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Il lato green di Valencia

valencia dall'alto

“Verde que te quiero verde” scrive Federico Garcia Lorca nel suo Romance Sonàmbulo. Valencia è una città tranquilla, non si può dire che sia in preda al traffico o caotica, è strutturata in modo che il centro storico sia quasi esente dalla presenza di macchine, molte zone sono pedonali, i servizi pubblici funzionano bene quindi i cittadini preferiscono muoversi coi mezzi . Quello che poi la rende davvero una città a misura d’uomo è la presenza di molti punti verdi, più o meno grandi, dove potersi rifugiare per respirare libertà, rilassarsi e staccare la spina.
Alcuni di questi parchi sono molto famosi, altri sono più nascosti. Vi do una breve guida per trovarli durante la vostra visita a Valencia.

I giardini del Turia

Los Jardines del Turia sono sicuramente in più noti, sono talmente grandi che non potrebbero passare inosservati. Vanno dalla Ciudad de las Artes y de las Ciencias fino a al Bioparco, coprendo un’area di 1.100.000 metri quadrati. Sono più bassi del livello della strada perchè nascono appunto dove una volta scorreva il fiume Turia che , dopo un’inondazione rovinosa nel 1957, è stato deviato. Sopra di questo parco cittadino, numerosi ponti aiutano l’attraversamento a pedoni e a veicoli, ma posso assicurare che, una volta immersi in quest’oasi verde, traffico e negozi saranno solo un ricordo, bisognerà “riemergere” per ricongiungersi con la realtà cittadina. Si puo’ fare un po’ di tutto, è il posto ideale per passeggiare, correre in bici (ci sono delle piste ciclabili e si possono noleggiare biciclette e riscio’), portare il cane, giocare con i bimbi, prendersi un gelato, fare running, organizzare un picnic o semplicemente leggere un libro all’ombra di un albero.

Giardini del Turia a Valencia

Giardini del Turia  (foto di Chiara Basato)

I bambini hanno l’imbarazzo della scelta perchè, oltre a disporre di spazi verdi dove poter giocare, ci sono molte attività a loro dedicate: rampe per i pattini e monopattini, parchi giochi per i più piccoli, minigolf, ma soprattutto, l’attrazione più amata e frequentata, una gigantesca costruzione di scivoli e scale chiamata Gulliver perchè rappresenta proprio la figura del personaggio della novella (con tanto di cappello accanto) disteso a terra. È talmente particolare che anche gli adulti rimangono senza parole nel vederla, si sentono davvero come i Lillipuziani quando incontrarono Gulliver. Ed è talmente grande che per vederlo bene nel suo insieme, ci vuole un punto di vista aereo.
Alcuni chioschi con tavolini all’aperto offrono servizio bar e anche piatti per il pranzo, ma non è raro vedere persone che imbandiscono tavole su coperte stese sull’erba con cibo portate da casa.
Per gli amanti dello sport ci sono numerosi punti con attrezzi per fare esercizi chiamati zone Biosaludabili e una nuovissima pista da running, la Circuit 5k di 5.731 metri, con caratteristiche che agevolano la corsa come una segnaletica di chilometraggio (ogni 10 metri), una pavimentazione che permette un passo ammortizzato, un drenaggio costante in caso di pioggia e un’inclinazione tale per cui sul circuito non si formano mai pozzanghere, un’ illuminazione LED nelle ore in cui non c’è luce solare. Non è un caso che a Valencia si corrano tante maratone durante l’anno, è una città che ama lo sport e lo vive con passione. Proseguendo la passeggiata infatti si possono incontrare numerose installazioni sportive cittadine come campi da calcio, piste di atletica, campi da ping pong,
È interessante anche osservare la vegetazione, ci sono roseti e alberi di tutti i tipi, dai salici lungo il piccolo fiume ricreato all’altezza della Ciudad de las Artes alle palme e gli aranci del Palau de la Musica, ai pini dell’ultimo tratto del parco.
Il percorso è abbellito da fontane, la maggiore la Fuente del Jardin, e alcuni specchi d’acqua.

Il giardino botanico di Valencia

La prima volta che l’ho visitato, ho avuto la sensazione di entrare in un’altra dimensione. Il silenzio interrotto solo dal cinguettio degli uccelli, un’ esplosione di verde e di colori e tanta pace, sensazioni che i giardini botanici cittadini sanno dare e quello di Valencia non è da meno. Non bisogna farsi ingannare dall’edificio di entrata moderno, una volta dentro le piante e alcune costruzioni che risalgono a fine 1800 -inizi 1900 regnano sovrane. Degne di nota el Umbraculo, una costruzione in ferro e mattoni a vista e la serra tropicale (invernadero)  con le sue vetrate.

Serra, Giardino Botanico di Valencia

Serra nel Giardino Botanico  (foto di Chiara Basato)

Il giardino ospita più di 5.000 specie di piante divise tra ambienti all’aria aperta e serre, inoltre raccoglie una notevole quantità di semi e spore (il Banco Germoplasta) ritenute utili per la nostra società e mantenute in vita per la ricerca. Un’area riservata del centro ospita un erbario, una raccolta di piante secche conservate in modo da poter resistere nel tempo e poter essere utilizzate per investigazioni scientifiche.
Tra le piante che potete vedere c’è la palma da dattero Carcassa chiamata così perché con i suoi 35 rami e più ricorda una castello di fuochi d’artificio (carcasa in spagnolo). Non possono mancare le piante che rappresentano la flora della Comunidad Valenciana e alcune specie strettamente mediterranee, inoltre una zona del giardino è dedicata a mostrare al visitatore l’evoluzione delle piante dalla loro apparizione sulla terra ad oggi (scuola botanica). Un bosco di più di 5000 metri quadrati e bellissime piante rampicanti sui muri che lo circondano, specchi d’acqua con ninfee e fiori di loto, le curiosissime piante insettivore custodite nella piccola serra fanno di questo giardino una vera e propria attrazione turistica. Numerosi gatti abitano questo angolo di paradiso terrestre, dormendo indisturbati all’ombra degli alberi o gironzolando con fare annoiato per i corridoi che dividono le varie aree.
Il giardino è aperto tutti i giorni, ma ha orari diversi in base alla stagione (consultate il sito del Giardino Botanico), il biglietto di entrata ordinaria è di euro 2,5 ma sono previste alcune giornate di ingresso gratuito (segnalate sul sito); il Giardino si trova in Carrer de Quart n.80.

Il Giardino delle Esperidi

Vicino al Giardino Botanico, un po’ nascosto, c’è un altro piccolo gioiello verde, il Jardin de las Hesperides. È un ambiente più diafano rispetto agli altri giardini, più raccolto e di struttura geometrica, popolato da statue di ispirazione greca, fontane e numerose specie di agrumi, prodotti tipici di questa zona. Tutta l’ambientazione si rifà al tema del mito delle tre Esperidi, trasformate in un pioppo, un salice e un olmo da Era dopo che le tre giovani avevano fallito non riuscendo ad evitare che Ercole rubasse le mele d’oro (gli agrumi appunto) dono di Gea (la Terra) per il matrimonio tra Era e Zeus. Osservando le statue potrete riconoscere tutti i personaggi del mito, passeggiando i vostri sensi saranno attivati dal profumo dei fiori degli agrumi se in stagione di fioritura o dal colore dei frutti maturi.
Il giardino delle Esperidi è aperto tutti i giorni, gratuitamente, con orario 10.00-20.00 in primavera-estate, chiusura anticipata alle 18.00 in autunno-inverno. Si trova in Calle Beato Gaspar Bono.

Il Giardino di Monforte

Se penso ad un luogo incantato di Valencia, il giardino di Monforte è sicuramente la prima cosa che mi viene in mente. Anche qui puoi lasciarti alle spalle la routine cittadina e tuffarti in un angolo di pace e fiori. Il giardino si trova tra Blasco Ibañez e l’Alameda, non lontano dai giardini del Turia e dai giardini Reali. Pochi turisti lo conoscono, questo è un bene perché non è mai troppo frequentato, ma è un peccato perché è davvero un gioiellino e va visitato, soprattutto da chi apprezza la natura e questo tipo di ambienti. L’ultima volta che ci sono stata, c’eravamo io, i giardinieri e due pittori – ah no, scusate, c’erano anche i gatti, i veri proprietari del giardino!

Giardino di Monforte a Valencia

Giardino di Monforte  (foto di Chiara Basato)

La sua bellezza è dovuta al fatto che è stato disegnato e curato in chiave estetica: numerose statue, vasi, fontane in stile neoclassico, laghetti, la costruzione d’ingresso e il sottoportico posteriore con colonne e pavimentazioni finemente decorate, cancelli in ferro battuto decorano l’ambiente e si aggiungono alle piante nell’intento di dare al visitatore la sensazione che è arrivato, puo’ riposare e godere della compagnia di chi lo accompagna. Le piante sono diverse tra loro – ci sono moltissimi fiori come nifee, gerani, rose; alberi alti, possenti e antichi tra cui allori, magnolie e ginkgo; cipressi e siepi tagliati ad arte. Una delle attrazioni del giardino è la galleria delle piante di bouganville che in primavera fioriscono e regalano una cornice fantastica perfetta per una foto ricordo.
Una curiosità del posto che non tutti sanno è rappresentata dai due leoni all’ingresso: queste statue erano destinate al Congresso dei Deputati di Madrid, sono opera di Josè Bellver e risalgono al 1850, ma furono rifiutati perché dall’aspetto poco fiero!
L’entrata al Giardino di Monforte è gratuita, l’orario di apertura dal 21 marzo al 20 settembre è dalle 10.30 alle 20.00, mentre dal 21 settembre al 20 marzo la chiusura è anticipata alle ore 18.00. I giardini si trovano in Plaza de la Legion Española.

Viveros

Vicino al Giardino di Monforte si trovano i Giardini Reali chiamati anche Viveros: rappresentano il parco più emblematico della città grazie alla loro estensione, storia e importanza culturale.

Pappagalli a Viveros, Valencia

Pappagalli a Viveros  (foto di Chiara Basato)

Raccolgono numerose specie di piante e creano un ambiente tranquillo dove poter passeggiare o fermarsi a fare una pausa (ci sono alcuni chioschi con tavolini all’aperto), generalmente non sono troppo frequentati fatta eccezione alle giornate in cui ospitano manifestazioni come il Truck Festival, la Fiera del Libro (maggio) o i concerti di luglio in occasione della Gran Fira de Valencia. Se il loro nome fa riferimento al fatto che erano i giardini del Palazzo Reale, in realtà la loro origine rimonta alla dominazione araba, il sultano all’epoca aveva fatto costruire dei giardini simili a quelli di Generalife di Granada, ma con il passare del tempo e delle dominazioni il loro aspetto è cambiato. Oggi hanno uno stile romantico: passeggiare tra i suoi viali non è per nulla noioso, si possono incontrare infatti numerose specie vegetali tra cui spiccano il roseto, gli alberi di Jacaranda dai fiori lilla ed esemplari di palme di notevole altezza, alcune rovine di edificazioni risalenti al passato rurale di Valencia, sculture e la sede del Museo di Scienze Naturali di Valencia.
I giardini sono aperti con entrata gratuita, tutti i giorni dalle 7.30 alle 20.30 (novembre- marzo), dalle 7.30 alle 21.30 (aprile-ottobre), l’indirizzo è San Pio V.

La Dehesa del Saler

A pochi km da Valencia, nella striscia di terra stretta tra la spiaggia del Saler e la laguna del parco naturale dell’Albufera, c’è la possibilità di fare un interessante percorso naturalistico che inizia appunto dal paese del Saler e arriva fino al lago artificiale del Puchol in zona Palmar. Si attraversa un bosco di pini marittimi, in alcuni punti la vegetazione si apre in canneti e ci sono aree di depressione che in base alla stagione sono secche o piene d’acqua. Il percorso è semplice e piacevole anche per i bambini e si può fare a piedi o in bici, totalmente immerso nella natura (purtroppo – o per fortuna – non ci sono bar) a parte un piccolo passaggio tra alcuni condomini. Nella prima parte ci sono alcune aree con tavolini per il picnic e tutta la passeggiata è costellata da cartelli che spiegano la flora, la fauna e l’eventuale utilità della zona in cui ci si trova. Si cammina paralleli alla spiaggia che in questi punti non è attrezzata ed è lasciata al suo aspetto più selvaggio (ma pulito). Personalmente sconsiglio questa passeggiata d’estate nelle ore calde: la zona della costa è sempre ventilata, ma le dune e la pineta possono bloccare l’aria, al tramonto o di mattina presto potrebbe essere più piacevole. Con un po’ di fortuna lungo il percorso si possono scorgere conigli, lepri o scoiattoli; moltissimi gli uccelli soprattutto nel lago artificiale del Puchol costruito per evitare che l’acqua del mare entri nella laguna senza controllo e rompa l’equilibrio della stessa. All’interno dell’Albufera infatti vivono pesci e crostacei d’acqua dolce e la stessa acqua è utilizzata per irrigare i campi limitrofi di riso. Il flusso di acqua dal mare viene regolato da un sistema di chiuse, subito prima di arrivare al lago artificiale si vede uno dei canali, chiamato la Gola de Puchol, grazie a cui il mare comunica con la laguna. Un’attività ulteriore che si può fare in questa zona è un bel giro dell’Albufera in una barca da pescatori; lungo la statale si vedono numerosi imbarcaderi che offrono questo servizio e la possibilità di conoscere dalla voce degli abitanti le curiosità della laguna, vedere gli animali che la popolano e un paesaggio che, soprattutto al tramonto, è unico ed emozionante.

Valencia è sicuramente una città a misura d’uomo, le sue zone verdi, i suoi giardini e le terre che la circondano curate e rispettate lo dimostrano, offrendo a chi la visita e a chi la vive la possibilità di vivere momenti di tranquillità e libertà immerso nella natura.

 

Chiara Basato

2 comments

  • I giardini del Turia sono fantastici. Io vi consiglio di andarci in bici. Con le mie amiche abbiamo noleggiato una bicicletta e abbiamo girato dal centro città alla città delle Scienze… con stop rilassanti all’ombra e spuntini di tanto in tanto… è un bel modo di spendere la giornata a Valencia

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