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Norvegia artica: on the road da Tromso alle Lofoten

Lofoten, il porto di Reine

Sognavo le Isole Lofoten da tempo e questo viaggio on the road con il mio compagno è stato un’avventura continua. Avete mai nuotato in mare a Nord del Circolo Polare Artico? Questa è solo una delle tantissime esperienze meravigliose che mi sono capitate durante le mie due settimane nella Norvegia artica e nella Lapponia svedese a bordo di un minivan. Ne ho già nostalgia! All’occorrenza è stato mezzo di trasporto, camera da letto, cucina e persino sala cinematografica. La confusione non è mancata ma è stata parte del divertimento. Ora vi racconto com’è andata.

Tromso, la porta d’ingresso della Norvegia artica

Il nostro viaggio è cominciato a Tromso, famosa per avere la più alta densità di pub per numero di abitanti. La Parigi del Nord, questo il suo soprannome (un po’ esagerato per me) è una cittadina graziosa con un centro storico colorato dalle tipiche casette di legno scandinave, allegre e affascinanti, la via pedonale dedicata allo shopping e un numero esagerato di ristoranti, locali e pub dove fermarsi a mangiare, bere qualcosa o ascoltare musica. Il mio posto del cuore è la caffetteria al 102 di Storgata, ideale per la colazione o una pausa a merenda: non potete non provare le loro kanelsnurr, le deliziose (ed enormi) girelle alla cannella, e dovete farvi preparare una speciale tazza di caffè appositamente miscelato secondo i vostri gusti nella torrefazione del locale.

Tromso: cosa fare in città

Tromso si gira comodamente a piedi: attraversate il ponte e andate fino alla funivia. Dalla cima (salita e discesa costano 170 nok a persona) vedrete un bel panorama e potrete passeggiare osservando dall’alto la città e il suo fiordo. Tornati in centro vi consiglio una visita al Perspektivet (ingresso gratuito) che custodisce un’interessante mostra fotografica sulla vita di Tromso, mostrando com’è cambiata la città dalla metà del ‘900 ad oggi. Si trova sulla via principale, proprio di fronte alla mia caffetteria preferita.

Caffetteria a Tromso

La migliore caffetteria di Tromso [foto di Misa Urbano]

Assolutamente da vedere anche  il Polaria Museet, il museo delle esplorazioni artiche con tantissime storie interessanti sugli uomini che affrontavano viaggi incredibili inseguendo il sogno di raggiungere il Polo Nord. All’ingresso vi daranno una guida (c’è anche in Italiano) che vi permetterà di seguire meglio il percorso museale. Vi consiglio di prenderla soprattutto perchè alcune indicazioni sui reperti esposti sono solo in norvegese.

Tromso, cosa evitare

Qualcosa che non è piaciuta c’è stata: il Polaria, che secondo me non vale il prezzo del biglietto d’ingresso (130 nok a persona). Il filmato sulle aurore boreali, che ne spiega l’origine, è abbastanza banale: su YouTube ho visto di meglio. Il percorso all’interno del museo prosegue lungo un tragitto che dovrebbe essere la ricostruzione dell’ambiente artico fino ad una serie di acquari e poi alla vasca delle foche, dove gli addestratori fanno fare ai poveri animali degli esercizi da circo. Molto triste. Il Polaria è un centro didattico per bambini ma non mi è piaciuto per niente.

Norvegia artica: Senja e le isole Lofoten

Ritirato il nostro minivan, prenotato prima di partire attraverso Touring Cars, per noi è arrivato il momento di muoverci verso Senja, isola custodita gelosamente dai norvegesi. Meno conosciuta e frequentata rispetto alle Lofoten, non ha nulla da invidiare al famoso arcipelago. Il percorso prevede una breve traversata in traghetto da Sommaroy a Senja ma facciamo un errore, confidando che ce ne siano in continuazione. Sbagliato. Durante il week end le corse sono ridotte quindi bisogna calcolare bene i tempi. Noi siamo arrivati al molo di Brensholmen alle 13.30 (da Tromso ci vuole un’oretta lungo una bella strada panoramica) ma la partenza del traghetto è prevista alle 17. Poco male, la giornata era calda e soleggiata e così ne abbiamo approfittato per una camminata sulle famose spiagge bianche di Sommaroy e un panino nell’unico locale del piccolo villaggio.

Spiaggia di Sommaroy

La spiaggia di Sommaroy [foto di Misa Urbano]

Sbarcati a Senja siamo andati a prendere il nostro posto in campeggio, il Fjordbotn, per poi fare un giro nel piccolo villaggio di Husoy. La strada per arrivarci è bella e panoramica ma il villaggio non offre nulla ai visitatori se non le belle case vacanza dei norvegesi da ammirare. Purtroppo il giorno successivo non abbiamo avuto modo di visitare Senja come avremmo voluto per via del maltempo, accontentandoci di girarla in auto. Ci siamo diretti così verso i vari villaggi segnalati sulla mappa nella costa occidentale, piccolissimi agglomerati di casette con vista sull’oceano.

 

La spiaggia di Bovaer a Senja

La spiaggia di Bovaer a Senja [foto di Misa Urbano]

Ci siamo fermati a mangiare un panino in macchina davanti alla spiaggia di Bovaer, particolarmente bella e selvaggia. In una giornata di sole sarebbe stata davvero incredibile: acqua turchese, sabbia bianchissima e casette rosse di contorno. Molto graziosa poi la baia di A i Senja, con un bel locale elegante dove mangiare o prendere una cioccolata calda con panna. Si tratta di un resort che offre diverse soluzioni per dormire una o più notti.

Campeggio Fjordbotn: si trova proprio sulla riva del fiordo e ci permette di ammirare un luminoso tramonto, ma è davvero spartano e nonostante i 10° ci sono parecchie zanzare. Servizi: due toilette e due docce per genere, la cucina è grande (8 fornelli) e fornita di piatti e stoviglie.

Isole Lofoten: Svolvaer

Lasciata Senja arriviamo nella principale cittadina delle Lofoten, Svolvaer, all’ora di pranzo. Nel pomeriggio finalmente mettiamo gli scarponcini da trekking per la nostra prima escursione: saliremo sul monte sopra la città. Il percorso è tracciato, di difficoltà media per via di alcuni passaggi più difficili dove serve un po’ di attenzione per arrampicarsi sulle rocce e per non finire nel fango.

Il panorama su Svolvaer [foto di Misa Urbano]

Dati percorso Svolvaergeita: 5 km totali, dislivello 600 m, 3 ore.

Nel tardo pomeriggio ci siamo concessi una passeggiata nella zona pedonale di Svolvaer, tra la chiesa e il porto dove attracca il postale dei fiordi, il famoso Hurtigruten. Per i rifornimenti si fa tappa alla caffetteria che si trova sulla piazza principale, di fronte all’ufficio turistico. I suoi sjokoladeballer sono piuttosto cari ma irresistibili. Fate un salto anche all’ufficio turistico per procurarvi la guida dei sentieri: è molto utile perchè spesso e volentieri non sono segnalati e non è semplice trovarli.

Campeggio Sandvika Fiord: è uno dei più grandi e frequentati, a buon ragione. Si trova in una bellissima posizione sul fiordo, si possono affittare le canoe e chi pesca ha a disposizione un comodo lavandino esterno per pulire il pesce oltre a un grande barbecue per mangiare in compagnia. Ci sono molte toilette dislocate in tutta l’area del campeggio, diverse docce (a pagamento) mentre la cucina è piuttosto piccola e vecchia. Nel complesso comunque un camping confortevole.

Isole Lofoten, Henningsvaer

Al risveglio ancora pioggia. Abbiamo così deciso di andare a Henningsvaer, conosciuta come la  “Venezia delle Lofoten“. Ovviamente non ha nulla a che vedere con la città lagunare ma il villaggio ha un’atmosfera accogliente, ci sono tanti ristorantini sul porto e negozi di artigianato locale, laboratori per la lavorazione dell’argento e gallerie d’arte. Ci siamo fermati a mangiare nel Klatrekaféen, un locale completamente dedicato agli amanti della montagna. È carinissimo, in una ottima posizione sul porto e si mangia molto bene. Offre anche piatti vegetariani e il prezzo è accettabile: una zuppa, due panini con contorno di verdure e due bibite a 20 euro a testa. Per gli standard norvegesi davvero economico.

 

Porticciolo di Henningsvaer

Il porticciolo di Henningsvaer [foto di Misa Urbano]

Isole Lofoten: shopping a Henningsvaer

Perché non approfittare di una giornata di pioggia per un po’ di shopping? Di fronte al Klatrekaféen si trova un negozio di abbigliamento sportivo che vende anche i prodotti Haddock, l’azienda locale che produce cappelli, guanti e fasce di lana di ogni forma e colore fatti a mano. Più avanti nel villaggio trovate il negozio monomarca. Proseguendo il giro di Henningsvaer, dall’altra parte del porto, c’è il laboratorio di una simpatica signora (Rokken) che produce, anche lei, accessori di lana. I suoi prodotti sono esposti nella sua bella casa con vista sul porto.

 

Panorama su Henningsvaer

Il panorama su Henningsvaer [foto di Misa Urbano]

Quando ha smesso di piovere ci siamo preparati per l’escursione del giorno, che parte dalla curva subito prima del primo ponte per la cittadina. Il percorso non è tracciato e inizialmente abbiamo faticato a trovare il sentiero. Una volta risolto il problema siamo andati spediti fino alla cima per goderci il panorama.

Dati percorso Nipen: 3 km tot, dislivello 200 mt, 2 ore

Campeggio Unstad Artic Surf: si tratta di un campeggio dedicato ai surfisti perchè vicino ad un famoso spot per il surf artico, ha una bella lobby (che chiude però alle 20), una moderna service house per gli ospiti con cucina ben attrezzata e un accogliente salotto, una piccola sauna e una vasca idromassaggio all’aperto (durante la nostra visita però era fuori servizio). Una sola toilette per genere, docce e spogliatoi comodi. A disposizione gratuitamente biciclette per raggiungere la spiaggia e a pagamento lezioni di surf (120 euro a lezione). Prezzo doppio rispetto agli altri campeggi: per una piazzola 60 euro a notte. Davvero esagerato.

Isole Lofoten: un tuffo oltre il Circolo Polare artico

La mattina dopo finalmente cielo sereno e sole. Andiamo a Haukland Beach, una famosa spiaggia che si trova sull’isola centrale dell’arcipelago delle Lofoten, Vestvagoya. È davvero bellissima, sembra di essere in Sardegna!  Da qui parte anche un percorso piuttosto impegnativo per arrivare a godersi il panorama dalla cima. Si sale fino a 900 metri sul livello del mare ma non esitate perché lo sforzo è ampiamente ripagato.

 

Il panorama su Haukland Beach alla fine dell’escursione [foto di Misa Urbano]

Di buon passo ci vogliono un paio di ore per il punto da cui scattare le foto più migliori. Pranzo al sacco in cima prima di scendere e tuffarsi in mare. L’acqua è ghiacciata ovviamente ma volete mettere che soddisfazione farsi una nuotata oltre il Circolo Polare Artico?

Dati percorso Himmentindan: 7 km totali, dislivello 750 mt, 4 ore

Campeggio Skagen: la location è molto bella perchè il campeggio si trova proprio sulla spiaggia ma di contro c’è un certo affollamento e i servizi sono decisamente da rivedere (un solo bagno per genere e una doccia a pagamento). La cucina è piuttosto vecchia e piccola, nessuna lobby. Sono sull’elenco della camping Key Card ma non offrono alcun sconto ai soci.

Isole Lofoten: escursione a Reine

Piove, tanto per cambiare. Sotto la pioggia e un bel po’ di vento visitiamo i villaggi di Hamnoy e Reine: sono minuscoli e così tipici, con le loro rorbuer rosse che si riflettono in acqua. Non appena il cielo si apre (e dopo aver ingoiato una dose spropositata di calorie nella caffetteria di Reine) saliamo in cima.

 

Il caratteristico villaggio di Reine

Il bel villaggio di Reine [foto di Misa Urbano]

L’inizio del percorso è subito dopo la galleria sulla strada principale, è ben segnalato ma come in altre occasioni il percorso invece non lo è. Lasciatevi le rocce a sinistra e proseguite fino in cima, facendo attenzione perché più si sale più il sentiero diventa ripido e impervio. Più difficile il percorso, migliore è il premio. La vista infatti è davvero emozionante e il panorama è uno dei più fotografati di tutte le Lofoten. Al ritorno fate attenzione a seguire lo stesso percorso dell’andata, passando dalla scalinata di pietra perchè l’altro tracciato è particolarmente scomodo e scosceso.

 

Lofoten, panorama su Reine

Il panorama sul bel villaggio di Reine [foto di Misa Urbano]

Dati percorso Reinebringen: 3 km totali, dislivello 400 mt, 3 ore

La giornata si conclude ad Å, l’ultimo villaggio dell’arcipelago. Non ci colpisce, sembra tutto molto finto e ad uso e consumo dei turisti. Il forno del villaggio che dal 1844 sforna il pane e i dolci per i pescatori invece è eccezionale, approfittatene!

Campeggio Moskenesstraumen di Å: costa poco e vale altrettanto. Una doccia, due bagni e una cucina senza alcuna fornitura, né pentole né padelle, con un solo tavolino e 4 sedie. In questo modo per mangiare si devono fare i turni.

Le spiagge delle Lofoten: Kvalvika e Horseid

Sapevate che ci sono spiagge meravigliose alle Lofoten? E che nel periodo giusto si può fare il bagno? Di Haukland Beach vi ho già parlato ma ce ne sono altre due che meritano sicuramente una visita. La prima è Kvalvika Beach. Il percorso per arrivarci parte dal parcheggio di Torsfjorden ed è ben segnalato: viene indicato come semplice ed in effetti, fango a parte, non presenta grosse difficoltà. Con un’ora e mezzo di cammino si arriva alla spiaggia di Kvalvika: bella, ampia e selvaggia, con sabbia bianca e acqua turchese.

Lofoten, panorama su Kvalvika Beach

La lunga spiaggia di Kvalvika [foto di Misa Urbano]

Mangiamo il nostro panino in spiaggia e poi prendiamo il percorso che sale sulla montagna di Ryten per ammirare il panorama dall’alto. La salita ha un dislivello di 400 mt. circa, abbastanza lunga ma non troppo ripida. Per arrivare in cima e tornare alla macchina impieghiamo circa 4 ore.

Dati percorso Kvalvika Beach e Ryten: 7,5 km totali, dislivello 400 mt, 4 ore

Moskenes Camping: ottimo, ha bagni e docce moderne e pulite. La cucina invece è piccola ma comunque ben fornita. C’è anche un pub dove trascorrere la serata ma attenzione ai prezzi: una cioccolata calda con panna costa 5 euro.

L’ultima escursione che ci aspetta alle Lofoten è quella per Horseid Beach. Per arrivarci bisogna prendere il traghetto che va da Reine a Kirkefjord. Il problema è che gli orari dei traghetti non sono molto chiari e gli addetti alla biglietteria decisamente poco cortesi. La domenica il traghetto parte alle 11 e arriva a destinazione alle 11.40. Ripartirà alle 15:15. Il percorso nella prima parte di salita è molto semplice ma una volta in cima al passo bisogna attraversare le rocce e una lunga palude di fango prima di arrivare alla spiaggia, profonda 2 km.

Lofoten, panorama su Horseid Beach

Questo è il mare delle Lofoten [foto di Misa Urbano]

Di passo molto svelto ci vuole un’ora e mezza, giusto il tempo per arrivare a riva, mangiare qualcosa (10 minuti di stop totali) e tornare indietro in tempo per l’ultimo traghetto. Meglio considerare di andare in un giorno della settimana, magari il venerdì, quando l’ultimo traghetto per Reine parte in serata. In questo modo si ha molto più tempo di godersi la spiaggia che merita davvero.

Dati percorso Horseid Beach: 10 km totali, dislivello 200 mt, 3 ore

Torniamo al Moskenes Camping e questa scelta ci premia perchè intorno alle due del mattino veniamo sorpresi dall’aurora boreale che danza sul mare. Uno spettacolo commovente che non dimenticheremo mai. La nostra ultima notte alla Lofoten non poteva essere migliore di così.

Lofoten, aurora boreale

L’aurora boreale nell’ultima notte alle Lofoten [foto di Misa Urbano]

Nel prossimo post vi racconterò la seconda parte del nostro viaggio, quella che ci ha portato nella Lapponia svedese, nell’Abisko National Park e nella miniera di Kiruna. Vi racconterò delle renne e di un’altra immensa aurora boreale, delle Alpi norvegesi e di un lago blu. Questo viaggio tra Lofoten, Norvegia artica e Svezia è stato una continua sorpresa e ho ancora tante avventure da raccontarvi!

Intanto, visto che avete avuto la pazienza di leggermi fino a questo punto, ecco l’itinerario completo del viaggio

 

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