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Sostenibilità in Italia: Osservatorio 2018 sul nostro stile di vita

Sostenibilità-osservatorio

Gli italiani sono più attenti alle tematiche della sostenibilità. È la fotografia che emerge dalla 4° edizione dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, realizzato da LifeGate, in collaborazione con Eumetra MR. Ma facciamo un passo indietro, perché le parole hanno un valore e merita soffermarsi sul loro significato. L’enciclopedia Treccani definisce la sostenibilità come “la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. L’indagine di LifeGate mette in luce il livello di conoscenza sul tema degli italiani, ma anche i comportamenti correlati di consumo e d’acquisto. Vediamo insieme gli aspetti più importanti della ricerca, partendo da un importante presupposto: la consapevolezza è il primo passo per salvaguardare il pianeta e ognuno può dare il suo contributo.

Il concetto di sostenibilità per gli italiani

La maggior parte degli italiani (86%) è motivata ad intraprendere uno stile di vita sostenibile, soprattutto per amore del pianeta e per preservare gli spazi incontaminati. I più appassionati hanno un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, sono diplomati o laureati, impiegati, docenti e possessori di animali. I temi più familiari sono la sostenibilità ambientale e l’energia pulita. Le rinnovabili sono riconosciute come volano per l’economia; da ricordare anche il veto imposto dall’Unione Europea che vede nel 2025 il termine massimo per la chiusura di tutte le centrali a carbone.

I comportamenti sostenibili

Gli italiani sono sostenibili soprattutto a casa. Rispetto al 2017 è aumentato l’uso della raccolta differenziata e degli elettrodomestici a basso consumo energetico. Nell’alimentazione ci sono cambiamenti d’abitudine: si consumano più alimenti a chilometro zero, prediligendo quelli provenienti da agricoltura biologica. Nel trasporto, il 33% si impegna ad usare mezzi poco inquinanti, grazie alle auto ibride o elettriche (38%) e le biciclette (36%); è anche riconosciuta l’importanza dei mezzi pubblici.

L’amore per l’ambiente crea benessere

Gli italiani sono portati ad effettuare scelte sostenibili, anche a costo di spendere un pochino di più, perché ritengono questi comportamenti salutari. Sono disposti a pagare per un’illuminazione a LED (73% degli intervistati), ad acquistare elettrodomestici a basso consumo (68%) ed energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (31%).

Turismo sostenibile

Le vacanze sostenibili convincono sempre più gli italiani: sono in 2,5 milioni a sceglierle, il 27% in più rispetto al 2017. La priorità è di dimenticare la pressione della vita quotidiana per un benessere fisico e mentale. I viaggi votati al relax e quelli all’aria aperta sono tra i più gettonati. Il 2018 è anche l’Anno europeo del patrimonio culturale: non affollate le solite mete e partite alla scoperta di luoghi suggestivi, poco battuti dal turismo di massa.

La plastica negli oceani

Veniamo ad una nota dolente. La maggiore preoccupazione degli italiani è il crescente inquinamento delle plastiche negli oceani. E a ragione perché, continuando così, nel 2050 nei nostri mari ci sarà più plastica che pesci. C’è ancora molto da fare: il 67% della popolazione compra acqua in bottiglia (abbiamo il primato europeo!), ritenendola più sicura rispetto a quella del rubinetto. I primi nemici da sconfiggere sono la disinformazione e i pregiudizi. Quella degli acquedotti è un’acqua pulita. Basterebbe applicare un sistema di depurazione per essere certi che la qualità non venga compromessa nell’ultimo miglio del suo percorso, dove – a seconda delle tubazioni – potrebbero effettivamente verificarsi delle alterazioni. La corretta informazione e l’educazione dei consumatori sono il primo passo da compiere per la salvaguardia del pianeta.

Come è stata fatta la ricerca

Una nota doverosa è su come è stata condotta quest’indagine, patrocinata dalla Commissione Europea, il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lombardia, il Comune di Milano, Assolombarda e ConfCommercio (sì, gli attori coinvolti sono in molti ed è un bene). Il campione su cui è stato fatto lo studio è composto da 800 individui, statisticamente rappresentativi della popolazione italiana per genere, classe di età, educazione, titolo di studio, distribuzione geografica e occupazione. Quando leggete in questo post “gli italiani”, mi riferisco agli “italiani intervistati”, scelti ad hoc per rappresentare il Paese.

All’Osservatorio hanno partecipato Lavazza, Ricola, Giovanna Manzi, direttore generale di Best Western Italia,Giulio Giampieri, amministratore delegato di Vaillant Group Italia e Alberto Federici, direttore corporate communication e media relation di Unipol Gruppo.

Lo studio condotto è un’occasione importante per riflettere su quanto siano sostenibili i nostri comportamenti quotidiani e le nostre scelte. Perché non possiamo certo cambiare il mondo da soli, ma abbiamo il dovere di documentarci, essere consapevoli di quello che facciamo e delle conseguenze. Spesso sono piccoli gesti e nuove (buone) abitudini a fare la differenza. Il nostro pianeta deve starci a cuore.

Se sei interessato a ricevere i dati completi del 4° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile: clicca qui!

 

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