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Catalogna insolita: itinerario nel verde, lontano dalle città

Catalunya experience: cosa e cosa visitare

Se pensando alla Catalogna il vostro pensiero va a Barcellona, dovrete assolutamente ricredervi perché Catalogna è anche tanto, tanto altro. Ho provato un itinerario di 6 giorni nel verde, tra natura e sport, e voglio condividerlo con voi per farvi scoprire tutto quello che c’è da fare in quest’area del nord della Spagna.

Val d’Aran

La Val d’Aran rappresenta la vera essenza dei Pirenei. È una valle molto verde e ricca d’acqua, attraversata dal fiume Garona, e in inverno è un’apprezzata zona sciistica. Immaginatela così: case con i tetti di ardesia, vette innevate, cavalli e mucche al pascolo.

 

Val d´Aran

Credits: Val d´Aran

Lungo la valle si incontrano 33 paesini che si possono raggiungere in auto oppure con un cammino chiamato Camin Reiau (150 km totali, 6.000 metri di dislivello positivo, da fare in 10 tappe di 15 km).

Tra i luoghi da visitare c’è la chiesa di Sant Andreu a Salardú, l’ultimo avamposto spagnolo prima della Francia, che era parte del castello difensivo del paesino. Ospita pitture rinascimentali e un crocefisso romanico del 12esimo secolo che ogni anno il 3 maggio viene esposto per la processione paesana.

Bagergue è il paesino più alto della valle (1419 metri) ed è il più adornato di fiori. Ci vivono 30 abitanti che parlano aranese, una variante dell’occitano. Il paese ospita un museo etnografico della civiltà contadina e mineraria aperto dalle 10 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20 (il biglietto costa 2,50€). Tutt’intorno ci sono cavalli liberi: non sono selvaggi, hanno proprietari che in estate li lasciano liberi.

Bausen è invece famosa come esempio dello stile aranese per i tipici tetti di ardesia sfalsati. A ridosso del paese inizia la meravigliosa faggeta millenaria della foresta di Carlac, dove inizia un percorso di trekking (ruta) di 10 km .

A Unha si può visitare la Chiesa di Santa Eulalia, con pitture romaniche dietro l’altare e pitture rinascimentali nella navata centrale.

Vielha è la capitale della Val d’Aran e ospita una chiesa dedicata a San Miquèu e alcune case che risalgono all’inizio del XVII secolo – in una di queste si può visitare il Museo di Vielha.

Montgarri è un paese isolato e fantasma, ormai abbandonato, dove rimangono solamente un santuario del XII secolo e un accogliente rifugio immerso nel verde.

Se cercate una guida naturalistica e culturale (in spagnolo) nella Val d’Aran vi consiglio di contattare Ricard Novell Agramunt, la guida che mi ha accompagnato in queste zone: ricardnovell@gmail.com oppure  tel 003467613172.

Il parco faunistico Aran Park

Il Parco faunistico Aran Park a Bossòst ospita animali autoctoni che sono nati in cattività e/o che non sarebbero più in grado di vivere autonomamente allo stato brado. Tra questi, ad esempio, ci sono alcuni avvoltoi che sono stati feriti dalle linee elettriche e dalle pale eoliche; le loro piume primarie non si rigenerano perché sono fuse o amputate: per questo in libertà non potrebbero più sopravvivere. La capra iberica invece è stata reintrodotta in questo parco da Madrid, perché nei Pirenei si era estinta a causa della caccia; attualmente viene utilizzata per la riproduzione e ha già generato alcuni esemplari che ora sono stati reintrodotti in libertà nel territorio.

Catalogna insolita: un orso dell'Aran Park

Catalogna insolita: un simpaticissimo orso ospite dell’Aran Park [Foto di Francesca Barbieri]

Tra le varie specie che si possono vedere ci sono anche orsi, lupi, daini, caprioli, marmotte, lontre, cervi, mufloni, camoscio iberico, linci e animali della fattoria.

Fa parte del parco anche un museo interattivo molto divertente, adatto anche ai bambini, che introduce ai suoni e ai colori del bosco e dei suoi abitanti.

Il parco avventura NaturAran

Il parco avventura NaturAran si trova a Les. Include carrucole e circuiti sugli alberi che vanno dai 50 cm agli 11 metri di altezza, con diversi gradi di difficoltà; è accessibile dai 3 anni in su ed è dedicato a chi ama l’avventura e l’adrenalina.

Rafting e passaggiate a cavallo nel Pallars Sobirà

Il Pallars Sobirà è una valle degli altri Pirenei la cui provincia principale è Lleida. È la tappa ideale per chi ama stare a contatto con la natura, tra fiumi, laghi, canyon e montagne.

In questa valle si trova il paesino di Sort (2.000 abitanti), dove i vigneti e i caseifici sono intervallati da centri sportivi. Questa è infatti una delle zone della Catalogna più famose per il rafting e gli sport d’acqua lungo il fiume Noguera Pallaresa, che attraversa la regione da Nord a Sud.

Io ho provato proprio il rafting, con Rafting Sort Rubber River, in una giornata in cui il fiume era particolarmente impetuoso. È stato decisamente adrenalinico!

Un gruppo di persone che fanno rafting sul fiume Noguera Pallaresa in Catalogna con Rafting Sort Rubber River

Fare rafting in Catalogna: Credits: Rafting Sort Rubber River

Oltre al rafting, sono popolari anche l’hydrospeed, il canyoning e il kayak.

Un’alternativa più tranquilla è una passeggiata a cavallo nella natura, tra il fiume e i campi. Io l’ho provata con Hipica Peufort: da principiante mi sono trovata molto bene, seguita passo passo e tranquilla. Lo consiglio anche a chi vuole provare per la prima volta.
I prezzi sono di 25€ per un’ora e mezza; 45€ per due ore e mezza.

Trekking dei 5 laghi nel Pallars Jussà

Nella comarca del Pallars Jussà si può fare un trekking spettacolare passando per 5 laghi. Questo percorso, adatto a tutti, si chiama El CinquèLlac ed è organizzato da un’associazione di operatori locali. Il tour prevede l’alloggio nelle loro case rurali e include il trasporto di zaini/valigie, attività sostenibili e pranzi al sacco ecologici.

Il cammino si completa in cinque giorni arrivando al quinto lago: l’Estany de Montcortès.

Panorama su Estany de Montcortès, il quinto lago della Catalogna

Vista sul Estany de Montcortès, il quinto lago della Catalogna [Foto di Francesca Barbieri]

L’obiettivo dell’associazione è quello di ridurre l’impronta ecologica dei turisti che vengono a fare questi cammini: per questo reinveste il 10% degli introiti del trekking in progetti per la comunità, come ad esempio la costruzione di muretti a secco e l’istituzione di riserve di biosfera.

Catalogna el cinque llac

Il paesaggio de “El Cinque LLac” in Catalogna [Foto di Francesca Barbieri]

Tra le case rurali dove si alloggia vi segnalo Casa Leonardo. Questa incantevole dimora è in una casa d’epoca del 1913 ed è completamente sostenibile. Organizza la raccolta differenziata e offre cucina con prodotti locali. Mireia, che la gestisce con la sua famiglia, è archeologa e ha anche ricreato alcuni spazi ad hoc per mostrare com’era la vita di una volta in queste locande di campagna.

Terres del Ebre: grotte meravigliose, e in bici sull’ex ferrovia

In bici sull’ex ferrovia: la Via Verde

Un antico tracciato ferroviario dismesso nel 1973 è diventato oggi un sentiero da percorrere a piedi o in bici in mezzo alla natura, tra sorgenti, canyon e colline rossastre.

via verde bot catalogna

Una parte del percorso della Via Verde in Catalogna [Foto di Francesca Barbieri]

Lungo il percorso si possono vedere delle opere d’arte realizzate da artisti locali che richiamano il vecchio uso di questa via e il mondo della ferrovia.
La Via Verde è lunga in totale 100 chilometri, ma si può anche decidere di percorrerla fino al 35º km, che è la tappa più popolare, oppure di percorrere solo i 50 km in Catalogna, da Horta a Tortosa. Ogni anno passano su questa strada 40.000 ciclisti.
Io ho pedalato per circa 6 km tra le montagne del Parco Naturale di Els Ports, da Bot fino a raggiungere Fontcalda, una sorgente calda di fianco a un fiume dove è possibile fare il bagno e tuffarsi. Ricordatevi di portare il costume 😉

Fontcalda via verde Catalogna

A Fontcalda in Catalogna c’è una sorgente dove poter fare il bagno [Foto di Francesca Barbieri]

Questo tratto è particolarmente facile e pianeggiante ma attraversa i vecchi tunnel della ferrovia, perciò è fondamentale accendere le luci della bici. Pensate che durante la guerra civile venivano usati come luogo di riparo per i feriti, per ripararsi dai bombardamenti.

Le Grotte Meravelles

Le grotte Cova Meravelles e Cova del Dos sono state scoperte negli anni ’60 e fanno parte di una complessa catena speleologica. Oltre alle classiche stalattiti e stalagmiti, mostrano una grande varietà di altre formazioni, tra cui formazioni che vengono chiamate eccentriche perché sembrano andare contro la forza di gravità.

Coves Meravelles Catalogna

Gli interi di Coves Meravelles in Catalogna [Foto di Francesca Barbieri]

Vale la pena fare una visita guidata: la guida è molto competente e appassionata ed è perfettamente comprensibile anche se parla in spagnolo. Vi mostrerà alcune formazioni misteriose, vi farà scoprire i segnali della presenza umana (qui si rifugiavano pastori e agricoltori) e vi farà anche ascoltare “il suono delle stalagmiti”. Le grotte sono aperte alla mattina dalle 10 alle 13:15 e al pomeriggio dalle 16 alle 18:45.

Il Delta dell’Ebro

Il Delta del fiume Ebro si estende per 32mila ettari, di cui 22mila adibiti a risaie e 7800 dichiarati parco naturale. Offre un esempio di natura incomparabile, unico e singolare: il suo paesaggio include una grande ricchezza biologica e una diversità di fauna e flora incalcolabile. Con i suoi 320 km di superficie costituisce il l’habitat acquatico più esteso della Catalogna e rappresenta una enclave di importanza fondamentale tra le zone umide del Mediterraneo.

Delta dell'Ebro Catalogna

Panorama sul delta dell’Ebro in Catalogna [Foto di Francesca Barbieri]

Il Parco include: pianure, risaie, lagune, saline, spiagge lunghe e deserte, con dune mobili o di sabbia.

Se amate il birdwatching come me, o se siete curiosi di vedere da vicino i numerosi uccelli che abitano il delta, potete girare in auto la zona e fermarvi nei numerosi mirador (punti panoramici). Vi consiglio in particolare il Mirador de la Tancada.

Si può anche visitare il Museo delle saline, chiamato MónNatura.

Se volete una guida, ad esempio se non avete esperienza o attrezzatura da birdwatching, potete affidarvi a Nomada Viatges, una compagnia che si occupa di educazione ambientale e offre visite guidate nel delta. Loro mi hanno accompagnata nella Riserva naturale Riet Vell, dove ho visto fenicotteri, sgarze ciuffetto, aironi grigi, folaghe, gallinelle d’acqua, aironi bianchi, garzette, tuffetti, mignattai, gabbiani corsi, gabbiani comuni. Pensate che nel Delta dell’Ebro vivono 400 specie diverse di uccelli!

In tutto il delta ci sono piccoli alberghi, agriturismi, campeggi, aree camper e case in affitto immerse nella natura. Ma se avete voglia di alloggiare in paese vi consiglio Móra d’Ebre, molto caratteristico e autentico, con una impareggiabile vista sul fiume.

E ora ditemi: conoscevate queste aree naturali della Catalogna?

Questo articolo è stato scritto dopo un viaggio realizzato in collaborazione con l’Ente del Turismo della Catalogna. Come sempre, nessuno mi ha chiesto un’opinione forzata, e ho scelto di raccontare e consigliare quello che più mi è piaciuto di questo itinerario.

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