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New Orleans, Memphis e Nashville: itinerario nelle città della musica

Memphis è una destinazione fondamentale per tutti gli amanti della musica

Appassionati di musica? Allora non potete perdervi un viaggio tra le città che hanno fatto la storia del blues, del rock’n’roll, del jazz, del country! New Orleans, Memphis e Nashville sono sicuramente alcune delle tappe fondamentale per ogni musicista. Non solo. Il loro fascino senza tempo, le loro vibrazioni, il loro carisma riesce ad affascinare chiunque.

Lasciatevi allora trasportare dalle note del nostro viaggio e scoprite una parte degli Stati Uniti davvero unica.

New Orleans: cosa vedere

La nostra settimana all’insegna della musica inizia con New Orleans, in Louisiana. Molti si ricorderanno questo nome per la devastazione dell’uragano Katrina nel 2005. La città è purtroppo conosciuta anche per i suoi problemi di sicurezza. Non vi preoccupate, il centro storico è comunque accessibile senza problemi. Prestate attenzione alle vostre borse come fareste in qualsiasi luogo affollato e restate nei quartieri più centrali. Nel Garden District, nell’Art District e soprattutto nel quartiere francese troverete tutto quello che state cercando.

A New Orleans il quartiere francese è un paradiso per chi ama la musica

Musicisti nel quartiere francese (foto di Carlotta Mariani)

 

New Orleans: quartiere francese

È il cuore pulsante della città e forse uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visto. Le architetture che mescolano stili diversi, i musicisti per strada, i negozi voodoo… potreste trascorrere un’intera giornata passeggiando per queste stradine senza mai annoiarvi o avere la sensazione di deja vù. In più, se anche voi, come me, siete appassionati della serie The Originals o del film Intervista col vampiro troverete delle atmosfere sicuramente familiari.

Il quartiere francese è l’area più antica di New Orleans e Bourbon Street è la strada più famosa di questa zona. Percorretela avanti e indietro, di giorno, ma soprattutto di notte, per ascoltare un susseguirsi di band dal vivo a qualsiasi ora. L’ingresso nei locali è il più delle volte gratuito. Su questa via si affaccia il jazz club Fritzel’s, un piccolo e pittoresco bar all’interno di une edificio con quasi 200 anni di storia. Musica dal vivo, cimeli sulle pareti, atmosfera intima e ottimi cocktail.

Il jazz club Fritzel's è uno dei locali più interessanti di New Orleans per la musica

Serata musicale al Fritzel’s (foto di Carlotta Mariani)

Sempre nel quartiere francese, ma leggermente defilata dalla pazza Bourbon Street, non perdetevi la Preservation Hall (726 St. Peters St.). Esternamente non attira l’attenzione come altri locali luccicanti, con porte e finestre aperte e giovani danzanti. Appena varcata la porta si entra in una stanza dalle pareti grigie, senza amplificatori o microfoni e lì inizia la vera magia… La Preservation Hall è nata negli anni ’50 come galleria d’arte. Presto il proprietario, Larry Borenstein, diede la possibilità ai musicisti jazz di fare le prove in questo spazio. Erano gli anni del rock’n’roll e per la musica jazz e per i suoi artisti non erano tempi facili. Nonostante tutto queste jam session ebbero successo. Divennero delle vere e proprie esibizioni dal vivo e Borenstein insieme a due appassionati, Allan e Sandra Jaffe, crearono l’associazione no profit The New Orleans Society for The Preservation of Traditional Jazz. I proventi dei live sostenevano la conservazione del jazz di New Orleans, un mix di sonorità europee, africane e caraibiche. Ancora oggi è un centro culturale importante con concerti, attività di formazione e iniziative sociali (all’epoca l’associazione aveva sostenuto il movimento a favore dei diritti civili nel Sud degli Stati Uniti). Gli spettacoli sono alle 18, alle 20, alle 21 e alle 22. Il biglietto costa 15 dollari dalla domenica al giovedì e 20 dollari venerdì e sabato.

Tra un live e l’altro, prendetevi una pausa nel giardino di Jackson Square. È qui che ogni anno a inizio agosto si svolge il Satchmo SummerFest, il festival dedicato a Louis (Satchmo) Armstrong, uno dei più famosi jazzisti al mondo.

New Orleans è la città di Louis Armstrong

Parata per il Satchmo SummerFest (foto di Carlotta Mariani)

Di fronte si trova la cattedrale di Saint Louise. Attorno al parco, fin dagli anni ’20, si raccolgono artisti, pittori e cartomanti.

Nell’angolo della piazza verso il Mississippi, dove inizia il French Market, c’è il noto Café du Monde. Dal 1862 propone i più famosi Beignets di New Orleans. Che cosa sono? È pasta lievitata e fritta, una ricetta cajun, un gruppo discendente dai canadesi francofoni della regione dell’Acadia, trasferitisi in Louisiana dopo l’espulsione dalle loro terre nel XVIII secolo. La notorietà di questo caffè fa sì che la fila all’ingresso sia sempre lunga. Se volete assaggiare questa specialità vi consiglio pure il Cafe Beignet su Bourbon Street.

New Orleans: Frenchmen Street

Altra strada famosa (ma meno turistica e rumorosa di Bourbon Street) per il mondo della musica. Qui si svolgono alcune delle iniziative del Satchmo SummerFest e ci sono club famosi e suggestivi come The Spotted Cat (623 Frenchmen St; consigliato!). Per molti è uno dei luoghi più autentici di New Orleans. Lo diceva anche l’autista di Uber che ci ha portato dall’aeroporto al centro.

New Orleans: Louis Armstrong

È sicuramente uno degli artisti più acclamati di tutti i tempi. Armstrong è nato a New Orleans il 4 agosto 1901. Anche se ha vissuto a lungo a Chicago poi a New York (dove è morto), il suo nome resta indissolubilmente collegato a questa città. L’aeroporto è dedicato a lui così come un parco creato in un luogo simbolo per la musica, Congo Square. Era infatti qui che gli schiavi venivano a suonare e a cantare nel loro pomeriggio libero tra ‘700 e ‘800. Secondo molti, è qui che sono state poste le basi del jazz.

Louis Armstrong Park a New Orleans

L’ingresso del Louis Armstrong Park (foto di Carlotta Mariani)

Congo Square era (ed è) considerato un luogo perfetto pure per i riti voodoo

New Orleans: voodoo e cimiteri

Il fascino della città non è dovuto solo alla musica, ma anche alla sua atmosfera a tratti inquietante, a tratti misteriosa e magica. Il voodoo è stato portato in Louisiana dagli schiavi africani ed è a New Orleans che ha operato la sua più famosa interprete: Marie Laveau. È sepolta nel cimitero di St. Louis #1, il più noto della città, a pochi passi dal Louis Armstrong Park. La sua tomba è una delle attrazioni più popolari e dicono che ancora oggi i suoi seguaci si riuniscano qui per compiere i loro riti. Chissà se loro pagano il biglietto… sì perché ora il cimitero è accessibile solo con una visita guidata a pagamento (20 dollari). All’ingresso ci hanno detto che altrimenti è pericoloso visitare i cimiteri perché i malviventi si riescono a nascondere facilmente tra le lapidi. Sarà vero? Tempo dopo ho letto che il vero problema sono gli atti vandalici.

Di tour guidati ai cimiteri di New Orleans ce ne sono tanti (circa 40 dollari a persona). Del resto questi luoghi raccontano la storia della città e alcune tombe e mausolei sono delle vere e proprie opere d’arte.

Passeggiando nel quartiere francese abbiamo scoperto per caso la Boutique du Vampyre (709 Saint Ann St.) e abbiamo chiesto alla commessa qualche consiglio. Lei diceva che non c’era nessun pericolo e che secondo lei il più suggestivo era il Lafayette Cemetery #1 nel Garden District. Risale al 1833 ed effettivamente è stata una visita suggestiva. Chi segue The Originals riconoscerà sicuramente l’ingresso di questo luogo. Unico difetto: se si evitano i tour guidati si perdono i racconti sui fantasmi che infestano i cimiteri e la città…

Memphis: il tour del Rock ‘n’ Roll

Il nostro viaggio prosegue risalendo il Mississippi, verso nord, per arrivare a Memphis. Se New Orleans è legata a Louis Armstrong e al jazz, Memphis, in Tennessee, è la città del blues, del rock’n’roll e di… Elvis Presley. Qui, a 13 anni, si è trasferito e ha mosso i primi passi quello che sarà uno degli artisti più famosi e amati al mondo. È successo nel 1953, negli studi della Sun Records. All’epoca la casa discografica permetteva a chiunque di incidere la propria canzone a pagamento (4 dollari). E così fece Elvis come regalo per sua madre. La segretaria dello studio rimase sbalordita dal suo talento e ne parlò con il titolare Sam Phillips che, però, non era convinto. Solo un anno più tardi richiamò Elvis e di lì a poco nacque il rock ‘n’ roll.

Memphis: Sun Studio

La nostra visita deve partire da qui, dalle pareti che hanno sentito suonare non solo un giovanissimo Elvis, ma anche Johnny Cash, Carl Perkin, Jerry Lee Lewis, per citare solo i più famosi, coloro che sono stati definiti “The Million Dollar Quartet”.

Memphis e i Sun Studio sono una tappa obbligata per tutti gli appassionati di musica

Sun Studio (foto di Carlotta Mariani)

Le sale possono essere visitate solo attraverso visite guidate ogni 30 minuti dalle 10.30 alle 17.30 per 14 dollari. La nostra guida era molto brava, esperta di aneddoti e soprattutto appassionata.

Poco distante vi segnalo il negozio di chitarre e bassi St. Blues (645 Marshall Ave.). Potete ammirare dei pezzi unici, chiacchierare con uno dei titolari (una persona gentilissima!) e suonare qualcosa. Se siete dei musicisti segnatevi anche questi indirizzi: Midtown Shop (2272 Central Ave), Amro (2918 Poplar Ave) e naturalmente il Gibson Beale Street Showcase (145 Lt. George W Lee Ave) che si può visitare con interessanti tour guidati.

A Memphis si può visitare la fabbrica dove si producono le chitarre Gibson

L’interno della Gibson Factory a Memphis (foto di Carlotta Mariani)

Memphis: Rock ‘n’ Soul Museum

Davanti alla fabbrica delle leggendarie chitarre Gibson, si trova il Rock ‘n’ Soul Museum (191 Beale St.), un percorso nella storia della musica a Memphis (e non solo) a partire dagli anni ’20- 30. Erano quelli gli anni in cui in ogni angolo di Memphis risuonavano le note blues, che poi hanno ispirato artisti come B.B. King e Howlin’ Wolf.

Il biglietto costa 12 dollari. Qui potete acquistare anche il Backstage Pass a 84 dollari che comprende gli ingressi al museo del Rock ‘n’ Roll, al Sun Studio, allo Stax Museum (dedicato all’omonima etichetta specializzata in soul music) e a Graceland, la villa mastodontica di Elvis Presley.

Il museo del Rock'n' Roll è una delle attrazioni da vedere a Memphis

Storia della musica al Rock ‘n’ Roll Museum (foto di Carlotta Mariani)

Sono sincera, a Graceland non sono stata. Vedere la sua cucina, il letto dei suoi genitori, i suoi aeroplani,… non mi sembrava un’esperienza così esaltante. Forse non sono una fan tanto affiatata… per me è stato più emozionante ascoltare la sua primissima registrazione al Sun Studio. Se siete comunque interessati i biglietti partono da 38.75 dollari. Il giardino da meditazione dove c’è la tomba di Elvis e di altri familiari si può visitare gratuitamente dalle 7.30 alle 8.30.

Memphis: Beale Street

Last but not least, al calar della sera fermatevi su Beale Street per ascoltare un po’ di musica dal vivo. Potremmo definirlo l’equivalente di Bourbon St. a New Orleans anche se questa strada è molto più piccola ed esteticamente meno iconica. Eppure qui si è fatta la storia… è qui che i musicisti di colore proveniente dal Delta hanno portato i loro canti. Questo legame è ricordato dalla Walk of Fame, una serie di stelle con il nome dei grandi musicisti di ogni tempo.

Per ascoltare qualche gruppo interessante (nb. l’ingresso di molti locali è a pagamento) vi suggerisco il B.B. King’s Blues Club e il Rum Boogie Cafe, giustamente consigliato pure dalla nostra guida alla Gibson Factory. Quest’ultimo è particolare anche per l’arredamento formato da tante (tantissime) chitarre. In più, i piatti vegetariani sono buoni.

Il Rum Boogie Cafe è consigliato per ascoltare ottima musica dal vivo

Il soffitto del Rum Boogie Cafe (foto di Carlotta Mariani)

Nashville: cosa vedere

Come Elvis, anche noi siamo passati da Memphis a Nashville. Il re del Rock ‘n’ Roll infatti, dopo esser stato lanciato dal Sun Studio, accettò l’offerta dell’etichetta discografica RCA – Studio B a Nashville. Altro luogo da visitare per tutti gli appassionati di musica. Pensate che qui sono state registrate più di 35mila canzoni! Secondo me però queste stanze hanno meno fascino del Sun Studio ma c’è la possibilità di vedere e toccare il pianoforte di Elvis.

La visita guidata dello Studio B è legata a quella del Country Music Hall of Fame and Museum. Il biglietto per entrambi gli ingressi costa 39.95 dollari, solo il museo 24.95 dollari.

Per me il Country Music Hall of Fame and Museum è stata una delle attrazioni più interessanti a Nashville. Ripercorre la storia della musica, in particolare country, con cimeli, schede, audio guide e filmati. È pure conservata la Cadillac d’oro di Elvis Presley.

Per tutti i fan, la città ospita pure il Johnny Cash Museum (119 3rd Ave S). Del resto, anche questa icona musicale ha trascorso parte della sua vita qui ed è qui che è deceduto nel 2003.

Nashville: The Grand Ole Opry

Altra tappa assolutamente da non perdere a Nashville. Avete mai sentito parlare del Grand Ole Opry? È probabilmente il più longevo programma radiofonico della storia. Le trasmissioni sono iniziate il 28 novembre 1925 e ancora oggi sono un punto di riferimento per tutti gli appassionati di musica country. Non solo. Un paio di volte alla settimana il programma diventa una serata di concerti alla Grand Ole Opry House di Nashville (2804 Opryland Drive). I biglietti partono da 38 dollari e sul sito è possibile vedere le date e gli artisti protagonisti. In questo modo anche noi possiamo entrare a far parte dello show radiofonico ed è un’esperienza bellissima.

Cosa vedere a Nashville? Il Grand Ole Opry è un'esperienza da non perdere

La band al Old Crow Medicine Show al Grand Ole Opry (foto di Carlotta Mariani)

Nashville: musica dal vivo

Il tratto di Broadway all’interno del quartiere The District è la Bourbon Street di Nashville (più o meno…). Potete trovare negozi di souvenir e locali dove ascoltare musica dal vivo a qualsiasi ora del giorno e della notte. Provate l’Honky Tonk Highway dove trovare anche ottime birre artigianali locali.

Altro posto interessante per i club (fin dagli anni ’40) è la vicina Printer’s Alley. In particolare, vi consiglio di fare un salto al Bourbon St Blues and Boogie Bar e allo Skull’s Rainbow Room. Buona musica assicurata!

In più, non dimenticatevi di controllare il calendario degli eventi perché spesso la città ospita festival musicali.

Se invece volete strimpellare un po’, il Carter Vintage Guitars (625 8th Ave S) sarà il vostro paradiso. Vi sfido a uscire dal negozio senza aver comprato niente!

3 comments

  • Wow! Questa parte di Stati Uniti è davvero affascinante. Io sono appassionata di musica e leggendo questo articolo mi è venuta voglia di fare le valige e partire per un viaggio on the road in Louisiana e Tennessee. Prima o poi lo faccio! E torno con non so quante chitarre… 😀

    • Se sei appassionata di musica è sicuramente uno dei viaggi da fare almeno una volta nella vita! Io stavo per tornare a casa con l’ukulele… per fortuna ero troppo indecisa sul colore e mi sono accontentata di una serie di vinili 🙂

  • […] This Italian publication wrote about Memphis as a music city. I’m not sure what they said exactly because I don’t speak Italian, but I have a […]

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