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Cipro a tavola: il regno vegetariano del meze

Taverna cipriota

Crocevia tra Oriente e Occidente, la cucina di Cipro porta in tavola l’armonia di un incontro. La terza isola più grande del Mediterraneo – dove, secondo la leggenda, nacque Afrodite – è stata storicamente una terra di conquista, prima di fenici e romani, poi di arabi, veneziani e ottomani. Questo spirito meticcio lo si ritrova, oggi, nei piatti, in cui si fondono tradizioni ed ingredienti. Ordinate un “meze” e vi si aprirà un mondo. Pronti a tuffarvi in un viaggio tra i sapori ciprioti?

Cos’è il meze

Per scoprire l’anima autentica di Cipro, assaggiate la cucina locale. Per farlo, vi suggerisco di andare in una taverna: trattoria della tradizione, dove potrete ordinare il tipico meze. La parola, che esiste nella terminologia culinaria di tutti i Paesi appartenuti all’Impero Ottomano, significa letteralmente “gusto”, “sapore”. Indica delle piccole prelibatezze del territorio, da condividere tra i commensali. Da sapere: il meze è un pasto completo e può raggiungere le trenta portate. Spetta a voi dare uno stop all’oste quando siete sazi, viceversa lui continuerà a servirvi molteplici piatti. Il segreto per affrontare questa avventura culinaria è non abbuffarsi con le prime portate e mangiare “siga siga” (piano piano), come consigliano i locali. Tra i piatti, c’è un ampio ventaglio di proposte vegetariane! Sedersi in una taverna è un’esperienza speciale: si mangia bene e abbondante, spendendo poco (calcolate 15/20 euro a persona per un pasto completo, con dolci, vino, caffè e grappe). La dieta può attendere.

Il meze cipriota e le sue innumerevoli portate.

Il meze cipriota, con alcune delle sue innumerevoli portate.

I piatti tipici di Cipro

Ogni località ha le sue specialità. Di solito le taverne sono specializzate in meze di pesce o di carne, ma le alternative vegetariane abbondano sempre. Tra gli antipasti, verdure e legumi sono spesso protagonisti. Deliziose le salsine, da mangiare con il pane caldo che profuma di forno: dal tahini, a base di sesamo, ad una crema di feta leggermente piccante, sino all’hummus di fave e al noto tzatziki. Le insalate sono un must e gustarla all’inizio del pasto è un’idea sfiziosa e colorata. Molte le versioni, tra cui quella di arance e finocchi oppure la paesana, con pomodori, cipolle rosse, sedano, prezzemolo, peperoni e olive. Il burgul, frumento macinato, è cotto al vapore e servito insieme alle verdure, sempre accompagnato con dello yogurt bianco (attenzione perché alcuni lo bagnano con del brodo di pollo). Tra le specialità da non perdere primeggiano le patatine fritte (quelle di Cipro sono davvero speciali!) e l’halloumi, formaggio locale di capra e pecora, da mangiare crudo, al forno o (il mio preferito) alla griglia. E ancora: involtini di melanzane, olive condite con limone e erbe aromatiche, capperi e cavolfiori sott’aceto, foglie di vite ripiene di riso, caponata con funghi e finocchietto selvatico. C’è l’imbarazzo della scelta ed il bello è che non dovrete scegliere, ma assaggiare un po’ di tutto. Non disperino i non vegetariani: di carne e pesce ve ne è in quantità, dai calamari fritti al seftalia, involtini di maiale cotti alla brace.

Dolci e caffè

Sappiate che non vale arrivare a fine pasto e pronunciare la frase “sono pieno”, prima di aver assaggiato almeno un dessert. Quindi, fatevi coraggio e conservate uno scampolo d’appetito per i dolci, che profumano d’Oriente. Dai loukomades, con miele al mahalepi, un budino di farina di riso immerso nello sciroppo di acqua di rose. La pasta fillo è molto utilizzata e racchiude golosi ripieni con crema al latte o formaggi di pecora, guarniti con noci e frutta fresca. Quando ordinate il caffè, ricordatevi di dire subito se lo volete dolce, perché lo zucchero viene aggiunto durante la cottura, e di non bere il fondo (è amaro e pastoso, come quello greco e turco). Per digerire il pasto luculliano, accettate la Zivania, una grappa locale, che con ogni probabilità vi verrà offerta. 

Dolce cipriota a base di pasta fillo, formaggio di pecora, miele, noci e fragole fresche

Dolce cipriota a base di pasta fillo, formaggio di pecora, miele, noci e fragole fresche [Foto di Corinna Agostoni]

Il vino più antico del mondo

Cipro vanta una tradizione vinicola, che risale a circa 5.000 anni fa. Sull’isola si possono visitare diverse cantine, per lo più di piccoli produttori (meglio prenotare in anticipo). La Commandaria, prodotto unicamente sui monti Troodos, fu il primo vino ad avere una “Denominazione d’Origine”: le sue uve provengono da una vendemmia tardiva e subiscono un successivo appassimento sotto il sole. Ha una dolcezza intensa (quattro volte più del Porto) e, secondo tradizione, si sorseggia diluito con acqua, anche di mare. Leggenda vuole che sia stato prodotto inizialmente per Riccardo Cuor di Leone e servito al suo matrimonio con la regina di Berengaria. Da provare anche altri vitigni autoctoni, come lo Xynisteri, usato per la produzione di bianchi ed il Mavro, per i rossi e rosati.

Indirizzi da segnarsi in agenda

L’isola è grande e la scelta variegata. Vi segnalo due delle mie taverne del cuore a Cipro, entrambe con dehors impreziositi da buganvillee. La prima è la Seven Saint Georges Tavern, nella provincia di Pafos: la cucina è biologica e a chilometro zero (è segnalato anche da Slow Food). Frutta e verdura arrivano dalla fattoria di famiglia, l’attività è gestita dal padre e dai due figli. L’altra è nel cuore di Nicosia, nel centro città: da To Anamma non perdetevi le polpette di zucchine!

La taverna Seven Saint Georges, vicino a Pafos

La taverna Seven Saint Georges, vicino a Pafos

 

Siete mai stati a Cipro? Quali sono i vostri indirizzi preferiti?
Se avete bisogno di maggiori informazioni sulla destinazione: turismocipro.it

1 comment

  • Wowww … interessantissimo articolo: diverso, emozionante e pieno di consigli utili. Non avevo mai letto un approccio di questo genere ad un paese o comunque ad una destinazione turistica. Cipro visto da questo punto di vista non è per niente male. Devo assolutamente provare quei fantastici dolci.

    Saluti

    Sara

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