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Ho deciso di rispondere qui alle domande che mi fate più spesso.

 

ragazza seduta a un tavolino che beve un caffe immersa nella natura

 

COME SEI DIVENTATA TRAVEL BLOGGER?
Come ho spiegato qui, nel 2004 ho aperto un primo blog di viaggi mentre mi trovavo in Erasmus. L’ho poi cancellato qualche anno dopo. Nel 2009, quando cercavo lavoro dopo la laurea, anziché starmene con le mani in mano ho deciso di aprire un blog di viaggi, che era quello che vedete oggi, anche se ovviamente in uno stato più embrionale. Così sono diventata una travel blogger, cioè una persona che cura e gestisce regolarmente un blog di viaggi.

COME SEI DIVENTATA UNA TRAVEL BLOGGER PROFESSIONISTA? COME SEI RIUSCITA A FARLO DIVENTARE UN LAVORO?
È stato un mix di fortuna e di bravura. Fortuna, perché il mio blog è nato in un periodo in cui ancora non esisteva neanche la parola influencer o non c’erano i travel blogger che aprono un blog per scroccare viaggi. Aprire un blog di viaggi nel 2009 significava spiccare facilmente perché la “concorrenza”, se così vogliamo chiamarla, era pressoché nulla. Ma come dicevo ci ho messo anche tanto impegno e tanta bravura. Quando i miei amici la sera uscivano a bere qualcosa o il weekend facevano qualcosa insieme, io spesso stavo in casa per imparare cose che mi avrebbero potuto essere utili per il blog. O andavo a recuperare informazioni e foto per scrivere nuovi articoli. E mi tenevo aggiornata leggendo altri blog e tenendomi in contatto con altri blogger. E credetemi, nel 2009 tutto ciò NON era nella norma ed ero considerata abbastanza nerd. Twitter stava sbarcando in Italia, Facebook non era un fenomeno di massa, Instagram era un’app che usavano in pochi. Figuriamoci un blog…
E così, piano piano, con tanto impegno e passione e senza mollare mai, ho continuato a scrivere per quelli che ormai sono 8 anni consecutivi. Frequentavo le fiere del settore turistico, mi tenevo informata sul travel marketing, e piano piano facendomi conoscere ho iniziato a ricevere i primi inviti ad eventi, blog tour, conferenze stampa. Ho sempre cercato di prendere ogni impegno in modo professionale, rispettando sia i miei lettori, sia potenziali collaboratori. Tante persone lo hanno capito e apprezzato e così si sono instaurati rapporti di collaborazione, e il passaparola sul mio conto me ne ha portati altri.
Sono arrivati anche gli inviti a parlare come speaker nelle fiere del turismo (dove di solito racconto i miei viaggi e la mia vita da travel blogger), le interviste nei giornali e le ospitate in TV e radio.
Diciamo che sono stata, insieme ad altri blogger, tra i precursori di questo mondo. Le realtà turistiche hanno sperimentato per anni collaborazioni con figure come la mia prima di arrivare a capire come instaurare un rapporto proficuo per entrambi. Fino a 3/4 anni fa, ogni volta che dicevo di avere un blog o di essere una blogger, a tanti operatori turistici dovevo anche spiegare cosa significavano queste parole. Ricordo alla fiera del turismo TTG un responsabile di una struttura ricettiva che venne da me durante un incontro tra blogger e operatori, e mi chiese: «Ma cos’è un BLOB?». Correva l’anno 2014.
Oppure: anni fa mi arrivò un invito per vedere una mostra a Hong Kong e parlarne sul mio blog. L’invito non includeva il viaggio…
Voi ridete, ma io tuttora ricevo proposte o domande di questo tipo. Per fortuna sono sempre meno, ma io ogni volta rispondo spiegando perché non ha senso per me una collaborazione di questo tipo. O spiegando cosa faccio e come lavoro. Anche questa costante formazione (gratuita!) che faccio da ann a chi mi contatta fa sì che oggi voi non dobbiate più spiegare che cos’è un travel blogger.
Ci tengo a precisare che parallelamente il mondo è evoluto con me, e se nel 2009 un rappresentante del turismo avrebbe speso una cifra X per fare pubblicità su giorni cartacei, nel 2017 lo stesso operatore (se è al passo coi tempi) investe quella cifra in modo diverso (anche perché ormai la metà delle riviste turistiche cartacee non esiste più), e prevede una parte di budget anche per il marketing digitale. È così che mi arrivano delle proposte di collaborazione da enti del turismo, operatori, strutture ricettive, che io ogni volta vaglio e valuto attentamente per capire se può innanzitutto interessare ai miei lettori e se è in linea con il mio stile editoriale.

MA QUINDI TI PAGANO PER VIAGGIARE?
Di solito sì, ma questa non è una notizia. Hai presente le riviste di viaggi che ti facevano sognare da piccolo/a, o i reportage in TV su mondi esotici fantastici? Ecco, quelli nascono da giornalisti e viaggiatori che vengono pagati per viaggiare e farne un articolo o un servizio. Non c’è molta differenza, ma scommetto che non ti eri mai fermato/a a pensarci.

MA QUINDI ADESSO VIVI DI QUESTO?
Principalmente, dopo 8 anni di duro lavoro, sì. Fino a 3/4 anni fa il blog mi permetteva di arrotondare; prima ancora, era solo un hobby. Non ho mai pensato che questo sarebbe diventato il mio lavoro, anche perché nel 2009 nessuno al mondo avrebbe potuto immaginare questa evoluzione del web.
Una cosa che però forse non sai è che decine di travel blogger, italiani e non, che conosco personalmente, dicono di vivere solo di quello quando invece non è vero. C’è chi arrotonda vendendo cosmetici, chi insegna, chi gestisce pagine social per clienti, chi traduce, anche chi fa l’idraulico o lavora nell’azienda di famiglia. Penso che non ci sia niente di male ma tanti lo tengono nascosto, non so perché. Tienilo presente la prossima volta che pensi di mollare il tuo lavoro stabile per fare il blogger: io ci ho messo 8 anni e tanta fatica, e fidati, non sono certo ricca.

I SOLDI LI GUADAGNI DAI BANNER SUL TUO BLOG?
Non ho banner sul blog. Vengo pagata per i progetti editoriali che concordo con i miei committenti.

MA QUINDI, DATO CHE LAVORI SU INTERNET, FAI TUTTO IN NERO?
No 🙂 Lavoro regolarmente come consulente freelance da 7 anni, con regolare partita IVA. Ai miei clienti emetto regolare fattura. E sotto ai post sponsorizzati inserisco un disclaimer che segnala la collaborazione. E sì, trovo assurdo che nel 2017 ci sia ancora gente che creda che lavorare online significhi lavorare in nero 🙂

MA CHE BELLO ESSERE SEMPRE IN VIAGGIO, VOGLIO FARLO ANCHE IO, COME SI FA?
Mi viene spontaneo chiederti: se io ho pensato di aprire un blog 8 anni fa, tu perché non l’hai ancora fatto?
Se vuoi aprirlo adesso, tieni presente che il mondo è molto diverso rispetto al 2009. Attualmente in Italia ci sono più di 300 (sedicenti) travel blogger. Perciò se vuoi cominciare ti direi di metterti sotto velocemente e prepararti a dedicare almeno un terzo di ogni tua giornata al blog. Viaggi spesso e hai tante cose da raccontare che non siano già straconosciute? Sai usare WordPress? Quanto ne sai di SEO e codice? Sei esperto di social media marketing? Hai buone conoscenze sul mondo del travel? Sei pronto a frequentare le fiere e spiegare perché sei meglio degli altri? Hai già dei canali social ben avviati? Hai già un budget da investire in attrezzatura (GoPro, macchina fotografica,…) e social media? Se sì, mettiti sotto e non perdere altro tempo!

MI DAI DEI CONSIGLI PER INIZIARE?
Sii costante, mettici tanto impegno e passione, sii professionale e distinguiti dalla massa dei 300 di cui sopra. E se vuoi davvero scrivere di viaggi, viaggia, e sii pronto ad avere un inglese fluente.

CHI TI AIUTA?
Ho aperto il mio blog da sola. Nel 2009 mio padre lavorava come geometra, mia madre una insegnante elementare. Non ho avuto aiuti in famiglia e non ho conosciuto sviluppatori fino a pochi anni fa, così ho dovuto imparare a gestire codice, SEO, content marketing. Mi tengo aggiornata online e frequento periodicamente corsi e eventi di aggiornamento.
Da un paio di anni ho diverse figure che mi affiancano. Consulto un webmaster e una SEO specialist quando necessario e periodicamente cambio template del blog. Ma ho soprattutto 20 fantastici collaboratori che scrivono per me regolarmente e partecipano a eventi e blog tour quando io sono in viaggio. Li puoi conoscere cliccando qui.

CHE STUDI HAI FATTO?
Ho studiato Lingue e culture europee alla laurea di base, poi Progettazione di Eventi Culturali. Se tornassi indietro, non farei la specialistica.
Non ho fatto studi inerenti al digital marketing perché nel 2002, quando ho iniziato l’università, semplicemente non esistevano 🙂

QUANTE LINGUE PARLI?
Inglese e tedesco a livello C2, cioè madrelingua. Parlo anche spagnolo, e ho studiato anche francese e faroese, anche se non parlandoli mai ormai li ho un po’ persi.

QUANTO TEMPO PASSI IN VIAGGIO OGNI MESE?
Dipende, ma di solito almeno 2 o 3 settimane al mese. Ho la valigia sempre pronta.

QUALI SONO I TUOI PROSSIMI VIAGGI?
Non lo so. Lo scopro, di solito, con circa 10 giorni di anticipo, ma mi capita anche (purtroppo) di ricevere inviti per partire il giorno dopo.

QUAL È IL PAESE CHE TI PIACE DI PIÙ TRA QUELLI CHE HAI VISITATO?
Al primo posto metto l’Australia, al secondo la Corea del Sud.

QUAL È IL PAESE DOVE NON TORNERESTI?
Cuba. Puoi leggere il perché in questi articoli.

OLTRE A VIAGGIARE PER LAVORO, VAI ANCHE IN VACANZA OGNI TANTO?
Questa è una domanda molto intelligente. Sì, si solito in inverno e in luglio faccio un viaggio in cui stacco completamente, o quasi. Cerco una meta dove ci sia poca wifi, come ad esempio l’outback australiano, la savana del Serengeti, Cuba. Mi pago il viaggio e cerco di godermelo senza prendere appunti, scattare foto, montare video. Ma non sempre ci riesco 🙂