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I luoghi della memoria di Carpi: Museo al Deportato, Campo di prigionia di Fossoli, ex Sinagoga

Graffito di Guttuso rappresentante prigionieri e militari carcerieri

La provincia di Carpi racchiude tre luoghi della memoria: il Campo di prigionia e smistamento di Fossoli, il Museo al Deportato e la ex Sinagoga. Tre luoghi di inestimabile valore culturale, che ancora in pochi conoscono.

Il campo di prigionia e smistamento di Fossoli

Il Campo di Fossoli venne istituito nel 1942 dagli italiani per imprigionare gli inglesi provienienti dal fronte di guerra africano. Nonostante il suo scopo,  i reclusi vivevano condizioni semi-dignitose e ricevevano corrispondenza dai familiari o pacchi dalla Croce Rossa Internazionale.

Macerie delle case del campo

Campo di prigionia e smistamento di Fossoli [foto di Erika Guerzoni]

La svolta nazista e fascista del campo di Fossoli

La svolta radicale si ebbe l’8 settembre 1943 quando il generale Badoglio annunciò la firma dell’armistizio con gli Alleati.

I tedeschi avviarono immediatamente l’occupazione della penisola italiana e si impossessarono dei punti strategici come Fossoli, che aveva già una struttura adatta a diventare un campo di concentramento e smistamento, oltre ad un perfetto collegamento stradale attraverso la Via Emilia e ferroviario con il Brennero fino all’ Austria.
Gli italiani, quelli bollati come “nemici e traditori” dai nazisti, diventarono prigionieri nel loro stesso campo e vennero poi deportati assieme agli inglesi in Germania.

Facciata di una casa nell'ex campo di Carpi

[foto di Erika Guerzoni]

All’inizio del 1944 il piano di invasione tedesca si concluse in una netta divisione dell’Italia, il Regno del Sud contrapposto al Nord dove nacque la Repubblica Sociale Italiana guidata da Mussolini con l’appoggio di Hitler.
Da questo momento il campo venne gestito  direttamente dalle S.S. naziste che ne fecero un punto di transito per ebrei e oppositori; oltre 5000 prigionieri vennero deportati qui con destinazione finale le camere a gas di Auschwitz.

Tutto finì nell’agosto dello stesso anno, quando i tedeschi, intimoriti dai bombardamenti alleati, lasciarono l’Emilia Romagna.

Il campo di Fossoli è, ad oggi, l’unica testimonianza di questo tipo rimasta in Italia, ed è un imprescindibile luogo di storia e memoria.

Primo Levi scrisse Il Tramonto di Fossoli dopo la fine della guerra, a quasi 2 anni dal suo passaggio per questa porta italiana verso i lager nazisti:

Il Tramonto di Fossoli

Io so cosa vuol dire non tornare.
A traverso il filo spinato
Ho visto il sole scendere e morire;
Ho sentito lacerarmi la carne
Le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare:
A noi, quando la breve luce è spenta,
Una notte infinita è da dormire”

Primo Levi, 7 febbraio 1946

Fine della guerra e nuova vita per il campo di Fossoli

Con la fine della guerra, il 1947 segna l’inizio di un’ennesima nuova vita per Fossoli che stavolta ci si lascia alle spalle gli orrori del precedente periodo per trovare la forza di rialzarsi in questo momento di crisi. Don Zeno Saltini occupa la struttura con Nomadelfia, la sua comunità cattolica in aiuto ai bambini orfani, e la riadatta creando aree abitative, una scuola, una chiesa e addirittura un cinema.

Ciò che resta del corridoio del Villaggio San Marco

Foto del Campo di Fossoli – Villaggio San Marco [foto di Erika Guerzoni]

Dal 1954 al 1970 diventa invece sede del Villaggio San Marco, area di ricollocazione per i profughi dei territori di Istria e Dalmazia passati alla Jugoslavia di Tito dopo la firma del Trattato di Parigi. Questi italiani vengono inizialmente trattati con diffidenza, come clandestini nella loro stessa patria, ma col tempo l’integrazione spinge le persone a trasferirsi a Carpi, con conseguente abbandono dell’area.

Scarpa di bambino appoggiata su ciò che resta di un davanzale

Particolare fra le macerie del Campo di Fossoli [foto di Erika Guerzoni]

Orari di visita del Campo di prigionia e smistamento di Fossoli

Attualmente il campo di prigionia e smistamento di Fossoli si può visitare da marzo a giugno e da settembre ad ottobre, alla domenica e nei giorni festivi con orario 10-12.30/15.00-19.00.
Il campo si trova in Via Remesina Esterna 32, a Fossoli di Carpi (Modena).

Il Museo Monumento al Deportato di Carpi

Questo piccolo tour nella memoria ci conduce alla seconda tappa, il Museo Monumento al Deportato di Carpi. Inaugurato nel 1973 in provincia di Modena, è un museo sensoriale che coinvolge il visitatore attraverso elementi grafici e luci creando grande impatto emotivo.
Le 13 sale sono un susseguirsi di parole incise col colore rosso scuro (lo stesso del sangue rappreso), e graffiti tratti da bozzetti di grandi pittori come Picasso e Guttuso accompagnano le teche contenenti pochi reperti di grande valore umano.

Cortile di ingresso al museo con steli riportanti i nomi di alcuni campi

Cortile delle Steli e ingresso del Museo [foto di Erika Guerzoni]

 

E voi, imparate che occorre vedere
e non guardare in aria; occorre agire
e non parlare. Questo mostro stava,
una volta, per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora non
cantiamo vittoria troppo presto:
il grembo da cui nacque è ancora fecondo.

Bertold Brecht

Ragazzi in visita al museo guardano il graffito di Alberto Longoni

Graffito di Alberto Longoni [foto di Erika Guerzoni]

Contro l’idea della violenza, la violenza dell’idea (Franz, Austria)

Quando il tuo corpo non sarà più, il tuo spirito sarà ancora più vivo nel ricordo di chi resta (Sabato, Italia)

Teca con grossa svastica rossa e incisioni alle pareti

Particolare di una sala all’interno del Museo al Deportato di Carpi [foto di Erika Guerzoni]

Sala dei Nomi del Museo Monumento al Deportato di Carpi

Il museo al Deportato di Carpi termina con l’opera più intensa: una sala ricoperta da 14314 incisioni, appena un quarto dei nomi degli italiani morti nei campi di concentramento europei. Fra cui una sola straniera, Anna Frank, come simbolo di memoria collettivamente riconosciuta. Per restituire un’identità a questi corpi, e obbligarci a non dimenticare.

Sala interamente coperta dei nomi incisi di molti deportati italiani

Sala dei Nomi – Museo al Deportato di Carpi [foto di Erika Guerzoni]

Orari di visita del Museo al Deportato di Carpi

Il Museo al Deportato di Carpi è aperto tutto l’anno da venerdì a domenica e nei giorni festivi con orario 10.00-13.00/15.00-19.00.
Si trova in Piazza dei Martiri 68 all’interno di Palazzo dei Pio, in centro a Carpi (Modena).

L’ex Sinagoga ebraica di Carpi

L‘ex sinagoga ebraica è un luogo che in pochi conoscono perché nascosta in una via laterale della città, nel Palazzo del Portico del Grano, in Via Rovighi 57.

Ospita periodicamente mostre d’arte a tema, l’ultima delle quali dedicata agli “Italiani d’Istria”, per narrare con immagini e interviste l’esodo degli italiani che lasciarono l’Istria per approdare proprio al Villaggio San Marco di Fossoli e le esperienze di chi invece decise di restare nella ex Jugoslavia.

Interno dell'Ex Sinagoga di Carpi

Interno dell’Ex Sinagoga Ebraica di Carpi [foto di Erika Guerzoni]

Orari di visita della Ex Sinagoga di Carpi

Apertura da verificare contattando il Comune di Carpi al numero 059 688483 dal lunedì al venerdì con orario 9- 13. Chiusura nei mesi di luglio e agosto. Per informazioni aggiornate, oltre al numero del Comune, consiglio anche di controllare il sito www.fondazionefossoli.org.

Casa Cervi

Se cercate un’idea per proseguire il tour della memoria, potreste visitare Casa Cervi, la casa museo dei fratelli simbolo della Resistenza e dell’antifascismo. Si trova nella vicina Gattatico (Reggio Emilia) ed è da ormai 15 anni il punto di ritrovo spontaneo, antiretorico e conviviale soprattutto per la Festa della Liberazione del 25 aprile.

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