Search for content, post, videos

Il diabete in viaggio

piatto con verdure su tavolo di legno visto dall'alto

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta del diabete in viaggio. Anche in questa occasione sarà Claudio di Trip Therapy a raccontarmi la sua esperienza e, in particolare, a cosa fare attenzione se si ha il diabete e si viaggia.

Chi ha il diabete può fare qualsiasi vaccinazione o deve porre particolare attenzione a qualche aspetto in particolare?
Sì, ovviamente occorre prestare maggiore attenzione. Io in genere consiglio sempre di rivolgersi agli specialisti perché ogni storia ha i suoi particolari risvolti, anche per chi ha il diabete!
Io sono partito con tutto il libretto vaccinazioni compilato e nello specifico ho dovuto anche fare il vaccino contro la febbre gialla per poter salpare a bordo delle navi cargo.
Non ho invece provveduto alla profilassi antimalarica per le particolari condizioni di conservazione del farmaco e la durata del mio viaggio.

Mentre eri in viaggio ti è capitato di prendere integratori? C’è qualcosa che hai dovuto tenere in mente in questo caso?
Ovviamente ho preso integratori durante il mio viaggio anche se prediligevo quelli naturali per un discorso etico e di budget assai ridotto. Mi confrontavo di volta in volta con la mia nutrizionista e, in base ai climi e ai paesi, lei mi suggeriva i migliori prodotti naturali. A volte invece prendevo quelli che possiamo chiamare “classici”, con l’attenzione che non contenessero ovviamente zucchero.
L’importante in questi casi è sempre tenere ben monitorata la glicemia con un glucometro e a tal fine vi sono innovative App come, ad esempio, One Touch Reveal che possono essere di grandissimo aiuto. La App è infatti un valido strumento tecnologico, che permette di sincronizzare automaticamente i risultati delle misurazioni glicemiche direttamente sul proprio smartphone, organizzandoli con grafici semplici e colorati.

Parliamo di diabete e alte temperature: nel tuo itinerario intorno al mondo come hai tenuto l’insulina al riparo dal calore?
Io viaggiavo con una borsa termo protettiva che riparava da temperature non idonee, conservando quella “da frigo” grazie a delle mattonelle di ghiaccio. Nessuno mi ha mai rifiutato un aiuto o chiesto alcun baht o rupia per mettere l’insulina in frigorifero. Certo è che non ho potuto farlo tutti i giorni.
L’insulina può stare a temperatura ambiente fino a 20 giorni quindi l’idea in quei casi, era di non far subire shock termici. Una volta, nel deserto del Sahara, proprio al fine di tenerla riparata dal caldo opprimente ho scavato una buca di circa un metro per tenerla un po’ più al fresco in assenza d’ombra.

Viaggiando avevi con te un tesserino d’emergenza o una dichiarazione medica in più lingue che attestasse la tua condizione?
Sì, ovviamente avevo nel portafoglio un tesserino che diceva in diverse lingue che sono affetto da diabete di tipo 1. È una cosa fondamentale che non può mancare negli effetti personali di un diabetico.

Grazie Claudio per i tuoi consigli, ora tanti altri diabetici sapranno a cosa fare attenzione in vista del prossimo viaggio!

[Articolo scritto in collaborazione con OneTouch]

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leggi articolo precedente:
Alla scoperta di Brisbane: raffinata, vibrante ed eclettica

La capitale del Queensland è una meta da non perdere per chi viaggia in terra di Oz. La primissima cosa...

Chiudi