di un certo peso, sia per il lato economico che per quello delle ore di volo. Organizzatevi per tempo gli itinerari e non ve ne pentirete!

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