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Svezia e Norvegia on the road: Kiruna e le Alpi norvegesi

Lago Blavatnet

L’entusiasmo per il mio ultimo viaggio on the road nella Norvegia artica è ancora alle stelle (ve ne ho parlato qui), ma l’avventura non è finita lì: il nostro minivan ci ha portato a Kiruna, nella Lapponia svedese, e poi fino ad uno splendido lago turchese sulle Alpi. Curiosi? Vi ho già raccontato la prima parte di quest’avventura vissuta con il mio compagno mentre qui trovate il resto del nostro itinerario e potrete scoprire com’è andata a finire…

Lapponia: l’Abisko National Park

Salutate le Lofoten ci dirigiamo verso la Lapponia svedese, dove visiteremo l’Abisko National Park e la miniera di Kiruna. Arriviamo nel parco nel primo pomeriggio, in tempo per fare una passeggiata (percorso n.4, viola) fino alle rapide del fiume. La camminata, quasi interamente all’interno del bosco, è abbastanza semplice ma il terreno è molto fangoso. E’ una bella gita ma rispetto alle escursioni fatte alle Lofoten c’è poco da dire.

Dati percorso 4: 12 km totali, dislivello 450 mt, 4 ore

 

Bjorklinder camping

Bjorklinder, un campeggio a 5 stelle [foto di Misa Urbano]

Campeggio Bjorklinder: abbiamo dormito qui per due notti. E’ stupefacente, un campeggio a 5 stelle a un prezzo più che abbordabile: 30 euro a notte per piazzola. I servizi sono ottimi: docce comode, bagni puliti, spogliatoio, lavanderia con asciugatrice, una grande sala comune, una cucina comoda, tavolo da ping pong e parete da allenamento per l’arrampicata. Ci sono anche un bar e un ristorante. Al bar servono ottimi panini e insalate, la cucina è la stessa del ristorante (però più economica) e c’è una bella vista sul lago con un romantico camino. Prima che faccia buio ci regaliamo una pausa nella Solar Egg, la sauna ad energia solare a disposizione degli ospiti.

Lapponia: Kiruna, la città che si sposta per far spazio alla miniera

La giornata successiva è dedicata a Kiruna per una visita della famosa miniera. La cittadina non è particolarmente interessante ma la storia della miniera LKAB e del suo rapporto con essa invece sì. La visita si può prenotare tramite il sito dell’ente del turismo e costa 260 SEK a persona per una durata di circa 3 ore. Durante il viaggio da Abisko a Kiruna siamo “costretti” a fermarci un paio di volte perché simpatici branchi di renne attraversano la strada davanti a noi.

Renne sulla strada per Kiruna

Renne sulla strada per Kiruna [foto di Misa Urbano]

Kiruna, la città si sposta: nuove case e nuovi quartieri a carico della miniera

La miniera di ferro LKAB è la linfa vitale della città e quando i dirigenti hanno avvertito la cittadinanza che avrebbero avuto bisogno di scavare in direzione dell’abitato, la decisione della popolazione è stata immediata: la città si sposterà. Ai proprietari della case nella zona interessata dall’ampliamento della miniera è stato offerto il denaro necessario per l’acquisto di un’altra abitazione nei nuovi quartieri in costruzione oppure la possibilità di vedere la propria casa ricostruita dalla stessa impresa che si occupa dei lavori per la miniera. A coloro che abitano in affitto è stato offerto un aiuto economico per diversi anni perchè lo possano sostenere anche nelle nuove zone, più costose. Persino la chiesa, simbolo della città, verrà smontata e ricostruita assolutamente identica in una collina nei nuovi quartieri. La città è nata con la miniera e senza morirebbe, per cui non ci sono state discussioni in merito ai cambiamenti in programma nei prossimi anni. Si sposterà anche il municipio e la città sarà più funzionale e moderna, con tanti spazi verdi che la renderanno ancora più accogliete per famiglie e bambini.

Kiruna

Kiruna, la città che si sposta per la miniera [foto di Misa Urbano]

Lapponia: Kiruna, una città a misura di famiglie

L’idea dei primi proprietari della miniera (inglesi) era di creare una città dove fosse bello crescere e vivere, e non è cambiata nel tempo. All’epoca gli architetti costruirono le case dei minatori con un progetto interessate: grandi abitazioni adatte ad ospitare due famiglie al piano terra e due appartamenti per uomini single ai piani superiori. Questo avrebbe permesso alle donne di aumentare le entrate familiari occupandosi della cura degli alloggi dei single. Queste grandi dimore, con le mura rosse e i tetti verdi, sono ancora presenti in città. A Kiruna inoltre era vietato bere alcolici pesanti (permessa solo la birra) e non potevano vivere donne non sposate, per evitare che gli uomini spendessero soldi con loro (tralascio l’aspetto sessista della vicenda): se una single avesse voluto vivere e lavorare in città o nella miniera avrebbe dovuto avere diverse raccomandazioni da parte della autorità per poterlo fare. L’idea alla base di questo atteggiamento era che gli uomini avrebbero lavorato e risparmiato denaro per far star bene la famiglia senza dilapidarlo altrove. Lo stipendio dei minatori era, ed è, di tutto rispetto e permette loro di vivere più che dignitosamente. I dipendenti della miniera inoltre hanno a disposizione docce e sauna per rilassarsi a fine turno e un parcheggio riscaldato per le auto, per evitare che sentano freddo quando tornano a casa dopo il lavoro (in inverno la temperatura arriva facilmente a -30°).

Kiruna, la visita alla miniera LKAB

La vita e il lavoro nella miniera LKAB vengono illustrati agli ospiti nel Visitor Center, ad oltre 500 metri di profondità. Ci si arriva in pullman attraverso una serie di tunnel che sembrano infiniti. Inizialmente ho sofferto un po’ la sensazione di soffocamento ma una volta dentro ci si abitua. Si scopre così che ormai donne e uomini lavorano ad oltre mille metri di profondità e che la miniera non si ferma mai durante l’anno. Mai.

Visitor Center Kiruna

Il Visitor Center della miniera di Kiruna [foto di Misa Urbano]

 La guida spiega i processi di costruzione dei tunnel, di estrazione, lavorazione e spedizione del ferro. Molto interessante il museo della miniera dove vengono conservati gli oggetti, le foto e gli strumenti legati alla sua storia. Il ferro estratto in migliaia di tonnellate ogni giorno viene trasportato via treno a Narvik, in Norvegia, e a Lulea, in Finlandia. Se vi capitasse di vedere un vagoncino giallo sentitevi fortunati: è il milionesimo costruito con il ferro estratto dalla miniera e l’unico di colore diverso!

Kiruna, un futuro tutto da scoprire

Sarà interessante tornare a Kiruna tra dieci anni, quando la sua trasformazione sarà completata. La città inoltre è un ottimo punto di partenza per le attività invernali, dalle escursioni allo sci, dalla corsa con le slitte trainate dai cani all’osservazione dell’aurora boreale. Noi siamo stati particolarmente fortunati e l’abbiamo potuta ammirare anche fuori stagione. Una lunghissima aurora avvistata dalla terrazza del campeggio quando ancora il cielo non era completamente buio e che ci ha tenuto per ore a naso all’insù.

Aurora boreale

L’aurora boreale dal campeggio di Bjorklinder [foto di Misa Urbano]

Alpi norvegesi: una meravigliosa e inattesa scoperta

Al risveglio partiamo da Abisko per raggiungere il Lyngenfjord, nella zona delle Alpi norvegesi, vicino a Tromso. Arriviamo nel tardo pomeriggio e ci fermiamo al Magic Mountain Lodge, un alberghetto delizioso dedicato agli amanti delle escursioni e della montagna. Sia d’estate che d’inverno lo staff organizza tantissime attività, dallo ski touring all’esplorazione dei fiordi del nord, corse sulle slitte, escursioni a cavallo e spedizioni a caccia dell’aurora boreale. Il Magic Mountain Lodge ha una cucina moderna oltre a ristorante e bar, sala hobby, sauna e biciclette a disposizione degli ospiti.

La Alpi norvegesi e il lago azzurro

Siamo arrivati al Lyngenfjord grazie ad uno scatto scovato su Instagram, modificando il programma iniziale di viaggio per poter fare una passeggiata fino al lago Blavatnet, uno specchio d’acqua nascosto in una vallata proprio sotto al ghiacciaio. La partenza del percorso è ben segnalata: si lascia l’auto in un parcheggio attrezzato con un funzionale bagno ecologico e ci si incammina per i 4,2 km del percorso, semplice ma scomodo perchè quasi interamente su massi e ciottoli.  Dopo aver scavalcato l’ultima barriera di rocce si arriva al lago, proprio sotto la lingua del ghiacciaio. Lo spettacolo è magnifico!

Lago Blavatnet

Il lago Blavatnet nelle Alpi norvegesi [foto di Misa Urbano]

Dati percorso Blavatnet: 9 km totali, dislivello 200 mt, 3 ore

Proviamo a fare un tuffo ma la temperatura esterna è di 6 gradi e quella dell’acqua altrettanto fredda. Siamo costretti a rinunciare alla nuotata ma ci godiamo la pace e il silenzio per qualche ora prima di andare verso Svensby, il porticciolo da cui parte il traghetto per Tromso. Ci vogliono solo 20 minuti di traversata per arrivare dall’altra parte del fiordo e mezz’ora scarsa di auto per giungere in città. Dormiamo al Tromso Camping, campeggio attrezzato alla perfezione (c’è anche una sauna), a pochi passi dal centro.

Tromso, un sabato in città

La nostra ultima giornata di viaggio è dedicata a Tromso dove, come ogni sabato mattina, le strade sono piene di gente che passeggia e si gode il proprio tempo libero e la città. C’è un gran fermento nella via principale, frutto di una manifestazione dedicata allo sport e alle attività tradizionali. Decidiamo di spostarci e a pranzo andiamo al giardino botanico, un bel parco curato dall’università di Tromso che raccoglie piante e fiori originarie delle zone artiche. E’ sempre aperto e totalmente gratuito.

Tromso orto botanico

L’orto botanico di Tromso [foto di Misa Urbano]

L’ultima notte la trascorriamo all’ABC Hotel di Tromso, un city hostel accogliente ed economico. Nonostante questo abbiamo avvertito immediatamente la nostalgia per il nostro minivan e la libertà che ci ha regalato in queste lunghe settimane di viaggio. Un’esperienza che sicuramente ripeteremo presto!

Viaggio on the road con un minivan: i miei consigli

Il minivan, scegliendo la fornitura base, ha davvero tutto: stoviglie, piatti, utensili, fornelli, gas, riscaldamento e coperte. Per rendere il vostro viaggio più confortevole non dimenticate ciabattine a fascia di gomma, comode da indossare in campeggio e per muoversi velocemente se di notte vi scappa la pipì. Per lo stesso motivo, oltre ad un pigiama vi consiglio una tuta comoda da mettere dopo la doccia. A fine giornata non avrete voglia di indossare altro. Portate poi una prolunga (la nostra era di 20 mt) e un adattatore con presa da cantiere per agganciarvi alle colonnine del campeggio e avere l’elettricità. Utile anche una ciabatta che moltiplichi le prese per ricaricare macchina fotografica e cellulare contemporaneamente, o anche per asciugarsi i capelli. Portatevi il phon perchè nei campeggi non c’è e spesso non c’è neanche una presa a cui attaccarlo.

Minivan

Il nostro piccolo e accogliente minivan [foto di Misa Urbano]

Considerate poi che dopo un paio di giorni i vostri asciugamani per la doccia, se non potrete lasciarli all’aria aperta, non avranno un buon odore. Approfittate quindi di ogni campeggio dotato di lavatrice e asciugatrice per riportarli all’originario splendore!

Infine, prima di partire scaricate l’app norvegese delle previsioni meteo (YR) e soprattutto quella per le previsioni dell’aurora boreale: Aurora FCST. E godetevi il  viaggio!

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