Search for content, post, videos

Creme solari ecologiche: come scegliere quelle che non inquinano i mari

Il sole che attraversa le palme

Quale crema protettiva scegliere per le prossime vacanze al mare? È il momento di capire perché è importate usare creme solari biologiche per il bene del nostro pianeta e della nostra pelle. Sapevate che molte delle creme solari in circolazione inquinano il mare, i coralli, e sono tossiche per il pianeta?

Ma facciamo prima un passo indietro per capire a cosa servono le creme solari e quali dobbiamo preferire.

A cosa servono le creme solari e come si usano

Eritemi e scottature sono solo alcune delle conseguenze dell’esposizione, più o meno diretta, al sole. Questo perché i raggi ultravioletti provocano effetti dannosi sulla pelle che possono variare in base alle zone della pelle, al tipo di carnagione e alle occasioni di esposizione.

Sicuramente più a rischio sono le pelle chiare o molto chiare (soggetti con capelli biondi/rossi e con occhi chiari), ma anche gli anziani e i bambini. Più pericolose per la salute della nostra pelle sono le esposizioni prolungate durante le fasce orarie più calde (dalle ore 11 alle ore 15): il rischio si incrementa notevolmente quando ci sono superfici riflettenti quali neve e/o specchi d’acqua.

creme solari biologiche, indumenti

Oltre alle creme solari biologiche, anche gli indumenti sono ottimi alleati per proteggersi dal sole [Credits by Unsplash.com]

Raggi solari: quali sono e quanti sono?

Prima però di approfondire i motivi per cui è importante non solo proteggersi ma farlo con creme solari biologiche, è bene sapere come funziona lo spettro solare. Questo è composto da raggi elettromagnetici costituiti da onde di lunghezza ed energia variabili. I raggi solari si distinguono in UV e in IR.

Per raggi ultravioletti (UV) si intendono quei raggi elettromagnetici la cui lunghezza d’onda si situa tra i raggi X e la luce visibile. Esistono più tipi di raggi ultravioletti: UVA, UVB e gli UVC. Questi ultimi sarebbero potenzialmente i più pericolosi, ma la loro azione non raggiunge la superficie terreste, perché respinti dallo strato d’ozono. Sono principalmente raggi di tipo UVA (95% sul totale) quelli che raggiungono la superficie terrestre.

I raggi infrarossi (IR), sono dotati, invece, di una lunghezza d’onda superiore a quella della luce visibile.

Raggi solari: quali sono i più pericolosi?

I raggi ultravioletti UVA benché donano un’abbronzatura immediata, penetrano più profondamente il derma. Sono questi i responsabili dell’invecchiamento cutaneo perché in grado di danneggiare sia le fibre di collagene che quelle di elastina. È fondamentale quindi usare dei solari appropriati, meglio ancora se biologici: la pelle colpita da questi raggi può sviluppare delle dermatosi fino al tumore della pelle.

 

creme solari biologiche indumenti chiari

Gli indumenti chiari sono degli ottimi alleati contro i raggi solari [Credits by Unsplash.com]

Gli UVB, invece, agiscono sull’epidermide stimolando la melanina: sono quelli che ci permettono ottenere un’abbronzatura più duratura. Sono gli UVB a causare i cosiddetti “colpi di sole”. Nonostante questi raggi siano fondamentali per la sintesi della vitamina D (responsabile del fissaggio di calcio delle ossa), possono anche provocare delle mutazioni nella struttura delle cellule.

Gli IR, invece, penetrano gli stati profondi dell’epidermide, provocando la dilatazione dei vasi sanguinei. Sono questi stessi raggi che disidratato e seccano la pelle.

Cosa significa Spf nelle creme solari?

Scegliere il fattore solare giusto non è semplice. L’Spf (Sun Protection Factor, fattore di protezione solare) ci indica per quanto tempo possiamo restare al sole prima che ci scotti. Partendo dal presupposto che le creme solari con SpF pari o inferiore a 6 non hanno valore protettivo ma solo idratante, è importante scegliere il prodotto sia in base all’occasione d’uso ma anche e soprattutto al proprio fototipo.

Non esiste un’equazione perfetta su quante volte è necessario applicare la crema. È importante che la protezione sia spalmata almeno mezz’ora prima dell’esposizione, con particolare cura alle zone più delicate e che l’operazione sia ripetuta almeno ogni due ore.

Creme solari: quali inquinano il mare e rovinano i coralli e come riconoscerle

Forse non tutti sanno che alcune destinazioni turistiche – prime tra tutte le Hawaii, seguite dall’arcipelago di Palau in Micronesia e da alcune aree dello Yucatàn in Messico – hanno vietato l’uso delle creme solari inquinanti. Sapete perché?Le creme solari con un INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, cioè la lista degli ingredienti) a base di determinati prodotti chimici sono altamente inquinanti per l’ambiente. Già nel 2008 le prime ricerche sul tema hanno evidenziato questo problema, e nel 2015 è stato dimostrato che alcuni componenti chimici dei solari possono uccidere o sbianchire (quindi danneggiare altamente) i coralli, agendo da interferente endocrino sul loro DNA.

Le creme solari inquinanti contengono: oxybenzone (benzophenone 3, BP3), butylparaben, octinoxate, 4 methylbenzylidene camphor, sostanze che, anche spalmate sulla nostra pelle in piccolissime dosi, vengono poi rilasciate in acqua e per questo sono estremamente nocive per i coralli e per gli oceani.

Attualmente tra le 4.000 e 6.000 tonnellate di crema solare finiscono in acqua ogni anno in tutto il mondo (fonte: una mia visita al Chumbe Island Coral Park, in Tanzania).

Facendo una scelta consapevole possiamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente: è meglio preferire i solari a base di ossido di zinco (zync oxyde) o ossido di titanio (tytanium oxyde), più sostenibili.

Protezione solare ecologica: quali scegliere?

Tra le creme solari non inquinanti vi segnaliamo i solari biologici di Skinnies: la sua linea Anthyllis è stata la prima ad aver superato il test di ecocompatibilità con certificazione ICEA e Vegan. Disponibile sotto forma di gel, questa crema solare biologica resiste all’acqua per ben 4 ore, proteggendo la pelle dagli effetti dei raggi UVA e UVB, ed è a base di prodotti naturali. Ringraziamo Elena che ce l’ha fatta scoprire.

Anche i prodotti di Bioearth Sun e Officina Naturae hanno ottenuto la certificazione ICEA

Tra le nuove linee di  vi menzioniamo Ren clean skincare con il suo Clean Screen mineral SPF 30, a base di ossido di zinco. Da maggio questa protezione solare biologica sarà in commercio in Italia presso le profumerie Mariannaud e le farmacie selezionate.

Parafrasando quindi una vecchia hit di qualche anno “per quest’anno puoi cambiare, stessa spiaggia ma nuova protezione solare” 🙂

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Leggi articolo precedente:
Foreo Luna Fofo smart brush
Foreo Luna Fofo: cos’è e come si usa

Sappiamo quanto la skincare quotidiana sia importante per il benessere della pelle e, l’uso di beauty device, è un valido alleato...

Chiudi